Società

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: Nasce a Rozzano “La Casa del Riuso” 
Quando le persone danno un valore alle cose

N. 1 Marzo 2015

Stefania Anelli, Elisabetta Martello

Sul territorio di Rozzano esistono numerose associazioni culturali, sociali e di volontariato che negli ultimi decenni hanno canalizzato le forti e variegate spinte di persone che, motivate dal desiderio di partecipare attivamente alla vita rozzanese e di creare forme di aggregazione intorno a un interesse o a una iniziativa, hanno dato vita a gruppi di vario tipo. Di particolare interesse sono quelle rivolte al sociale che puntano a ridare equilibrio e pari opportunità a coloro che sono svantaggiati e vulnerabili sotto diversi punti di vista, siano essi sociali, sanitari o culturali. Ovvero, rivolgere la propria attenzione verso chi ha bisogno.

In questo contesto si inserisce il progetto di Massimo Ferrario che con Guido De Vecchi fonda il primo marzo del 2013 la Casa del Riuso, allo scopo di promuovere un circuito virtuoso degli oggetti usati, altrimenti destinati alla discarica, che nelle mani di persone in cerca di un’opportunità “esistenziale”, riprendono vita e assumono un valore intrinseco che va oltre la loro materialità.

Il progetto prende il via con il passaparola con cui si è cominciato a raccogliere, attraverso lo sgombero di locali, disparati oggetti tra cui mobili, attrezzature, elettrodomestici, suppellettili, libri, recuperandoli e rigenerandoli allo scopo di rivenderli a prezzo contenuto.

La Casa del Riuso ha la propria sede presso un capannone di 300 mq a Ponte Sesto; vi lavorano stabilmente due profughi politici, uno assunto a tempo parziale, l’altro in qualità di collaboratore in attesa di essere assunto, insieme alla collaborazione quotidiana e competente di Massimo Ferrario e di quella lungimirante di Guido De Vecchi.

Chi è Massimo Ferrario? Formatosi come fisioterapista, sin da giovane ha maturato una sensibilità verso le persone in difficoltà con particolare riguardo a coloro che hanno disabilità motorie, psichiche o semplicemente verso chi ha necessità di una “stampella” fatta di valori positivi e modelli umani di riferimento: a questo proposito si fa riferimento ai minori che escono dal carcere minorile Beccaria, i quali hanno bisogno di un indirizzo civico, umano e professionale. Infatti, la Casa del Riuso, in una logica di rete, nel suo senso più ampio, nonché concetto guida per Guido De Vecchi, collabora con l’associazione Arimo per sostenere, attraverso dei tirocinii, proprio quei ragazzi che escono dal carcere e favorisce la partecipazione di alcuni ragazzi disabili che attraverso un lavoro di selezione di oggetti, attrezzature, divisione di elementi costitutivi, quali carta, legno, ferro, leghe, vetro, componenti elettrici, svolgono una “terapia occupazionale” differente da quella proposta loro nei centri di riabilitazione, potendo nel frattempo essere reinseriti in una vita sociale.  

Proseguiamo con la vita di Massimo Ferrario che ha un percorso intenso. Fonda la Carrozzineria Pe.Fer.Mi, un’officina ortopedica per la manutenzione delle attrezzature per i disabili, lavora per la Fondazione don Carlo Gnocchi su progetti volti alla misurazione dei livelli di qualità di vita dei disabili, diventa logista nella costruzione di ospedali nel Terzo Mondo. Nel 2010 fonda il Laboratorio Archimede che già contiene in sé gli ideali del saper fare in modo semplice e pratico, che si ritrovano nel progetto della Casa del Riuso in cui confluisce, affinché le “cose” rinnovate, rigenerate e rimesse nel circuito di vita, abbiano un “valore". Un valore a tutto campo, semplicemente ecologico per il recupero di materiali ancora utilizzabili, un valore sociale che occupa persone intorno a un progetto e un valore economico poiché gli oggetti vengono rivenduti.

Dal 26 gennaio scorso la Casa del Rriuso è diventata Associazione Senza Fini di Lucro, conta 13 soci e 1 cooperativa sociale Adelante Dolmen. E’ in espansione, chiunque può diventare socio previa approvazione da parte del Direttivo con un quota associativa annuale di 30 euro a fronte della quale beneficia del 10% di sconto su servizi e oggetti in vendita fino ad un acquisto massimo di 1.000 euro.

L’Associazione non si occupa solo di oggetti, ma specialmente di persone come quelle ad amministrazione assistita che al momento rappresentano il 25% dell’utenza, grazie anche alla collaborazione con il Comune di Rozzano. L’Associazione inoltre è riuscita a instaurare un buon rapporto di fiducia con persone spesso bisognose e non facilmente raggiungibili dalle vie tradizionali.

Tra i vari progetti che l’Associazione si propone, due sono da menzionare come particolari: uno prevede la predisposizione all’interno del capannone di uno “spazio bambini” dedicato al ricevimento (sempre nell’ottica della raccolta e rivendita), di tutto ciò che riguarda l’universo infantile, quindi giochi, mobili, vestiti, ecc.; l’altro, riguarda una sezione destinata alle attrezzature come carrozzine o stampelle per disabili che possono essere fomite anche a titolo gratuito a chi ne avesse bisogno.  servizi proposti sono offerti a chiunque ne faccia richiesta la cui modalità è visibile sul sito internet www.casadelriuso.it, mentre la visione degli oggetti in vendita è subordinata ad appuntamento telefonico per assicurarsi la presenza del personale. La Casa del Rriuso si trova in Via L. Ariosto 16c a Rozzano e si può contattare al numero 328 60 80 032 e via mail all'indirizzo: lacasadelriuso@gmail.com.

Casella di testo: La Cooperativa “Il Balzo”: progetti e competenze al servizio dei disabili

N. 2 Aprile 2015

Stefania Anelli, Elisabetta Martello

La Cooperativa sociale “Il Balzo” è una realtà abbastanza recente a Rozzano, ma la sua origine deriva da un’associazione più antica e ancora oggi attiva, ovvero l’Ageha, che nasce nel 1978 per iniziativa di alcuni genitori impegnati nel creare uno spazio di aggregazione e ricreativo per i propri figli disabili.

L’esigenza di dare servizi più strutturati, in conseguenza della crescita sia numerica sia dei bisogni dell’utenza, porta alla costituzione della società “Il Balzo”, nel 2006, in grado di accedere a fondi pubblici per proseguire al meglio i propri scopi sociali.

“Il Balzo” opera sul territorio della Città offrendo una molteplicità di servizi, una parte svolti nella sede storica di via Roma, ma negli ultimi anni utilizza anche lo spazio preso in affitto in Via Guido Rossa, chiamato amichevolmente il “Balzetto” dai suoi frequentatori; la Cooperativa, inoltre, ha organizzato delle case alloggio in via Cassino Scanasio e supporta i servizi sociali in alcune prestazioni domiciliari dedicate a utenti con particolari disabilità.

Quindi, una rete di opportunità per quelle persone che, seppur svantaggiate, possono condurre una vita di relazione con gli altri e sperimentare le facoltà acquisite. Utenti eterogenei tra loro sia per età che per tipo e gravità di disabilità, cui corrispondono progetti personalizzati e volti alle specifiche condizioni di ognuno di loro.

I servizi all’utenza così articolati e mirati ai bisogni dei disabili nascono dalla competenza di un gruppo di professionisti che con impegno e flessibilità ammirevoli promuovono progetti per dare continuità e garanzia di supporto e assistenza a questi cittadini, affinché non rimangano emarginati nell’ambito familiare.

E’ riconoscibile anche la positiva abilità dei dirigenti della Cooperativa di organizzare e strutturare le attività, siano esse ludico-ricreative o esperenziali, avvalendosi di una rete di collaboratori rappresentati spesso da volontari, oppure da stagisti e tirocinanti di scuole di educazione sanitaria e socio-assistenziale.

A questo riguardo, le ricadute sugli utenti sono indubbiamente positive  sia sotto il profilo delle risorse umane a disposizione, portatrici di nuovi stimoli, poiché ciò consente di svolgere le attività su più sedi a utenze differenziate, sia dal punto di vista, non trascurabile, economico, che risulta spesso critico per riuscire a mantenere uno standard di qualità elevato. Infatti, il ricorso a questo tipo di collaborazione, peraltro entusiasta, rende speciale l’erogazione di un servizio che si connota sovente come esperienza di vita e di condivisione reciproca.

Ma la Cooperativa persegue un percorso di crescita continuo teso all’ascolto e al modo di dare delle risposte ai bisogni complessi dei cittadini: si tratta, per esempio, dello sportello per l’amministrazione di sostegno (ADS), un servizio di supporto informativo e pratico per coloro che hanno familiari o persone con requisiti particolari, incapaci per svariati motivi, di occuparsi della gestione delle  proprie risorse (si pensi oltre ai portatori di disabilità in senso stretto, anche ai genitori affetti dal morbo di Azheimer o a persone con ludopatia).

E’ pure rilevante la funzione di accompagnamento di persone verso una forma di tirocinio professionale per acquisire, in un contesto protetto, delle abilità successivamente replicabili in situazioni di lavoro retribuiti. Ciò è reso possibile dalla sinergia con altre associazioni territoriali, quali il CPS, Afol Sud Milano e la Casa del Riuso, con le quali si è consolidata una rete di reciproca sussidiarietà.

Appare interessante l’iniziativa del Giardino dei Talenti pensata proprio per i bambini disabili dai tre ai dodici anni: uno spazio aperto due sabato pomeriggio al mese dove attività come la pet therapy, la musicoterapia, l’arteterapia, nonché una gustosa merenda, diventano occasioni importanti per trascorrere insieme un tempo di qualità.

Dando uno sguardo alla struttura della cooperativa, “Il Balzo” è organizzato con un vertice rappresentato dalla presidente, quindi una direttrice dei servizi educativi che coordina 11 educatori anch’essi soci. La struttura si avvale di specialisti come lo psicologo e consulenti via via necessari per avviare progetti qualificati.

Le fonti di finanziamento de “Il Balzo” provengono prevalentemente dalla pubblica amministrazione attraverso la partecipazione ai bandi per forniture di servizi assistenziali, da convenzioni con alcune amministrazioni comunali per seguire utenti aventi progetti finalizzati e il Distretto 7.

Anche fondi privati partecipano al sostegno economico della società, in particolare la Fondazione Cariplo, che finanzia progetti con valenze innovative, il 5 per mille dei contribuenti e iniziative di volontariato per le raccolte fondi finalizzate all’acquisto di attrezzature (una recente sponsorizzazione ha raccolto il denaro necessario per acquistare il pulmino per il trasporto degli utenti disabili).

La sede principale della Cooperativa Il Balzo è in via Roma a Rozzano e si può contattare al telefono 02 – 5750.526, il sito web è www.ilbalzo.com e la mail: cd@ilbalzo.com.

Casella di testo: La Banca del Tempo e… Rozzano

N. 3 Maggio 2015

Stefania Anelli, Elisabetta Martello

L’associazionismo rozzanese è indubbiamente molto vivace e dinamico. Tra le pieghe di una società complessa e diversificata si scopre l'esistenza di una rete articolata di relazioni umane e di interessi che restituiscono una visione della nostra città aperta e in grado di organizzarsi in forme partecipate. 

Questa nuova tappa è dedicata alla Banca del Tempo che non rientra nella categoria delle associazioni di volontariato, tuttavia le sue finalità sono su base volontaria e ispirate al principio della reciprocità e del mutuo aiuto.

Storicamente le prime associazioni nacquero in Gran Bretagna negli anni ‘80 per necessità contingenti; queste esperienze si dimostrarono presto un’idea originale per la diffusione di una forma economica “alternativa” e venne esportata in altri paesi europei (soprattutto nei paesi scandinavi è ormai diventata una consuetudine culturale), mentre in Italia iniziarono ad apparire all’inizio del 1990 in Emilia-Romagna.

Sebbene la parola banca richiami il denaro, in questo caso è associata  un altro concetto anch’esso prezioso per le persone, ovvero il tempo, specialmente nella nostra cultura occidentale dove il tempo è denaro e spesso rappresenta una risorsa che scarseggia.

La Banca del Tempo è un particolare tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito del temp;, è un progetto che intende diffondere una nuova forma di solidarietà sociale e di cultura della reciprocità in cui la “moneta” di scambio è il tempo offerto a quanti ne hanno bisogno e ne fanno richiesta.

In questo contesto si inserisce la  “Banca del Tempo e…Rozzano”, fondata nel 2011 da un progetto della Consulta per le Pari Opportunità femminili. Non è un caso che una simile iniziativa nasca da una componente femminile della società, poiché sono le donne che maggiormente curano la gestione dell’economia domestica e a loro, forse, si può ricondurre una sensibilità verso la valorizzazione delle competenze e delle vocazioni femminili, che rimarrebbero inespresse e soprattutto perse. E’ per le donne che occorre costruire occasioni per facilitare la conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della cura familiare.

Per la Banca del Tempo di Rozzano gli ultimi quattro anni sono stati di grande evoluzione in quanto hanno segnato il cammino di questa organizzazione, che conta una cinquantina di soci iscritti che scambiano attività e servizi svariati, spaziando dai lavori domestici ai servizi di accompagnamento e ospitalità, da baby sitting alla cura di piante e animali, dallo scambio, prestito, baratto di attrezzature alle ripetizioni scolastiche.

Banca del Tempo significa, quindi, offrire momenti di socialità e di conoscenza dei soci i quali diventano protagonisti nell’ideare e promuovere eventi culturali (visite a mostre, musei, cinema, spettacoli teatrali, passeggiate nel territorio), nell’ottica di favorire forme di aggregazione e recuperare quelle relazioni tra persone che migliorano la qualità della vita. In queste circostanze i soci disponibili offrono il loro tempo per comprare i biglietti o fornire dei passaggi per chi ne avesse necessità, mettendo in Banca un credito che riscuoterà in altre forme da altri soci.

E’ di particolare interesse rilevare come nella messa a disposizione di una prestazione, si inneschi un meccanismo che va oltre lo scambio in sé per soddisfare un’esigenza personale, ma si invada positivamente la sfera dello scambio intergenerazionale e interculturale, contribuendo, in questo modo, al superamento di condizioni di solitudine e forse, anche, di emarginazione culturale e sociale.

Nella pratica, ciascun socio mette a disposizione qualche ora per offrire a un altro socio una certa competenza, le “ore” vengono “calcolate” e “accreditate” o “addebitate” nella Banca all’interno della quale ogni socio avrà aperto un suo conto corrente in ore.

Tutti gli scambi sono gratuiti, ogni ora viene valutata indipendentemente dal valore monetario del tipo di prestazione svolta.

Per diventare socio della Banca del Tempo occorre compilare un modulo in cui si mette “in banca” la propria offerta di abilità e, a fronte di questa offerta di risorse, si chiede lo scambio in soddisfacimento di propri bisogni. È prevista una quota associativa annuale di 10 euro.

Tutti i soci sono invitati ad arricchire la rete degli associati in quanto ogni persona ha qualcosa da offrire agli altri, in questa epoca in cui il “dio denaro” governa a pieno, lo scambio gratuito di tempo  può e deve diventare un modello educativo per i giovani e può rappresentare un ritorno alla “vita sociale” per gli anziani.

La sede della Banca del Tempo è in una grande portineria, circondata dalle case popolari del quartiere Aler, a Rozzano in via Garofani 4 e le attività svolte sono consultabili sul sito http://bancadeltempoerozzano.jimdo.com e si può contattare al telefono 331. 3597512 o alla mail email bdterozzano@gmail.com.

Informazioni sulla Banca del Tempo e …. Rozzano

Sede

Via Garofani, 4

Orari di apertura della sede

Lunedì e martedì dalle 20.30 alle 23.00 circa.

Giovedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 17.30

Le attività in sede

Pittura,  acquerello, ballo, fotografia, cucito, lavori a maglia, carte

Altre attività

 Orto in via dell’Ecologia, visite culturali e ….

I  numeri

47 associati: 13%  uomini , 87%  donne

205 ore scambiate tra soci nel 2014

Profilo Facebook

BancadeltempoeRozzano