Società 10

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: La campagna  Ero Straniero – L’umanità che fa bene e il Programma Italia di Emergency Onlus

N. 9 Novembre 2017

Edoardo Bogani — Emergency Onlus

Martedi’ 10 Ottobre si è svoltala prevista serata per la Campagna Ero Straniero presso la sala di Viale Lazio 32, con la presenza come relatori Laura de Carlo, legale di Casa di Carità e Valerio Pedroni, responsabile della Fondazione Padri Somaschi Onlus, due tra le organizzazioni  che hanno promosso la campagna Ero Straniero. Questa campagna è stata promossacon lo scopo di proporre una legge di iniziativa popolare in grado di superare la legge Bossi-Fini e vincere la sfida sull’immigrazione superando tutte le anomalie dell’attuale legge piena di incongruenze e contraddizioni.

La legge di iniziativa popolare punta molto su soluzioni concrete e realizzabili con il duplice obiettivo di garantire, a chi cerca un futuro migliore, condizioni di vita accettabili senza gravare sulle fasce più deboli della nostra popolazione e di combattere a livello culturale le politiche di chiusura che fanno presa sugli istinti di difesa di una parte della popolazione. Il lavoro viene visto come la base per una sicura integrazione che, oltre a creare persone autosufficienti, evita che le stesse vengano viste come turisti a spese della collettività.

Alla serata, che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, ha preso parte anche la Sindaca Barbara Agogliati ed esponenti di comitati, partiti e associazioni cittadine.

Questa legge di iniziativa popolare che mira a introdurre canali legali e controllabili di migrazione, prevede:

· la possibilità di permessi di soggiorno temporanei (12 mesi) per permettere l’incontro fra possibili immigrati e possibili datori di lavoro.

· la reintroduzione del sistema degli sponsor (immigrazione su chiamata con agevolazioni per chi è già stato in Italia e ne conosce la lingua).

· la regolarizzazione di stranieri che sono al momento irregolari ma che sono in grado di dimostrare possibilità lavorative o, comunque, legami famigliari con immigrati regolari.

· la garanzia di mantenimento di diritti previdenziali acquisiti per chi decide di rimpatriare.

· le garanzie per un reale diritto alla salute per i cittadini stranieri regolari e non.

· la possibilità di partecipazione alla vita politica almeno per le elezioni amministrative per chi soggiorna da lungo periodo.

· l’ abolizione del reato di clandestinità.

Il dibattito è stato interessante e sereno. Sono emerse preoccupazioni per l’attuale situazione della realtà rozzanese soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza. Rozzano è una realtà molto colpita dalla crisi economica degli anni scorsi e spesso l’immigrato è visto solo come un concorrente che sottrae possibilità di lavoro o di  abitazione agli italiani. Queste paure accentuate dalla crisi, pur essendo irrealistiche rispetto al numero limitato di immigrati arrivati o che potrebbero arrivare (si tratto di non più di una quarantina in tutto), scatenano fantasmi enfatizzati sui social o nei punti di ritrovo popolari come i mercati. Bastano alcuni lavori alla Casa delle Associazioni e subito si diffonde il sospetto che si voglia farne un possibile centro di accoglienza. L’inizio di una vera integrazione avviene solo cercando di conoscere lo straniero, accettandolo come vicino di casa, ma anche, come è stato detto in un intervento, facendo partecipare gli immigrati a lavori volontari di pubblica utilità; in tal caso nessuno potrebbe vedere gli immigrati come persone in cerca di un soggiorno retribuito privilegiato e con migliori garanzie rispetto a  residenti italiani impoveriti da una mancanza di lavoro stabile o con problemi di abitazione.

Emergency Onlus ha appoggiato questa proposta di legge anche ospitando presso la nuova Sede di Casa Emergency in via Santa Croce a Milano, i volontari di Ero Straniero e il loro banchetto per la raccolta delle firme.

Il Gruppo di zona ha aderito formalmente ed appoggiato l’iniziativa del 10 Ottobre partecipando alla serata.

Abbiamo preferito non intervenire direttamente nel dibattito per evitare di togliere tempo agli altri ma vogliamo dare alcune informazioni su Piazza Foglia rispetto alle attività sanitarie di Emergency in Itali,a a fronte sia delle lacune dell’attuale legge sull’immigrazione, sia delle lacune sui diritti di sanità gratuita per tutti, sanciti dalla nostra Costituzione ma spesso disattesi dalle leggi di bilancio degli ultimi anni. Emergency, nata come Associazione Onlus per intervenire con progetti sanitari gratuiti e di eccellenza in zone del cosiddetto Terzo Mondo povere e in stato di guerra, ha iniziato nel 2006 il Programma Italia che  è un programma sanitario che si svolge sul territorio nazionale per superare alcuni problemi sul diritto alla salute anche generati dalla attuale legge sull’immigrazione. Molti dei diritti sanitari sanciti dalla Costituzione (art.32), in mancanza di una legge nazionale chiara per gli immigrati, per gli stranieri in genere e per alcune di situazioni di povertà dei nostri cittadini, sono oggi soggettivamente interpretati a livello Regionale e a volte anche Comunale) in modo confuso e diverso da Ente locale a Ente locale  (ad esempio in caso di perdita di residenza da parte di cittadini italiani incapienti ogni comune si regola se concedere o no la tessera sanitaria unico strumento per avere il medico di base).

Il Programma Italia di Emergency è attuato tramite:

· Poliambulatori fissi(strutture tipo mini ospedali) a Palermo, Marghera, Castelvolturno, Napoli, Polistena (RC), Sassari; l’Ambulatorio  di Polistena è situato presso una struttura sequestrata alla ndrangheta,

· Poliambulatori mobili (politruck, polibus, van): un Politruck (camion attrezzato) è presente tutti i giorni nelle zone critiche di Milano per la una numerosa presenza di stranieri e di poveri del Giambellino, del Corvetto, della Stazione Centrale(via Vitruvio), edi Piazza Selinunte. Un Polibus (autobus attrezzato) opera in provincia di Latina, un altro opera nelle aree agricole dove ci sono forti presenze di migranti, una unità mobile è operativa nell’area di Castelvolturno diretta a fornire attività di informazione sanitaria e di prevenzione a favore delle prostitute da strada del casertano. Una altra unità mobile opera a supporto del presidio di Emergency a Siracusa presso l’Ospedale cittadino Umberto I e destinata  a supporto della prima accoglienza agli sbarchi e ai presidi medici a Priolo e a Siculana,dove è necessaria l’assistenza a minori non accompagnati.

Su richiesta della autorità locali nelle zone colpite dal terremoto del 2016 è stato, poi, attivato nel 2017  un presidio con unità mobili che fornisce attività infermieristiche e di sostegno psicologico a Montorio al Vomano ed a Amatrice.

Tutte le strutture descritte sopra operano fornendo assistenza sanitaria autorizzata dalle rispettive Regioni in modo totalmente gratuito e di qualità per tutti quelli che per un qualsiasi motivo non possono accedere al medico di base, e con ricettario per poter prescrivere medicine ed esami. Nel caso di zone terremotate l’assistenza è estesa a tutti quelli che la richiedono.

In tutte le strutture fisse e mobili il Programma Italia prevede sempre la presenza di mediatori culturali che forniscono le seguenti prestazioni:

· valutano con un colloquio le necessità reali delle persone che richiedono assistenza sanitaria cercando poi di indirizzare quando possibile i malati verso appropriati percorsi sanitari ASL.

· forniscono mediazione linguistica per chi non parla correttamente l’italiano. Per fare un esempio pratico, tutti i minori regolari e non regolarizzati, hanno diritto ad avere un pediatra Asl e spesso gli stranieri devono essere accompagnati da un mediatore sia alla Asl per la scelta del pediatra, che dal pediatra stesso per poter incominciare un percorso sanitario per il proprio minore.

· Forniscono anche l’assistenza per l’ottenimento del documento STP (Straniero Temporaneamente Presente) che è il documento ufficiale che permette al medico di Emergency di  emetterele ricette per medicine ed esami come un qualunque medico di base su formulari Asl.

I mediatori culturali sono tutti dipendenti di Emergency per poter avere una garanzia di continuità di assistenza nei vari ambulatori mentre i medici e gli infermieri possono essere anche volontari ad integrazione comunque di presenze di medici e infermieri dipendenti. Per esempio nel centro poliambulatoriale di Marghera le cure dentistiche sono quasi sempre fornite da dentisti volontari che prestano la loro opera al di là dei loro impegni lavorativi quotidiani garantendo cure dentistiche gratuite soprattutto a italiani non in grado di potersele pagare.

Casella di testo: Consumo critico e consapevole. Cosa significa e perché è importante praticarlo

N. 1 Febbraio 2018

Fiorella Gebel

Inizia un nuovo anno ed eccomi qui a riproporvi un argomento che può apparire ai più “vecchio”, ma che di vecchio non ha proprio nulla, credo. Tutti noi pensiamo di averne sentito abbastanza sull’ambiente, sul cibo, sul degrado generale che affligge il nostro pianeta. Ma siamo sicuri di aver fatto davvero il possibile per raggiungere quel minimo di informazione su ciò che acquistiamo sui banchi dei supermercati o quando,  trascorrendo una serata fuori a cena con gli amici, scegliamo i piatti dal menù di un ristorante?

Voglio riportare un piccolo brano da un libro che mi hanno regalato e ha conquistato la mia attenzione. Ovviamente ve lo consiglio! Il libro si intitola “I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta”,  a scriverlo un giornalista che da anni pubblica reportage di politica internazionale, Stefano Liberti.

Ecco un piccolo brano dell’introduzione: “Qualche tempo fa ero ad Albany, capitale della Stato di New York, in un elegante ristorante regionale della Louisiana. Scorrendo il menù un piatto ha attratto la mia attenzione: una porzione di “pezzi di alligatore fritto” era proposta alla modica cifra di tredici dollari. Quando è arrivata la cameriera le ho chiesto: “Da dove viene questa carne?” La ragazza mi ha guardato, ha aggrottato la fronte e mi ha risposto: “Da una azienda. La prendiamo da un’azienda”. (…) Questa inchiesta cerca di ricostruire il processo che ha portato il cibo a diventare una merce, scambiata sui mercati internazionali da aziende che ne controllano la produzione, la trasformazione e la commercializzazione. (…) Si tratta di ditte spesso gigantesche, capaci di far viaggiare i prodotti da un capo all’altro del pianeta, sfruttando le zone dove la manodopera è più economica, le terre più fertili e i controlli meno stringenti…”

Confesso che mi piacerebbe poter continuare a raccontarvi i contenuti di questa inchiesta, portarvi con me nell’analisi dei prodotti, dagli animali alla soia per finire con il tonno, ma non posso, se volete conoscere lo dovete leggere voi e trarre le vostre analisi.

Voglio ora qui richiamare la vostra attenzione, almeno l’attenzione di chi si ritiene ambientalista, di chi con correttezza e scrupolo tutti i giorni effettua la raccolta differenziata, di chi si attiene alle regole per un consumo di acqua sostenibile, di chi… ecc. ecc. Ecco a queste persone meravigliose che hanno a cuore la vita del nostro pianeta vorrei anche suggerire di informarsi su ciò che consumano, su come viene prodotto e sugli enormi danni creati al pianeta dal nostro ormai esasperato consumo, in particolare,  di cibo. Solo perché mi ha colpito, vorrei riportare un’informazione che ho acquisito poche settimane fa: ogni anno nel mondo muoiono circa 9 milioni di persone per malnutrizione ma 10 milioni per sovralimentazione!!

Comunque agli amici ambientalisti vorrei ricordare che ogni anno vengono macellati nel mondo circa 70 miliardi di animali i quali, ovviamente, per poter essere macellati, devono essere nutriti (cibo per loro), devono bere (acqua per loro) e giornalmente effettuano “ i loro bisogni fisiologici “ che producono enormi danni ambientali alla terra, alle falde acquifere e all’aria che respiriamo.

Forse è veramente giunto il momento di adottare, con maggiore consapevolezza, un comportamento critico nei confronti del nostro consumo!

Cosa si intende per consumo critico?  Il consumo critico è un approccio culturale sulla scelta di beni e servizi che prende in considerazione gli effetti sociali e ambientali dell’intero ciclo di vita del prodotto e induce i nostri acquisti dando a tali aspetti un peso non inferiore a quello attribuito a prezzo e qualità. In sostanza colui che scegli di consumare in modo attento e critico “orienta” i propri acquisti in base a criteri ambientali e sociali che prendono in considerazione le modalità di produzione del bene, il suo trasporto, le sue modalità di smaltimento e le caratteristiche del soggetto che lo produce.  Qualsiasi bene prodotto ha un peso sociale e ambientale: come viene prodotto, con quali materie prime, quali sono i processi produttivi, dove è stato prodotto, quali lavoratori e con quale scelta energetica e, quindi, con quali conseguenze sull’ambiente.

In altre parole: significa chiedersi se e quanto possiamo ridurre i nostri consumi senza privarcene.

La scelta di un consumo critico parte proprio da queste considerazioni per aiutarci a fare scelte sostenibili per il nostro pianeta.    Nel consumatore critico è aumentata la consapevolezza che i suoi acquisti hanno un “valore politico”.  Pensate a come negli anni sia aumentata la consapevolezza dei consumatori e come sempre di più gli  acquisti dei diversi prodotti siano stati orientati anche da considerazioni quali:  1. Le condizioni dei lavoratori impiegati nella produzione; 2. Le politiche ambientali delle aziende produttrici; 3. Campagne di boicottaggio; 4. Le provenienze; 5. I metodi di coltivazione; 6. Le fonti energetiche; 7. Imballaggio; 8. Ciclo produttivo ecc.

Possiamo, attraverso le nostre scelte di acquisto, modificare il “sentiment”   delle imprese e contribuire nel nostro piccolo al cambiamento? Io credo di si.  Ormai ci siamo abituati, in tutto ciò che afferisce alla nostra quotidianità, ad agire percorrendo le strade più facili,  ci piace dire “ma cosa vuoi che possa fare io??” e quindi non faccio niente, o peggio, scelgo la strada che più di tutte aggrava i problemi e, proprio per questo, appaiono più semplici. Continuamente diciamo e sentiamo dire: ma lo fa anche quello/a perché io no? Quello butta la spazzatura per la strada e io devo andare in discarica perdendo tempo e facendo fatica? Quello non si fa fare la fattura e risparmia e io sono più scemo/a? salvo poi lamentarci per i rifiuti non raccolti e per gli evasori del nostro paese…….!

Io credo fermamente, e sono certa anche molti voi, che i nostri comportamenti virtuosi aiutano a migliorare la qualità della nostra vita e della nostra mente!

Le risorse nel mondo NON sono INFINITE! I consumi sono l’elemento sul quale si radica l’identità di una comunità (se mangiamo carne siamo una comunità in crescita! Salvo poi scoprire che ci stanno uccidendo con gli antibiotici, con i fertilizzanti e con il danno ambientale conseguente!)  l’educazione invece è la chiave che ci deve aiutare a capire che ognuno di noi è corresponsabile di ciò che accade nel mondo e che può partecipare attivamente con il proprio impegno e consapevolezza, al cambiamento.

Le nostre scelte possono sicuramente condizionare i comportamenti delle aziende produttrici di beni e servizi e possono indurre il mercato ad adottare sistemi di produzione etici, sostenibili e responsabili.

Casella di testo: Il Progetto Texére, insieme per tessere legami e La Casa dei Diritti

N. 1 Febbraio 2018

Stefania Anelli,  Elisabetta Martello

Nel nostro percorso esplorativo del mondo associativo rozzanese, scopriamo un nuovo progetto, con idee e approcci innovativi per fronteggiare un’emergenza sociale che non riguarda solo il nostro territorio, ma che interessa anche altre realtà con caratteristiche sociali ed economiche diverse.

Si tratta del progetto Texére, partito nel 2017 e finanziato dalla Fondazione Cariplo e dai comuni compresi nei Distretti 6 e 7 della Città Metropolitana di Milano, più precisamente:  Rozzano – come ente capofila – unitamente Basiglio, Locate di Triulzi, Opera, Pieve Emanuele, Binasco, Casarile, Lacchiarella, Noviglio, Vernate, Zibido San Giacomo.

Ciò che li accomuna è l’osservazione di una fragilità dei legami sociali e famigliari che rischiano di compromettere il benessere e il diritto ad una crescita armoniosa dei minori.Da qui prende forma l’idea che per fronteggiare una simile problematica i servizi sociali non possono essere gli unici interlocutori per sostenere dei bambini e ragazzi bisognosi di attenzioni, di cure e di sostegno, è necessario ingaggiare la comunità, rendere attiva la cittadinanza verso coloro che hanno bisogno di essere coinvolti e sostenuti, di far sentire meno sole le persone. Uno dei punti di forza del progetto è la convinzione che sul territorio ci sono delle risorse e delle competenze che vanno capitalizzate in un dialogo sinergico con il progetto Texère. Si pensa alle numerose associazioni culturali e di volontariato attive a Rozzano che coinvolgono centinaia di persone e che rappresentano una risorsa vitale e dinamica da attivare in uno spirito più comunitario, mettendo in condivisione  i saperi e i talenti allo scopo di valorizzare il più possibile i contesti di gruppo nei quali le persone più deboli possono trarne beneficio.

A chi si rivolge il progetto?  Texére si rivolge ai bambini e ai ragazzi, ai loro genitori che possono trovarsi in una fase critica della loro vita e che possono avere bisogno di un aiuto per poter continuare a tessere e mantenere vivi i legami con i loro figli e con la comunità intorno.  Allo stesso tempo, Texére è anche rivolto alle famiglie, alle reti sociali, agli individui, che vivono e ruotano intorno e che con la loro esperienza o con la loro passione civica pensano di poter affiancare e al bisogno sostenere i bambini e i nuclei nei momenti di criticità.

Obiettivo: Il progetto ha come mission quella di annodare e riannodare i fili spezzati nei legami dei bimbi fragili e delle loro famiglie,di educare la comunità intorno a farsi protagonista, ad essere presente in modo da poter sempre più prevenire e non solo curare i disagi. In tal senso il progetto mira ad educare e sensibilizzare i servizi per farli uscire dal loro ufficio ed entrare in contatto vivo con il territorio di cui fanno parte; tuttavia il benessere delle famiglie non può essere solo a carico dei servizi,  se tutta la collettività se ne  prendesse cura si potrebbero prevenire alcuni problemi evitando la loro degenerazione.

Nel territorio del progetto è riconosciuta una quota di disagio familiare non soltanto economico ma di profilo anche psico-fisico. Molti bambini soffrono di assenze di cure, a livello fisico come intellettivo.

Il progetto si articola in diverse azioni, in modo particolare una si è realizzata nell’apertura a Rozzano della “Casa per fare insieme” – inaugurata lo scorso 18 novembre -  uno spazio molto bello, ampio, colorato, accogliente, un “luogo di cura” per le famiglie, dove gli obiettivi di texere possono essere messi in atto.

La “casa” è lo spazio fisico dove i genitori, i giovani, i bambini si possono trovare, dove si concretizza la sfida, la volontà di captare tutte le competenze che il territorio ha già (associazioni, servizi, iniziative…) e creare una sinergia che possa sfociare in una proposta ancora più ampia e completa da proporre ai cittadini.

Abbiamo incontrato Stefano e Giusy, i due operatori sociali che coordinano i progetti e le attività della Casa e ci raccontano come in un primo momento hanno scelto di incontrare associazioni e persone della comunità per cominciare a conoscersi e farsi conoscere; per sondare bisogni necessari e risorse disponibili. Sono nate idee, proposte e contatti e ora si stanno pianificando attività specifiche, l’idea è di partire con un calendario mensile che proponga attività schedulate.

Il calendario del mese di febbraio prevede diversi eventi che spaziano dalle letture ad alta voce a cura del gruppo dei “Mangiafavole”, alla presentazione dell’associazione “Oneparent”, vicina alla realtà dei genitori single, allo spettacolo teatrale dal titolo molto “espressivo”:”Mio figlio? E chi lo capisce”.

Oltre agli eventi sopra citati descriviamo le attività stabili della “Casa per fare insieme”:

· Ogni lunedì dalle 16 45 alle 18 30 – merenda e laboratori di gioco/danza seguito da due allieve dell’associazione “A passo di danza” – per grandi e piccini

· Ogni giovedì dalle 15 00 alle 18 00 – “Il cielo in una stanza” – spazio di compiti, gioco libero e laboratori creativi – per ragazzi a partite dagli 11 anni.

Lunedì 26 Febbraio dalle ore 16 30 alle 18 30 – avvio sportello “Assistente all’economia familiare” – apertura una volta al mese su appuntamento.

 

Informazioni su La casa dei diritti

Sede

Viale Liguria 3  - Rozzano

Le persone: 2 educatori

Giusy e Stefano

Partners di progetto

Comuni di Rozzano (ente capofila), Basiglio, Locate di Triulzi, Pieve Emanuele, Opera, Binasco, Casarile, Lacchiarella, Noviglio, Vernate, Zibido San Giacomo

Contatti

cell. 3311904831   -  email: casaperfareinsieme@artiemestierisociali.org – veronica.scicchitani@coopcomin.it  (per lo Sportello “Assistente all’economia familiare”)

Internet

www.texere.eu -    Facebook: casaperfareinsiemerozzano (attiva dal 5 febbraio)