Società 2

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: Gioco d’azzardo patologico
Un’indagine a Rozzano

N. 4 Giugno 2015

Daniela Giannoccaro

Interessante la serata quella che si è svolta il 5 maggio scorso presso lo Spazio Aurora, organizzata dalla coalizione 6ROZZANO e SEL. L’occasione era quella della presentazione del libro della psicoterapeuta dottoressa Cristina Perilli, dal titolo “Giocati dall’azzardo. Mafie illusioni e nuove povertà”.

Il gioco d’azzardo in Italia rappresenta oltre 80 miliardi di fatturato, cioè il 4% del PIL nazionale, ovvero la terza industria italiana (se di industria si può parlare). Questa industria però invece di produrre ricchezza sta diventando una grave “malattia” sociale. Sono sempre più numerose le persone coinvolte.

La semplicità di accesso a qualsiasi ora del giorno e della notte, l’imponente e ramificata diffusione, così come la pubblicità, che a ragione può essere definita insidiosa, fanno sì che il numero di persone coinvolte sia sempre in costante aumento ed anche i minorenni sono sempre più coinvolti data dalla possibilità di giocare direttamente on-line da casa.

Molti sono i luoghi d’occasione per “tentare la fortuna”. La fila di biglietti colorati che fa bella mostra di se all’edicola così come al supermercato, le macchinette dai suoni e colori ipnotizzanti accrescono le false speranze della vincita perfetta, quella che risolverà i problemi della vita.

In Lombardia si spendono per il Gioco d’Azzardo 3,1 miliardi di Euro la Prima regione in Italia e Milano la provincia che spende di più.

Regione Lombardia per contrastare il gioco d'azzardo patologico, ha emanato la legge n. 8 del 21 ottobre 2013 finalizzata alla prevenzione e al contrasto di forme di dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, e al trattamento e al recupero delle persone che ne sono affette ed al supporto delle loro famiglie. Inoltre dispone il divieto di nuova collocazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in locali che si trovino entro 500 metri da luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture socio-sanitario o assistenziale, centri di aggregazione giovanile e oratori.

La legge esclude dal divieto gli apparecchi già installati lecitamente dai titolari di esercizi.

Ma a Rozzano le situazione qual è?

Non siamo in grado di avere i dati relativi al numero di persone che soffrono del disturbo del gioco d’azzardo ma nell’organizzare questa serata ci siamo presi l’incarico di “censire” il numero di slot-machine presenti nei bar sul nostro territorio. Su un totale di 42 bar indagati, solo 7 non ne possiedono, 96 slot-machine sono quelle individuate. A Rozzano sono inoltre presenti anche due sale Videolottery, meglio conosciute con l'acronimo VLT (Video Lottery Terminal).

Più in dettaglio la situazione è la seguente: Cassino Scanasio 8, Rozzano Centro 22 più una sala giochi Vlt, Rozzano Vecchia 6, Valle Ambrosia 14 più una sala giochi Vlt, Quinto de Stampi 28, Pontesesto 12. Nel censimento non sono state prese in considerazione le ricevitorie lotto e superenalotto.

C’è da aggiungere a questi che quasi tutte le edicole e i supermercati rivendono i “gratta e vinci”.

Le immagini mostrano che tutti i bar che hanno le slot-machine si trovano a meno di 500 metri, ma come abbiamo visto la legge impedisce esclusivamente le nuove istallazioni. Vi sono però altre forme di tutela suggerite dalla stessa legge regionale che le amministrazioni comunali devono sostenere. Tra queste vi è quella di premiare gli esercizi nei quali i gestori scelgono di non istallare o dismettere le apparecchiature per il gioco d'azzardo attraverso la fiscalità locale o contributi. E ancora far valere la propria autorità in materia di sicurezza urbana, tutela dei minori e delle fasce più deboli e vulnerabili della cittadinanza.

Casella di testo: Legenda

Clicca sulle immagini per ingrandire

Casella di testo: Rozzano centro e Cassino
Casella di testo: Rozzano vecchia
Casella di testo: Ponte Sesto
Casella di testo: Quinto Stampi
Casella di testo: Valleambrosia
Casella di testo: Il Fiore D’Oro
Associazione culturale e sportiva dilettantistica

N. 5 Luglio 2015

Stefania Anelli, Elisabetta Martello 

Il Fiore d'Oro nasce nel 2001 grazie alla passione di Emanuela Carboni ed alla partecipazione di molti allievi che l'hanno sostenuta, allo scopo di approfondire una comprensione pratica e teorica dello Yoga; aprendo questa opportunità a tutti coloro che vogliono sperimentarne i benefici ed il percorso evolutivo.

Emanuela si accosta alla disciplina dello Yoga all'età di 25 anni e sente presto l'esigenza di una condivisione sociale della sua esperienza personale, nel frattempo i suoi studi universitari sviluppano un interesse filosofico nello Yoga e nel suo cammino intraprende un percorso di formazione come insegnante presso la scuola fondata dal Maestro Carlo Patrian,  pioniere dello Yoga in Italia negli anni ’60 dello scorso secolo.

Emanuela tiene corsi di Yoga a Rozzano da circa 15 anni, con una buona e continua partecipazione di allievi. I suoi corsi sono aperti a tutti, chiunque può partecipare dai 18 anni in su; quello proposto è un corso di HathaYoga classico secondo lo spirito degli antichi Sutra, dove la priorità è data alla persona e al suo cammino evolutivo. L'approccio è essenzialmente pratico, basato sulle posture e sulla respirazione. La consapevolezza respiratoria è elemento di primaria importanza e molto sviluppato nella lezione, essendo un ponte tra corpo e mente, tra attività fisica e mentale.

Nello specifico la lezione tipo si apre e si chiude con quello che potremmo chiamare un “saluto" all’unità cosmica entro la quale tutto è compreso, l’OM: il suono primordiale, origine di ogni cosa; all’inizio movimenti dinamici per una decina di minuti, che coinvolgono tutte le articolazioni del corpo, introducono le posture classiche dello Yoga (Asana), che si susseguono fino a concludersi nel rilassamento: dieci minuti sdraiati a terra, guidati dalla voce dell’insegnante.

A cosa serve, chi può avvicinarsi allo Yoga e perché?

L'ingrediente che da sempre muove l'essere umano è la curiosità, la voglia di conoscere; nel caso concreto la volontà di accostarsi ad una disciplina che - dice Emanuela - ha nel cuore la felicità dell'uomo.

ASSOCIAZIONE IL FIORE D'ORO - ALCUNI NUMERI

Dove siamo -  Via Garofani 21, Rozzano  Nr. Soci – circa 30  Contatti -  emanuela@ilfioredoro.it Http://www.ilfioredoro.it 02 89 2020 50 340 76 51 603  Dove si tengono i corsi— Palestra Casa  elle Associazioni, Via Garofani 21 - Rozzano   Lunedì dalle 19.00 alle 20.30 -  Mercoledì dalle 9.00 alle 10.30  Palestra Scuola Elementare, Via F.lli Cervi - Rozzano  Giovedì dalle 19.30 alle 21.30

Casella di testo: A scuola di natura. Conoscere per proteggere il nostro futuro 
A.P.E. per l’OASI SMERALDINO

N. 6 Settembre 2015

Stefania Anelli, Elisabetta Martello 

E’ interessante prendere coscienza di quanta ricchezza di conoscenza, di competenza e di disponibilità si registrano nei cittadini della nostra città. In questa tappa del nostro viaggio, alla scoperta del multiforme associazionismo rozzanese, approdiamo al parco naturalistico Oasi Smeraldino di Valleambrosia. L’aspetto curioso è che noi non scegliamo i gruppi associativi a cui dedicare l’articolo, sono le stesse persone che incontriamo che ci segnalano di volta in volta l’associazione successiva da contattare.

Per noi è risultato altrettanto sconcertante ed estremamente piacevole conoscere la fondatrice dell’associazione A.P.E. (acronimo di  Piante, Animali ed Ecologia) Catia Acquaviva, custode e protettrice di questa area selvatica che cura con passione, competenza e dedizione.  La descrizione dell’oasi e l’attività dell’associazione si fondono profondamente con i valori e gli ideali della sua referente che l’ha resa, con la valida collaborazione dei preziosissimi volontari, uno spazio vivo e vitale.

Dall’esterno, passando per la strada che conduce al Fiordaliso, si scorge sulla destra una macchia di vegetazione incolta che uno sguardo fugace e disattento rischia di non cogliere che oltre la recinzione si cela un luogo prezioso per numerose specie di uccelli e per la salute delle nostra cittadina. I flussi migratori  riportano oltre 70 specie di uccelli censiti  in più di 8 anni di vita dell'oasi, che arrivano per nutrirsi e anche per svernare, certi di trovare un ecosistema di piante, di aree umide e terrari utili alla loro sopravvivenza.  E’ un’area golenaria in mezzo al cemento, ovvero un’area di sopravvivenza per gli uccelli migratori,

La ricchezza dell’oasi, oggi, e dopo molti anni di osservazione attenta dell’ambiente e di lavoro mirato alla sua salvaguardia, vanta anche diverse specie floristiche autoctone e spontanee, e  alcune anche rare proprie della pianura Padana: si possono osservare il biancospino selvatico, pianta  poco comune ma estremamente preziosa per gli uccelli, i cardi selvatici del cui seme è nutrimento per il cardellino (da cui ne deriva il nome), molte piante officinali come la bardana, il tarassaco,  oltre che la rosa gallica, la galega officinalis e molte altre.

Il racconto sugli uccelli e le piante che si possono osservare attraverso i camminamenti nell’oasi, con religioso silenzio e attenta osservazione, lo fa Catia quasi in simbiosi con l’ambiente circostante; lei coglie ogni movimento ed apparizione, come il volo di tre fagiani litigiosi o una famiglia di coniglietti, il richiamo del picchio rosso maggiore, come pure lo svolazzamento di farfalle dai tenui colori.

L’oasi è un parco naturalistico di Rozzano, ma più propriamente è un’area protetta di salvaguardia dell’ambiente riconosciuto come tale dall’Ente Parco; è un’area selvatica di 22 ettari, rinaturalizzata e può essere fruita in modo rispettoso nelle domeniche riservate alle aperture al pubblico  ogni 1° domenica del mese (Autunno - Inverno: 10:30 - 12:30 / 14:00 - 16:30 (escluso gennaio) / Primavera - Estate: 10:00 - 12:30 / 14:00 - 18:30 (escluso agosto). Inoltre, oltre alle domeniche di apertura di ogni mese in cui è prevista l’apertura organizzata e accompagnata dalle guide di Ape, si possono concordare altri momenti di  visite didattiche guidate per le scuole o per gruppi di appassionati. Si fanno laboratori con materiali di recupero, si organizzano incontri per assaggiare tisane o solo per fare compagnia a Catia ed ascoltare la sua storia della natura, con gli occhi di una persona che ha fatto dell’ecologia e del rispetto dell’ambiente una missione di vita. L’associazione promuove ogni anno la giornata “volontari per un giorno” dove ognuno con un piccolo sforzo si può impegnare per aiutare a mantenere vivo l’habitat.

Dell’oasi si potrebbe parlare a lungo, di come all’origine fosse un’area utilizzata per il motocross e poi impiegata come discarica e luogo per attività illecite e successivamente, su iniziativa del Comune di Rozzano, con la fattiva collaborazione di Catia Acquaviva e dei volontari, è stata riqualificata e diventata “oasi” con un grande significato ecologico: infatti, i movimenti migratori degli uccelli e le loro abitudini indicano le modificazioni degli equilibri ambientali, rappresentano dei bioindicatori sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo.

Si può parlare della fitodepurazione, della messa a dimora di nuove piante mantenendo un equilibrio tra la parte boschiva, quella umida e quella a prato, dell’utilizzo della biomassa, dell’adozione di un biancospino, specialmente si può parlare del rospo smeraldino da cui prende il nome l’oasi, il quale vive grazie alle pozze acquitrinose dell’oasi.

Visitare l’oasi è un’esperienza di conoscenza della natura osservabile con un occhio nuovo perché è al centro di una zona molto urbanizzata e quindi ancora più straordinaria. E’ una scuola di natura dove apprendere i primi rudimenti di cultura ambientale.

L’Ape a breve presenterà i risultati di un progetto su uno studio di fattibilità - finanziato dalla Fondazione Cariplo - volto alla creazione di un corridoio ecologico intorno al Lambro meridionale che coinvolge diversi territori: Gratosoglio, Locate Triulzi, Pieve Emanuele, Opera, Basiglio, Badile, Rozzano per studiare lo spostamento dell’avifauna e la qualità dell’habitat.

La sede di APE si trova a Rozzano presso l’Oasi Smeraldino, in Via Monte Amiata 38/B, per conoscerne le attività vi invitiamo a consultare  il profilo facebook, Oasi Smeraldino- Rozzano, mentre per contattarla occorre  telefonare al numero cellulare 338-8713534 o inviare una mail a apenatura@gmail.com.

Casella di testo: Gruppo Pittori Rozzano, quarant’anni di un’entusiasmante avventura

N. 7 Ottobre 2015

Stefania Anelli, Elisabetta Martello

“… Divulgare l’arte pittorica a livello popolare nella speranza di abbreviare i tempi di una crescita culturale per una migliore società”. Con queste parole Giordano Marzola, fondatore con Francesco Pirovano del Gruppo Pittori Rozzano, sintetizza lo spirito e la missione di questa storica associazione presente sul territorio rozzanese da moltissimi anni.

Un’attività iniziata quarant’anni fa, nel 1975, grazie alla passione di pochi pionieri legati alla Pro loco, che armati di entusiasmo e tenacia si incontrano inizialmente  in un capannone di via Liguria lottando contro le intemperie climatiche con la ferma volontà di portare avanti un progetto condiviso e fortemente voluto. Il gruppo tiene duro e nell’arco di tre anni ottiene la disponibilità di un appartamento in Via Pini, dove subito dà il via a corsi di pittura e disegno.

Nel corso del tempo, il numero dei soci aumenta, l’interesse della cittadinanza accresce anche grazie all’attenzione che l’Amministrazione Comunale, in modo particolare nella persona dell’allora assessore Maria Rosa Malinverno, rivolge al Gruppo.

Il  1992 segna un altro trasferimento della sede in Via Ciclamini, nel cuore del parco 1 di Rozzano, un luogo molto invitante, soprattutto per i grandi spazi a disposizione, peraltro mai dimenticato dai soci. Sono gli anni nei quali  vengono promosse attività tra le più molteplici, anche grazie al sostegno delle autorità cittadine che non sono mai venute a mancare fino ad oggi.

Si spazia dalla pittura estemporanea a corsi didattici tenuti da insegnanti di alta competenza quali Silvana Zanati, Alessio Sozzi, Attilio Milani, Franco Migliaccio e Sergio Giannini; da proposte di visite guidate a musei, alla partecipazione a conferenze culturali a tema.

Nel 2002 avviene l’ultimo cambio di sede, il Gruppo Pittori si sposta in Via Liguria 2, gli iscritti sono ormai una cinquantina e molti di essi hanno raggiunto una maturità artistica che li cimenta in mostre personali e collettive diventate, nel tempo, una consuetudine cittadina. Ricordiamo su tutte il doppio appuntamento annuale in Cascina Grande, a primavera ed in autunno; nel corso della mostra i soci sono soliti organizzare concorsi a tema per invogliare nuovi aspiranti artisti a venire alla luce.

Diverse sono le collaborazioni con altri gruppi associativi rozzanesi, con i quali si sono sviluppati progetti culturali in comune, intrecciando talenti ed incontri tra forme artistiche diverse; citiamo quello cresciuto con il Centro Donna, iniziativa nella quale poesie composte dalle signore del Centro Donna sono state illustrate da disegni e quadri del gruppo pittori, creando un connubio sperimentale interessante.

Quest’anno ricorre il quarantesimo dell’associazione e il Gruppo Pittori intende festeggiarlo con una raccolta collettiva di dipinti.

Si può diventare soci del Gruppo versando una quota annuale di 60 euro. I soci possono accedere e frequentare la sede per pitturare e condividere l’esperienza e la passione con gli altri associati seguiti dal direttore artistico, nonché presidente dell’associazione, Giuseppe Frascolla. 

In un clima disteso e armonioso, persone unite dalla stessa passione trascorrono ore liete, lontani da preoccupazioni, liberi di potersi esprimere in un ambiente accogliente ed amichevole.

Nel mese di ottobre ripartiranno i corsi e laboratori di pittura, in modo particolare il sabato pomeriggio (dalle 15.00 alle 18.00) verranno proposti corsi di pittura ad olio e acquerello; il giovedì pomeriggio (dalle 14.30 alle 17.00) sarà il turno di corsi di tecniche pittoriche varie (disegno, acquerello, pastello, pittura ad olio). I corsi sono aperti a tutti, a partire dai 15 anni, per partecipare è necessario associarsi.

Casella di testo: MUSA o Museo Salterio… il Museo di tutti 
Officina del gusto e del paesaggio

N. 8 Novembre 2015

Stefania Anelli. Elisabetta Martello

A poche centinaia di metri da Rozzano, sull’alzaia ciclabile del Naviglio Pavese, sorge il neo Museo Salterio presso l’antica cascina Salterio nel comune di Zibido San Giacomo.

Come nasce il progetto di un Museo che tratti i temi del cibo e del paesaggio?

Per conoscere questo luogo e scoprire di cosa si tratta, abbiamo incontrato Andrea L’Erario che, come volontario del Servizio Civile Regionale, si occupa dell’accoglienza dei visitatori, fornisce con grande competenza ed entusiasmo spiegazioni sul museo ed illustra i progetti e gli eventi promossi in questo suggestivo contesto. Gli abbiamo chiesto di parlarci del neonato MUSA.

Il tutto parte nel 2008 quando i proprietari della Cascina presentano al Comune di Zibido un piano di recupero della stessa a scopo residenziale. Nell’ambito del progetto viene ceduto all’ente comunale l’edificio denominato “Stallone”, ovvero quell’ala destinata originariamente alle stalle.

Per trovare una destinazione d’uso collettivo e le fonti dove attingere fondi per il recupero architettonico di questo bene, l’amministrazione comunale ha incaricato un architetto per uno studio di fattibilità commissionato ad hoc. Lo studio ha identificato la destinazione d’uso di questo edificio in un ruolo museale nell’ambito di un progetto culturale che possa utilizzare le risorse del contesto territoriale per costruire una nuova sensibilità nei confronti del paesaggio e della nutrizione.

In modo sinergico e anche strategico, il Comune di Zibido San Giacomo ha coinvolto altri comuni limitrofi, tra cui Rosate e Trezzano, e ha presentato nel 2009 un Piano Integrato di Attuazione sui fondi POR/FESR Asse 4.  In questo modo Zibido ha ottenuto i fondi europei (ben oltre il milione di euro) necessari per il recupero dell’edificio storico.

Ciò ha consentito la realizzazione di questo originale spazio museale immerso nel Parco Agricolo Sud Milano.

Non è la prima volta che il Comune di Zibido San Giacomo crea sinergie e relazioni con comuni vicini. È del 2000, ad esempio, il progetto “Camminando sull’acqua” per la realizzazione di una rete di piste ciclabili di oltre 100km in mezzo alla campagna. Grazie a MUSA il Comune di Zibido San Giacomo si è fatto promotore di nuovi progetti che hanno permesso di rafforzare questa rete già in essere di soggetti che portano in dote conoscenze e idee che mirano alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico della Bassa Milanese e delle sue risorse culturali ed agricole.

A maggio del 2015 il Musa inaugura la sua apertura ufficiale.

Il MUSA però non si presenta solo come spazio museale tout court, tutt’altro, si propone come un luogo di interazione con i suoi visitatori i quali possono viverlo come un’”officina”, un laboratorio esperenziale integrato nel paesaggio. Gusto e paesaggio infatti sono i temi fondanti del progetto culturale che ha ispirato l’iniziativa.

Come ogni nuovo progetto, anche il MUSA ha bisogno di fondi per promuovere ed attivare iniziative ed eventi volti a favorire la conoscenza del museo e l’utilizzo attivo  e partecipato dello stesso, coerentemente con gli obiettivi del progetto culturale.

Due infatti sono i progetti in corso: MI_LAND finanziato dalla Fondazione Cariplo e MU2 finanziato dalla Regione Lombardia.

MI_LAND “Agro-cultura integrata nel sud-ovest milanese” è un progetto che intende integrare più livelli di ricerca, da quello culturale e materiale fino a quello virtuale, geografico e tematico. Fra i principali partners istituzionali del progetto si annoverano i Comuni di Buccinasco e Basiglio, il Parco Agricolo Sud Milano, AFOL e Fondazione per Leggere.

Tra i partners scientifici vi sono il Politecnico di Milano che con il Laboratorio PaRID ha contribuito alla realizzazione dell’innovativa sala multimediale, l’Università degli Studi di Milano e di Pavia e l’Orto botanico di Brera.

L’altro progetto, MU2 “Collezioni e colazioni nei musei. Itinerari di cultura alimentare sul Naviglio Pavese”, ha l’obiettivo principale di avvicinare tra loro due realtà museali legate al tema del cibo: MUSA, per l’appunto, e MUMAC “Museo della Macchina del Caffè” di Binasco.

Il MUSA quindi vuole essere un luogo di conoscenza, sperimentazione, di incontro e di visualizzazione.

Gli ampi spazi come la biblioteca, che può essere utilizzata come sala studio aperta anche la domenica, la cucina professionale che ospita laboratori culinari (cake design, panificazione, dolci, ecc.), oppure la sala espositiva e la sala multimediale con un sistema innovativo di visione dei filmati, danno del museo un’immagine dinamica, in divenire che permette ai visitatori di viverlo in modo attivo e partecipato.

Il portico esterno è stato location di un concerto all’aperto di musica classica, in occasione della festa del Borgo di Moirago di fine estate.

Il MUSA è inteso come “museo di tutti” nel senso che sfruttando sinergicamente le relazioni impostate con gli altri enti, tra cui la biblioteca Vione, la Fondazione per leggere, il MUMAC di Binasco, l’orto botanico, è possibile godere e vivere in modo attivo questi spazi che attendono di essere abitati culturalmente, fruiti nella direzione della salvaguardia del patrimonio ambientale ed agricolo in cui esso è collocato.

E’ interessante l’esperimento che sarà sviluppato prossimamente che porterà alla creazione di un’aiuola sul retro della struttura destinata ad accogliere un “frutteto dei frutti dimenticati”,  è previsto il probabile impianto della vite maritata, un’antica pratica di viticultura della zona basata sull’utilizzo di piante vive, come per esempio gli olmi, per ancorare le viti; oppure l’introduzione della pianta del giuggiolo.

In programma nel mese di novembre sono previsti un corso per il volontariato, un laboratorio di argilla per genitori  e bambini ed un  corso sia per bambini che per adulti di cake design.

Il MUSA offre in un contesto particolare ed accessibile degli spazi attrezzati per ospitare mostre, convegni, proiezioni video. Si possono promuovere eventi e laboratori per adulti e per bambini e si può alimentare la biblioteca donando libri.

Pertanto tutti sono invitati a visitare questo bellissimo Museo, a conoscere gli eventi e le iniziative che si svolgono iscrivendosi alla newsletter attraverso il sito www.museosalterio.it o scrivendo alla mail info@museosalterio.it.