Società 9

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: Estate, tempo di abbandono: quando è l’uomo a fare la bestia!

N. 6 Luglio 2017

Fiorella Gebel

Ogni maledetta estate…. Così possiamo iniziare ancora una volta a parlare di abbandono degli animali,  a parlare di disumanità, inciviltà, ferocia…

Tutto parte dal momento felice di gioia in cui nella casa entra il cucciolo, magari regalato per un compleanno, come se fosse un giocattolo divertente con cui rallegrare le giornate di alcuni dei componenti della famiglia. Poi però ci si accorgono che l’animale è un impegno, un costo e magari anche un limite al proprio agire, quindi? Facile: lo si abbandona!

Ogni anno si stima che vengano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% ha una elevatissima possibilità di morire in incidenti stradali, di stenti o a causa di maltrattamenti, certo, da parte dell’uomo, l’animale più feroce della terra!

Affrontiamo qui questo argomento perché crediamo che il nostro principale scopo sia quello di informare, certo, ma di aiutare a sensibilizzare le persone in ordine a diversi problemi della nostra vita quotidiana e questo è uno dei temi più caldi e sensibili.

Non vogliamo certo fare qui i moralisti o quelli che danno lezioni di civiltà, ma confidiamo che tutti gli esseri umani che credono allo loro superiorità intellettiva possano provare almeno a porsi della domande sulle conseguenze delle loro terribili azioni.

Gli animali abbandonati sulle strade causano ogni anno più di 4.000 incidenti stradali con una mortalità di più di 30 persone e circa 500 feriti, che devono pesare sulla coscienza di qualcuno.  Gli animali recuperati o lasciati direttamente nei canili hanno un elevato costo per la comunità (meno male però che esistono!), che le persone incivili e irresponsabili scaricano su di essa. 

Abbandonare un animale è un reato: il codice penale, art. 727,  sanziona l’abbandono di un animale con un’ammenda sino a 10.000 euro. Ma non è certo una sanzione penale che può aiutare a civilizzare questi tipi di comportamento. Inutile anche dire a queste persone che l’animale che stanno abbandonando morirà, sarà maltrattato, non avrà cibo e acqua, aumenterà il problema del randagismo e incrementerà i costi della collettività ecc. ecc.

Queste leggi però per essere applicate hanno bisogno di tutti noi.  Collaboriamo nella prevenzione di questi comportamenti. Se assistiamo ad un abbandono facciamo sentire la nostra voce, denunciamo, denunciamo, denunciamo: facciamolo chiamando lee forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato,  Polizia Locale, Corpo Forestale).  Per denunciare l’autore dell’abbandono è necessario raccogliere gli elementi necessari all’individuazione del responsabile quindi, se possibile:  a) prendiamo il numero di targa del veicolo; b) diamo l’indirizzo esatto del luogo dell’evento; c) data e ora dell’evento; d) indicare eventuali testimoni; e) siamo tutti dotati di telefonino quindi facciamo un filmato, potrebbe essere di grande aiuto.

La Lav (Lega antivivisezione), ha proposto alcune misure tese a riformare l’attuale legislazione attraverso, ad esempio, il libero accesso di animali nei luoghi pubblici e nelle strutture pubbliche, attraverso proposte di detrazioni fiscali e l’inserimento dell’animale nel certificato di “stato di famiglia”.  Proposte queste che mirano ad aiutare i padroni di animali nella loro quotidiana gestione. Certo, a questo occorrerebbe aggiungere che i padroni di animali dovrebbero a loro volta imparare a tenere comportamenti civili quali la raccolta delle deiezioni dei loro animali, a limitare eventuali disturbi in luoghi pubblici (così come occorrerebbe fare anche con i bambini spesso lasciati disturbare in modo irrispettoso), insomma tener conto del fatto che si vive in una comunità e occorre rispettare i bisogni degli altri.

La Lav, in vista delle vacanze, ricorda anche che è online una mini guida “Vacanze a 4 zampe” con indicazioni utili a far sentire cani e gatti a loro agio.

Chi trova un cane abbandonato può denunciare il ritrovamento presso le forze di polizia, può chiamare il 118 e rivolgersi al Servizio Veterinario della Aziende Sanitarie che deve essere reperibile 24 ore su 24.

Insomma quando non ci si può più occupare del proprio animale non deve per forza trasforme l’uomo in un carnefice: le strade per risolvere un problema sono tante. Si può contattare un ente, si può provare la strada  della pubblicazione di un annuncio di adozione (sono molte, per fortuna, le persone di buon cuore disposte ad aiutare), ci si può rivolgere alle numerose associazioni di volontariato presenti nei territori, infine ci si può rivolgere al canile o al gattile. Si possono fare molte cose, quello che non si può e non si deve fare è abbandonare destinando a morte certa l’animale che con fiducia si è lasciato accompagnare al suo destino e mettendo a grave rischio di vita anche le persone che sulle strade incontreranno il vostro animale abbandonato!

Casella di testo: La nuova ‘Casa Emergency’ a Milano. 
Una ex scuola in disuso diventa un bene comune aperto alla città

N. 8 Ottobre 2017

Edoardo Bogani

In settembre è stata inaugurata ed aperta in tutte le sue funzioni Casa Emergency nuova Sede dell’organizzazione ONG Onlus situata in via Santa Croce 19 in centro a Milano di fianco alla Chiesa di Sant’Eustorgio.

Emergency, tramite TAMassociati, ha ridato vita ad una ex scuola in disuso facendola diventare un edificio rinnovato, ristrutturato ed aperto alla città”.

La struttura, su 5 livelli, è stata oggetto di riuso funzionale, riqualificazione architettonica ed efficientamento energetico. Un recupero di un bene comune dismesso diventa così principio attivatore di innovazione sociale: La ristrutturazione dell’edificio mostra come sia possibile il recupero di un Bene Comune attraverso un percorso fatto di scelte eticamente orientate sia sul piano tecnico che su quello procedurale metodologico.La nuova sede di Emergency ospita 196 postazioni di lavoro e spazi open per promuovere una cultura di pace e praticare diritti. Il piano terra dell’edificio è interamente dedicato ad attività aperte alla vita e alla quotidianità della città di Milano: una sala dedicata a mostre e incontri pubblici, l’area ristoro e lo sportello di orientamento socio-sanitario..

Al piano superiore gli spazi sono dedicati alle attività di formazione e volontariato, biblioteca, info point e vendita gadget.

Gli spazi esterni sono stati destinati a giardino pubblico e valorizzati con particolare attenzione alle essenze arboree esistenti.

Gli ultimi tre piani sono dedicati all’attività di pianificazione e coordinamento delle attività culturali e sanitarie di Emergency a livello nazionale e globale.

All’esterno, l’intervento è stato nel segno del mantenimento e della valorizzazione della parte a verde, delle facciate e degli elementi architettonici preesistenti.

Il progetto della nuova sede è nato quando il Comune di Milano ha fatto un bando per la riqualificazione dello stabile a cui potevano accedere Associazioni di Volontariato senza fine di lucro. Una volta che Emergency ha vinto il bando, che garantisce un comodato d’uso di 58 anni con il vincolo della ristrutturazione a suo totale carico e spazi aperti alla città, è stato reso esecutivo il progetto di riuso che è, poi, stato eseguito in soli quattordici mesi. Apertura definitiva ad inizio settembre e tre giorni di festa per l’apertura alla città dal 14 al 17 settembre con vari eventi.

Emergency ha sempre dato importanza alla qualità e alla bellezza degli immobili occupati normalmente per strutture sanitarie(ambulatori ed ospedali) ritenendo la bellezza una parte fondamentale della cura oltre alla qualità delle stesse come una necessità per garantire gli stessi  dirittidi sanità gratuita ad alto livello.

 L’articolo 32 della costituzione esordisce dicendo che la Repubblica italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Emergency considera che se la sanità è un diritto per tutti anche la qualità generale della stessa deve essere offertaa tutti allo stesso livello di ottima qualità. La nuove Sede ripete anche per gli uffici i medesimi criteri.

Il costo della ristrutturazione e di manutenzione ordinariada ripartirsi con gli interessi per i 58 anni di comodato d’uso risulta inferiore agli affitti e spesedella vecchia Sede di via Vida con il vantaggio di una nuova Sede piu’ dialogante con la città grazie alla posizione centrale ed alla possibilità di aprirsi anche ad altre Associazioni.

Casella di testo: L’Ambrosiana dei Navigli: prima “ciclo storica” di Milano. 
Dedicata ai “cacciatori di sentimenti e emozioni“ (L’Eroica)

N. 8 Ottobre 2017

Stefania Anelli, Elisabetta Martello

E’ curioso pensare al ciclismo sotto un profilo diverso da quello che di solito evoca questo sport. Facciamo riferimento subito ai grandi campioni recenti e passati che hanno fatto la storia del ciclismo connotandolo a volte di toni epici e persino eroici.

Eppure da oltre una decina d’anni in Italia si è affermata una forma di ciclismo dalle caratteristiche inedite, nata da spinte motivazionali indipendenti dalle performances fisiche dell’atleta e dalle prestazioni tecniche della bicicletta. Si tratta del ciclismo storico o vintage il cui esordio risale al 2000 con l’Eroica di Gaiole in Chianti, nata in sordina con poche decine di ciclisti, ma che ogni anno ormai raggiunge numeri stellari di migliaia di partecipanti. Ad ottobre, infatti, appassionati di ciclismo d’epoca, provenienti da ogni parte del mondo, si radunano a Gaiole per condividere un’esperienza e un’emozione particolari nella suggestione di un paesaggio di eccezionale bellezza.

Questo modello di ciclismo non competitivo o agonistico si estende a livello nazionale. I presupposti tecnici sono l’antitesi dell’avanguardia della tecnologia legata alla bici, ovvero la partecipazione è vincolata ad un mezzo d’epoca, antecedente al 1987, quindi freni con fili esterni, comandi sul telaio e pedali con gabbiette e cinghiette; anche l’abbigliamento deve essere il più amarcord possibile. E non possono mancare la voglia di pedalare e di divertirsi in scenari naturali suggestivi.

Di eventi ciclostorici ne avvengono in tutta Italia, e in Lombardia sono raccolti nel circuito delle Ciclostoriche di Lombardia che ne comprende ben otto e i nomi delle manifestazioni evocano il territorio di promozione, per esempio la Ducale per Vigevano, la Lacustre per Iseo, Colli brianzoli per Vimercate e ultima, ma intesa come ultima entrata, è l’Ambrosiana di Milano che mancava all’appello delle province lombarde.

Ma come nasce questa ciclostorica in territorio meneghino?

Lo chiediamo a Fabrizio Buccini, Presidente dell’ASD Team Polizia Milano. Fabrizio, indubbio appassionato di ciclismo da “passeggio”, senza pretese agonistiche ma con l’attenzione rivolta al fascino delle bici d’epoca, per caso partecipa alla prima edizione della Ducale incontrando gli organizzatori della manifestazione locale. Poi, incuriosito, conosce Primo Barchiesi, ciclostorico di lungo corso che ha promosso il circuito lombardo delle ciclostoriche, coordinando e condividendo con gli organizzatori provinciali, il calendario delle altre pedalate sotto un logo comune. Tra Fabrizio e Primo nasce subito una collaborazione solidale spinti dal desiderio di includere la “gran Milan” tra le ciclostoriche lombarde. Milano non poteva mancare, è città di elezione del ciclismo storico dove i grandi marchi si sono affermati: pensiamo alla Bianchi, alla Colnago, Masi e Rossignoli, De Rosa …. Il grande Coppi vinse il giro d’Italia nel 1946 con una Legnano rendendo questa bici, insieme al suo campione, epica. Ma questa è un’altra storia.

Fabrizio, quindi, animato da grande entusiasmo e da un seguito di persone di pari eccitazione, vede nell’Ambrosiana un’occasione imperdibile per la sua associazione per raccogliere fondi a scopo benefico. Mette in moto la complessa macchina organizzativa, trova i sostenitori dell’iniziativa che con slancio e genuina generosità sponsorizzano la manifestazione riconoscendo in essa la valenza sociale e culturale, oltre che sportiva, in grado di avvicinare appassionati di ogni età a condividere un’esperienza legata al territorio milanese e ai suoi dintorni.

Dopo molti affanni, l’Ambrosiana prende forma ed esordisce la domenica del 16 luglio, con partenza dal Parco Chiesa Rossa. 126 ciclostorici, in sella di biciclette d’epoca e con divise vintage, percorrono 73 km nel Parco Sud Milano in compagnia dei corsi d’acqua disegnati dai Navigli, seguiti da una scorta di eccezione formata da due moto e un’auto vintage, otto agenti della Polizia di Stato (presenza tecnica intesa come forma di prossimità con i cittadini-ciclisti), sommozzatori nei canali del Naviglio per scongiurare l’evoluzione ciclistica in nuoto libero. Oltre alla disponibilità di decine di volontari per garantire la corretta iscrizione, assicurare il servizio di ristoro lungo le tappe del percorso e distribuire gadget e premi.

L’Ambrosiana forse è passata inosservata, ma, nonostante il caldo estivo, i fotografi del Circolo fotografico di Rozzano sono presenti per documentare volti e pedalate dei ciclisti e fissare i momenti di questa giornata come unica perché è la prima e tutti ne vogliono vivere appassionatamente la curiosità e l’unicità.

Personaggi speciali partecipano alla manifestazione come Norma Gimondi, figlia del campione Felice Gimondi, Peppino Drali, storico meccanico di Coppi che con i suoi 90 anni è presente con energia ed entusiasmo, Mauro Scovenna, direttore commerciale di Bike Channel, Giancarlo Pietra della Universal Freni, lo scrittore Lino Gallo, la fashion blogger Laura Magni e la giornalista Laura Marelli. Insieme a loro oltre un centinaio di ciclostorici che hanno desiderato esserci alla prima edizione dell’Ambrosiana, provenienti da tutte le regioni del Nord Italia e persino dalla Svizzera. Citiamo anche Deborah Piazza e Alessandra Vanin, due simpatiche ragazze che con cipiglio tutto femminile partecipano a tutte le ciclostoriche di calendario dimostrando una passione e una voglia di rivedersi con gli altri ciclo storici a pedalare insieme in ogni luogo della Lombardia e del Nord Italia.

Un evento che si è caratterizzato anche per l’unicità della divisa vintage che in questa occasione solo pochi fortunati sono riusciti ad indossare. Ma Fabrizio assicura che attraverso il sito www.asd-teampoliziamilano.it  è possibile prenotare la maglia e gli altri accessori.

L’iniziativa riceve il patrocinio di diverse istituzioni tra cui la Regione Lombardia, il Comune di Milano-Municipio 5, i Comuni di Abbiategrasso e di Rozzano lungo le direttrici del Naviglio Grande e del Naviglio pavese ma che comprende anche due tratti di strada bianca. L’itinerario così lungo consente di attraversare diversi comuni della provincia che nell’ordine sono, dopo Milano (luogo di partenza e di arrivo), Corsico, Trezzano S/N, Gaggiano, Zeno Surrigone, Vermezzo, Abbiategrasso, Morimondo, Rosate, Noviglio e infine Rozzano, su un terreno pianeggiante che non presenta nessuna difficoltà.

Le iscrizioni e i numerosi sponsor di eccezione che hanno fatto donazioni sia in denaro che in offerta di materiali e gadget (borracce, barrette, …) hanno permesso di coprire interamente i costi organizzativi e di ricavare fondi in favore di un progetto benefico che in questa occasione l’ASD Team Polizia Milano ha deciso di destinare all’associazione IOPOSSO che gestisce uno stabilimento balneare nel Salento che consente una libera fruibilità della spiaggia a favore dei malati di SLA.

Fabrizio ci comunica che l’appuntamento della seconda edizione dell’Ambrosiana sarà domenica 17 maggio 2018, mentre le informazioni e le iscrizioni si troveranno sul sito www.asd-teampoliziamilano.it/ambrosiana o sul profilo facebook dell’Ambrosiana stessa.

L’invito, rivolto a tutti coloro che amano andare in bicicletta …. d’epoca di ogni età, dagli adolescenti ai nonni, è di non mancare all’ ”Ambrosiana di rocche e abbazie” con un percorso diverso ma che tocca luoghi interessanti comunque accessibili a tutti.