Società 5

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: La sicurezza sul web
Come riconoscere e difenderci dalle minacce provenienti dalla rete

N. 5 Maggio 2016

Stefania Anelli, Elisabetta Martello

Il digitale e il web se da un lato ci offrono nuove modalità di comunicazione e di interazione tra persone modificando il nostro modo di lavorare e di vivere, dall’altro ci espongono a dei rischi quali la perdita o l’appropriazione indebita dei  nostri  "dati", siano essi personali/aziendali.

Il perimetro della rete IT si sta allargando perché interagiamo indipendentemente dalla nostra posizione e dal dispositivo (mobile) attraverso applicazioni in cloud. Il comportamento degli utenti non sempre è guidato da uno studio delle vulnerabilità, delle minacce e del loro impatto anche aziendale. Spesso si reagisce a seguito di un evento andato a segno, ad esempio un attacco di un virus, la perdita del controllo sui dati finiti in mani non autorizzate o da azioni di cyber crime.

Occorre ragionare sull’importanza del dato e quanto investire per la sua sicurezza e capire quali accorgimenti essenziali e soluzioni tecnologiche adottare per schermarsi contro le minacce provenienti da web.

Innanzitutto cerchiamo di dare una dimensione al fenomeno delle truffe e frodi informatiche a livello nazionale: l’Istat registra una progressiva crescita dei delitti dal 2006 al 2014  e rileva sulla base delle denunce effettuate dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria, un incremento progressivo passando da 109.059 a 133.261. Ciò pone l’attenzione sulla necessità di adottare misure preventive, specialmente da parte di un’azienda, per evitare una perdita economica, il blocco di operatività nonché un impatto sfavorevole sulla propria reputazione.

Non c’è un unico tipo di agente di attacco, ma più forme che agiscono in modo diverso e con obiettivi diversi.

Particolarmente diffusi sono i virus ransomware (come cryptolocker e teslacrypt), programmi creati per infettare i computer, sequestrare i file crittografando i dati contenuti in modo da renderli illeggibili per l’utente. I malintenzionati inviano il virus utilizzando tecniche di phishing, cifrano i documenti e poi richiedono un riscatto (in inglese ransom) in bitcoins (una valuta elettronica virtuale) per consegnare i codici di decriptazione dei dati.

Secondo gli esperti di Cisco, ogni campagna hacker di tipo ransomware frutta ai cyber criminali 34 milioni di dollari all’anno. E le piccole e medie imprese sono il bersaglio preferito. La stima sulla dimensione di questo business internazionale legato al Ransomware è però decisamente superiore se si pensa a tutti i pagamenti effettuati e non denunciati.

Molti altri virus si diffondono in rete e la prima misura da adottare è sapere come il virus si propaga  perché solo tramite la conoscenza si riesce ad evitare di essere infettati e contagiare.

Il  phishing si connota tipicamente come un’email che sembra provenire da enti (una banca, un’emittente di carte di credito, un corriere di spedizioni  ma anche un nostro collega/conoscente) contenente un allegato che ci chiede di aprire o un link ad un sito che ci chiede di cliccare: questo è proprio da non fare. Il ransomware può essere annidato nell’allegato o nel link al sito. Il consiglio è di dubitare di email inaspettate o che presentino evidenti errori di sintassi delle frasi o uno stile di scrittura diverso da quello del nostro collega/conoscente. Meglio mandare un’email per chiedere chiarimenti o fare una telefonata prima di aprire l’allegato. Ogni utente deve essere sempre attento nel valutare i rischi della rete, imparando a identificare le situazioni di rischio. Un contatto sconosciuto che ci manda una mail, avvisandoci di un’improvvisa vincita, una fattura non pagata o un pacco non ritirato chiedendoci di “cliccare sul file allegato per maggiori informazioni”, non deve mai essere considerato un mittente affidabile.

Un’altra minaccia è rappresentata dal furto di credenziali (carte di credito, codici di home banking, codici di accesso a siti social, email), che può avvenire anche in questo caso con la tecnica del phishing richiedendo di collegarsi ad un falso sito (anche molto simile a quello vero) per cambiare i nostri codici di accesso poiché scaduti. Il suggerimento è di verificare se l’indirizzo del sito è preceduto da “https” e/o è presente il simbolo del lucchetto, e non semplicemente da “www”. I siti https (e/o il lucchetto) garantiscono la comunicazione sicura dei dati sul web, proteggendo l'utente dal pericolo di essere intercettato. Ormai tutte le banche e le carte di credito adottano meccanismi di protezione a più livelli, con l’invio di pin o codici tramite sms, per confermare operazioni “sensibili” quali l’esecuzione di un bonifico o il cambio della password di accesso.

Purtroppo ci si pone il problema di come garantire la sicurezza dei propri dati solo a seguito di un evento andato a segno: un attacco di un virus, la perdita di dati di clienti e fornitori. L’approccio corretto è fare un’ analisi delle vulnerabilità e delle minacce per stimare il rischio al quale si è esposti e quindi individuare le contromisure necessarie per mitigarlo.

Internet è una fonte di opportunità ma molte minacce sono veicolate attraverso il web. E’ possibile limitarne l’impatto adottando un po’ di cautela e semplici regole e accorgimenti tecnici quali:

1 Evitare di cliccare su link sospetti o aprire allegati contenuti nelle email di dubbia provenienza;

2 Diffidare di email/siti che ci chiedono di aggiornare le nostre credenziali di accesso;

3 Installare e mantenere aggiornato un antivirus affidabile sui pc e sugli smartphone;

4 Fare backup regolari dei dati importanti;

5 Installare gli aggiornamenti dei software utilizzati;

6 Tenere aggiornato il browser di navigazione;

7 Utilizzare password alfanumeriche con caratteri speciali.

Casella di testo: Floriterapia, la medicina dell’anima 
Edward Bach, il medico illuminato

N. 7 Luglio 2016

“La salute dipende dall’essere in armonia con la nostra anima”E.Bach

Stefania Anelli Elisabetta Martello

Ampiamente diffusa nel Nord Europa e negli Stati Uniti, la floriterapia sta avendo uno straordinario successo anche in Italia.

Cos’è la floriterapia? Definiamola  un metodo naturale per curare diversi disturbi psicosomatici attraverso l’uso di essenze di fiori selvatici, scoperti dal medico inglese Edward Bach, negli anni Trenta.

“Dietro ogni malattia ci sono le nostre paure, le nostre avidità, i nostri gusti e le nostre avversioni: cerchiamole, curiamole e con la loro guarigione se ne andrà la malattia che ci fa soffrire” E.Bach

I 38 fiori di Bach aiutano nella cura delle malattie, riequilibrando gli squilibri psico-emotivi  che spesso ne stanno alla base, quali: paura, ansia, insicurezza, depressione, ipersensibilità. Numerosi studi medici hanno dimostrato come i disordini ed i conflitti psichici provocano conseguenze nel sistema neurovegetativo fino alla formazione di squilibri – malattie, a livello fisico.

Un comune esempio:  quando si arriva a livelli eccessivi di stress, le nostre difese immunitarie diminuiscono e si diventa più vulnerabili alle malattie. Questo significa che il sistema immunitario non funziona in modo meccanico e automatico ma risponde alle varie situazioni negative come ansia, paura, depressione e così via, o positive come gioia, allegria, felicità. Ciò è affermato nella visione olistica dell’uomo, che vede lo stesso come  una totalità di parti in armonia; realtà unica e irripetibile, il cui perfetto equilibrio corrisponde alla piena salute, al benessere, alla serenità.

Un uomo malato dunque deve essere considerato come una personalità che soffre nella sua interezza, in qualsiasi punto sia localizzata la sua malattia; mentre la guarigione non consiste nella semplice eliminazione del sintomo, ma nel ristabilimento dell’equilibrio psicofisico.

Se non verrà rimossa la causa emozionale  profonda, ansie, tensioni, paure, continueranno a incanalarsi verso il corpo prendendo a bersaglio l’uno o l’altro organo, con malattie che sono in realtà da interpretare come messaggi del disagio interiore.

Sono questi i risultati delle straordinarie ricerche di Edward Bach, il grande medico inglese che negli anni Trenta scoprì un metodo di cura naturale semplice, di facile applicazione, ma di profonda efficacia, per curare l’uomo nella sua integrità di parti fisiche  e spirituali.

La Floriterapia del dottor Bach si è gradualmente diffusa in tutto il mondo con successo crescente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la riconosce come valido sistema di sostegno, mentre un numero maggiore di medici, psicologi e psichiatri e veterinari ne fa uso terapeutico con risultati verificabili.

“La suggestiva esperienza umana e professionale del grande medico inglese, ricercatore, filosofo e maestro spirituale”

Medico, immunologo, batteriologo, omeopata, Edward Bach dedicò la propria vita alla ricerca di una medicina ”umana”  completa, che tenesse conto non solo del sintomo, ma anche del patrimonio emozionale ed affettivo del malato.

Nato nel 1886 a Birmingham, fin dall’infanzia si sentì attratto dalla medicina, dimostrando una speciale sensibilità per  le sofferenze altrui.

Si laureò in medicina nel 1912 ed aprì uno studio privato a Londra, dedicandosi contemporaneamente a continue ricerche nel campo dell’immunologia e della batteriologia. 

Alla fine degli anni Venti Bach era ormai un medico di successo, famoso e stimato da colleghi e pazienti, eppure non si sentiva soddisfatto , sentiva un richiamo a cui era tenuto a rispondere.

Dalla sua attenta analisi aveva preso coscienza che certi disturbi si rivelavano più diffusi in pazienti con caratteristiche comuni di personalità e che la guarigione o l’aggravamento del disturbo erano strettamente legati anche allo stato d’animo del malato.

Iniziava il suo processo di analisi e di critica della medicina fino ad allora praticata, che l’avrebbe gradualmente condotto alla scoperta dei rimedi floreali.

Tra il 1928 ed il 1930 Bach ebbe le prime fondamentali intuizioni sullo stato d’animo negativo e sulla necessità di una cura che fosse il più possibile semplice e vicina alla natura.

Durante un soggiorno nel Galles, guidato dalla sua straordinaria sensibilità, scoprì alcuni fiori, i primi del futuro repertorio terapeutico, in grado di curare e di riarmonizzare le malattie originate da disagi e squilibri psicologici.

Incoraggiato dagli ottimi risultati ottenuti sui pazienti e spinto dal desiderio di proseguire le sue ricerche, decise di trasferirsi in campagna, nel Galles, rinunciando ad una carriera prestigiosa.

Sentiva istintivamente che solo a contatto con la natura avrebbe trovato le risposte alla propria ricerca di una medicina  “globale” e preventiva.

“Un metodo semplice dalla semplicità della natura: acqua, fiore, sole”

In pochi anni di intenso ed appassionato lavoro, scoprì i 38 rimedi floreali, ne elaborò e perfezionò il metodo di preparazione, curò con essi migliaia di malati, insegnò la tecnica a medici e terapeuti, sempre pronto ad aiutare e soccorrere con infinito amore, chiunque gli chiedesse aiuto.

Ecco allora, solo per citarne alcuni, la scoperta di CENTAURY, il fiore per persone gentili, silenziose, buone ed estremamente ansiose di servire gli altri; esse abusano delle loro forze e spesso tendono a diventare più dei servitori che non degli aiutanti volenterosi ;  di OLIVE,  il fiore della pace, particolarmente indicato per coloro che si sentono sfinite fisicamente e psicologicamente, ridona forza fisica e mentale, vitalità. Ancora RED CHESTNUT, per chi non riesce ad evitare di essere ansioso per gli altri e vive spesso nel presentimento che stia per accadere loro qualcosa di spiacevole, molte volte queste persone arrivano a smettere di preoccuparsi per sé stesse.

Fiori capaci di accompagnare la vita di adulti, bambini, neonati (così come di animali e piante) lungo il loro cammino verso lo scopo definito: il raggiungimento della felicità.

La floriterapia era ormai un sistema terapeutico completo e sperimentato quando Bach morì nel 1936 nella sua casa nel Sussex, dove aveva vissuto gli ultimi due anni di vita.

Edward Bach ci ha lasciato una medicina che,  a distanza di sessant’anni continua a svilupparsi in tutto il mondo ed una splendida filosofia di vita, lontane dalla realtà del business delle grandi industrie farmaceutiche che nella medicina trovano la possibilità di realizzare profitti e non la necessità e l’opportunità di curare e guarire disturbi e malattie.

“La semplicità è la chiave di questo sistema di guarigione, che si occupa delle cause e non degli effetti  E. Bach”

Casella di testo: Stupidity Fair! 
Il terremoto e la triste riscossa degli “Webeti”

N. 8 Settembre 2016

Niccolò De Rosa

La terra tremava ancora e già l'Italia si spezzava a metà: da una parte il Paese della solidarietà, del rispetto, degli aiuti financo eccessivi (la Protezione ha dovuto sospendere le richieste di cibo e coperte perché giunti in sovrabbondanza), dall'altra l'Italia dei selfie in mezzo alle macerie, delle bufale da sciacalli e dei proclami social portatori di qualche like e molta confusione.

Ancora una volta infatti, più che i fatti, hanno tenuto banco le parole, spesso pronunciate a caso, tanto da portare il buon Mentana a coniare il neologismo più riuscito degli ultimi anni per definire tale categoria di utenti: Webeti

«Ora mettano i migranti nelle tende e gli italiani negli alberghi a 4 stelle!» è stato il primo grido di battaglia dei politologi in infradito.

In effetti da una certa area sordida del web questi slogan da bar erano prevedibili, quasi una tassa da pagare per ogni evento degno di nota, se non fosse che ai soliti vaneggiamenti dei complottisti da tastiera, si siano aggiunte testate di portata nazionale ed esponenti di rilievo della politica nostrana. Il tutto, naturalmente, senza una minima attinenza con la realtà. L'importante è incazzarsi!

Cosa importa ai giornalisti di Libero quindi che le tende in una zona dove le scosse di assestamento minacciavano nuovi crolli fossero il riparo più sicuro per gli sfollati o che i rifugiati di quei luoghi siano stati tra i primi a dare il proprio contributo per scavare e salvare vite umane? Il fatto non conta più, sono le emozioni che fanno vendere le copie!

La parata della disinformazione è continuata poi con sedicenti esperti che avevano previsto tutto anni prima senza però trovare ascolto da parte delle autorità colluse, foto che mostravano chiaramente come le uniche costruzioni rimaste in piedi fossero state erette da quello che faceva arrivare i treni in orario e bonificava ogni cosa toccasse il suo sguardo, nonché numerosi post che andavano a stuzzicare le fantasie più perverse dei feticisti della dietrologia tirati su a pane e Quinta Colonna.

Uno dei pensieri più articolati riguardava il fatto che nei Tg francesi si parlasse di magnitudo 6.2, mentre i media italiani riportavano un'intensità ferma a 6.1.

Il motivo? Ovvio, fottere i soliti italiani pecoroni e coccola-negri!

Secondo l'autore del post infatti, una legge approvata da quel boia di Monti avrebbe negato qualsiasi pagamento ai territori colpiti da sismi che non superassero la soglia della magnitudo 6.1, guarda caso proprio il rilevo riportato dalle infide strumentazioni italiane!

Tralasciando la differenza spesso foriera di equivoci tra la Scala Richter (intensità) e la Scala Mercalli (entità dei danni), il post ignorava totalmente che la legge chiamata in causa fosse già stata soppressa il 12 luglio del 2012, ma ciò non ha evitato comunque la pioggia di like e condivisioni.

Verità, chi era costei?

Casella di testo: Associazione Amici della Biblioteca di Rozzano

N. 10 Novembre 2016

Stefania Anelli, Elisabetta Martello.

Il nostro viaggio nel mondo delle associazioni territoriali si ferma alla stazione degli “Amici della Biblioteca”.

Un’associazione libera, indipendente, nata circa una decina di anni fa da un’idea dei volontari che operano dall’inizio del 2001 presso la Biblioteca di Rozzano.

L’associazione collabora con la Biblioteca stessa; in principio il supporto si limitava ad una attività di riordino dei volumi ma nel tempo è nata l’esigenza di allargare il contributo.

Ed ecco nascere le variegate ed interessanti iniziative degli “Amici”: corsi di letteratura italiana e scrittura creativa realizzati con il supporto di brillanti docenti scolastici, proposte di visite guidate a mostre e città; la più recente che ha visto numerosi partecipanti è stata la visita proposta il 10 settembre scorso “Scopri Milano attraverso le sue fontane”. Mentre tra le altre tappe ci sarà la visita al Castello Sforzesco a fine ottobre.

In biblioteca hanno allestito la “Piccola libreria delle occasioni”, uno spazio dove si possono trovare libri usati ad un prezzo irrisorio; libri usati, ricevuti gratuitamente dai sostenitori vengono offerti in cambio di una cifra simbolica anche in occasione di feste ed eventi, come la “Notte bianca” di Rozzano.

L’associazione non ha scopo di lucro, ciò che ricava dalle offerte dei libri e dall’organizzazione dei corsi di cui parleremo più avanti, viene reinvestito. E’ stato difatti possibile provvedere all’acquisto del fasciatoio nella biblioteca dei ragazzi, di un lettore DVD e delle tastiere colorate dei pc dei ragazzi e tanti altri oggetti e attrezzature.

Abbiamo accennato ai corsi: l’associazione risponde alle curiosità delle persone, infatti ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le età ed offerti ad un costo più che ragionevole.

Ricordiamo tra tanti il corso di bonsai (particolarmente apprezzato, replicherà a breve), l’arte nella storia, lingua cinese, fotografia, astrologia, letteratura americana… e non dimentichiamo per i ragazzi un corso di inglese rivolto a tre fasce di età a partire dai 4 anni e un corso di fumetto che ripartirà a metà ottobre.

La Biblioteca ha anch’essa un ruolo fondamentale sia di promozione che di messa a disposizione degli spazi, nonché di diffusione con volantini e newsletter dedicate.

Importante citare anche il ciclo di eventi organizzato la scorsa primavera nella Biblioteca dei ragazzi sul tema dell’autismo, che ha visto la partecipazione di insegnanti, psicologi, pediatri, scrittori, genitori e figli, tutti stretti intorno ad un fenomeno sociale molto delicato.

L’energia e l’operato dei nostri “Amici” contribuiscono vivamente a far conoscere la nostra Biblioteca cittadina, fiore all’occhiello di Rozzano, uno dei pochi centri culturali rimasti sul nostro territorio; alla stessa portano un grande valore aggiunto grazie a ciò che fanno e che donano, sia in termini di persone, che di tempo, che di attrezzature messe a disposizione.

Risveglia e avvicina alla lettura ed alla partecipazione ad eventi culturali persone della più svariata estrazione sociale, comprese quelle che l’età e gli eventi della vita hanno allontanato da ogni forma di aggregazione sociale.

Tra i progetti autunnali citiamo la volontà dell’Associazione di collaborare con la manifestazione BOOK CITY, dove il libro, la lettura, i lettori sono i protagonisti in prima linea, da sempre.

Abbiamo incontrato una realtà associativa molto viva, desiderosa di continuare il suo cammino con proposte sempre ricche ed innovative, aperta ad accogliere nuovi soci volenterosi e capaci di dare il personale contributo.

L’Associazione si riunisce ogni secondo venerdì del mese alle ore 17.00 nella sala della Biblioteca dei ragazzi; la riunione è aperta a tutti e può diventare l’occasione per toccare con mano questa fervente realtà.

 

Potete trovare l’Associazione su Facebook, “Amici della Biblioteca Cascina Grande” e contattarla alla mail: amicidellabiblioteca15@gmail.com

 

Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.

(Italo Calvino)