Casella di testo: La Guardia di Finanza in Comune
Posizioni e dichiarazioni di partiti e movimenti sull’indagine D’Avolio e C.

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Locale

N. 1 Marzo 2015

Fiorella Gebel, Niccolò De Rosa

L’argomento che trattiamo a quasi tutti voi, siamo certi, è noto. E’ del nostro ex sindaco Massimo D’Avolio che parliamo in questo primo articolo del 2015.  La notizia:  “bufera giudiziaria sul PD rozzanese” indagato il Consigliere Regionale e altre persone legate a lui. I fatti risalgono a quandoeglii era Sindaco e secondo l’accusa D’Avolio avrebbe, attraverso alcune delibere, autorizzato il pagamento ad alcune società collegate alla moglie. Con lui indagato anche Vito Ancora, attuale capo gruppo del PD a Segrate e ingegnere in una delle società partecipate del Comune.  Anche per lui l’accusa è di abuso d’ufficio. Infine, per fatti collegati alla vendita di aree,  risulta indagato per danno erariale anche il dirigente dell’ufficio tecnico comunale.

Che cosa dire? Naturalmente che ce lo aspettavamo. I fatti in oggetto non sono nuovi ai cittadini più attenti del comune di Rozzano. Sono anni che le opposizioni e le associazioni territoriali denunciano questi e altri fatti della amministrazione guidata dall’ex sindaco.

Certo anche noi siamo garantisti, com’è giusto, ma non siamo stati ciechi e sordi.

L’indagine è complessa e  riguarda la gestione delle società partecipate (Ama e Api in particolare) con un buco dichiarato di 47 milioni di euro.  I fatti non li vogliamo raccontare qui perché crediamo siano ormai noti (teleriscaldamento, società partecipante al cui interno compare la moglie dell’ex sindaco ecc.).

 

Abbiamo fatto un veloce giro di interviste e dato un’occhiata a comunicati e dichiarazioni, tra coloro che da sempre hanno denunciato inascoltati questi fatti e che erano e sono all’opposizione del governo della Città.

Intanto Sel e 6Rozzano che oggi sono rappresentate in consiglio comunale da Guido De Vecchi e che nel passato, per l’intera legislatura in cui D’Avolio era sindaco, ha visto la presenza del consigliere Igino Gabriele.

Le dichiarazioni di Sel e 6 Rozzano si possono così riassumere:  “Riteniamo che l’azione della magistratura sia utile a chiarire in modo definitivo e nell’interesse di tutti, atti e fatti di cui in questa città si parla da molti anni e sui quali i nostri consiglieri (Nicola Calembo e Igino Gabriele prima, Guido  De Vecchi ora) hanno chiesto invano conto: "Indipendentemente dall’esito delle indagini manteniamo ferma la nostra critica verso le scelte politiche delle giunte degli ultimi dieci anni e riteniamo che anche oggi manchi un metodo di lavoro e di confronto con il consiglio comunale che renda davvero trasparente l’azione amministrativa attraverso il pieno utilizzo di strumenti di democrazia partecipativa”.

Il consigliere di F.I. Gianni Ferretti si è anch’esso espresso nel senso dell’attesa degli esiti delle indagini ma a sua volta ha ribadito come da anni si sia battuto nella ricerca di trasparenza nell’operato delle società partecipate. Ha ripetutamente chiesto la costituzione di una Commissione sulle Partecipate (cosa per altro che avviene anche nella giunta milanese). “Ho chiesto una commissione che esamini le modalità di assunzione e della gestione delle spese, degli acquisti, delle gare… Il consiglio comunale è tenuto completamente all’oscuro” ci ha detto nel corso dell’intervista.  La sua critica sulle modalità gestionali delle società partecipate non è nuova, per altro, basta andare a rileggere anche la nostra intervista fatta negli scorsi mesi. Il consigliere Ferretti ci ha anche confermato che l’attuale sindaco Agogliati (per altro assessore alle partecipate nella giunta D’Avolio!) non ha ritenuto di chiedere a coloro che sono indagati “passi indietro” di alcun tipo.

Anche la consigliera comunale Cristina Perazzolo della Lega ha ribadito come da anni le società partecipate siano state oggetto del loro interessamento attraverso numerose azioni politiche. Erano stati inviati anche tre esposti alla magistratura dei quali però non vi è stato alcun riscontro.

“Non siamo stupiti, anche se non conosciamo esattamente i fatti cui si riferiscono le indagini” ci ha detto nel corso dell’intervista, “siamo pronti però ad azioni congiunte con tutte le altre opposizioni e ad informare i Cittadini attraverso precise azioni politiche che stiamo preparando. E’ brutta la percezione che i Cittadini hanno che dietro ogni azioni amministrativa ci siano interessi personali. Vediamo una grande delusione!”

Il Movimento 5 Stelle di Rozzano ha preso una netta posizione nei confronti dell’attuale Consigliere Regionale,  diffondendo un comunicato stampa che «invita con forza ad avere il coraggio di chiedere o di imporre un passo indietro a coloro che - indagati o arrestati in questa inchiesta - ricoprono cariche pubbliche a ogni livello». Il Movimento inoltre non si dichiara sorpreso di tali provvedimenti, augurandosi che, dopo tante denunce inascoltate, si scoperchi il «pentolone ribollente» dell’amministrazione comunale.

Il Partito Democratico ha invece sospeso il giudizio, ricordando che l’avviso di garanzia è un  «uno strumento giuridico di presidio dei diritti del cittadino e che le indagini preliminari della magistratura sono un doveroso iter di verifica e controllo» e che «la Costituzione impone di non emettere giudizi sommari e privi di basi prima che questo iter sia concluso». Il PD prosegue affermando la totale estraneità dell’attuale amministrazione all’indagine in corso, rivendicando il ruolo sostenuto nella valorizzazione della città.

Infine il Partito della Rifondazione Comunista cittadino, per bocca di Giuseppe Eriano, candidato sindaco per la coalizione Unità della Sinistra a Rozzano, ci ha rilasciato una lunga dichiarazione, volta più a sollevare questioni politiche che intervenire sulle faccende giudiziarie. Ne riportiamo direttamente alcuni stralci: il PRC sottolinea  “3 questioni fondamentali , da anni sostenute dal PRC Rozzanese (purtroppo attualmente non presente in Consiglio Comunale) (…)

1. La rivisitazione delle aziende partecipate rozzanesi, i cui problemi sono sotto gli occhi di tutti, sia nelle modalità di gestione, sia nelle modalità di fornitura dei servizi.

 2. Gli interventi pubblici per la Città, soprattutto in termini di sviluppo urbanistico, nel senso di

''gestire bene ciò che già abbiamo", come avrebbe detto Giovanni Foglia, in contrapposizione a una cementificazione selvaggia (…)A tale scopo è utile ricordare la fiera opposizione sostenuta in passato dal PRC a un piano che prevedeva la cementificazione dell'area ex Romagnoli oltre all'insediamento e il successivo sviluppo dell'Ipermercato Fiordaliso per tutte le problematiche di impatto ambientale (viabilità, inquinamento atmosferico) e socioculturale/commerciale, (…)

 3. Bilancio di Previsione e PGT in sintonia con la volontà dei Cittadini il cui coinvolgimento in processi        “partecipativi '', cioè di condivisione delle scelte (anche se scomode, soprattutto se scomode) e non approvazione di decisioni già prese dall'alto, ne sarebbe la principale garanzia di correttezza. Se fossero state messe in pratica queste idee, tutto ciò di cui si parla oggi a Rozzano, a volte anche senza cognizione di causa, sarebbe successo ugualmente?”

 

Questi i fatti e le opinioni. Ora non possiamo che augurare buon lavoro alla magistratura nell’interesse della città e della correttezza dell’azione amministrativa.

Casella di testo: Il “caso D’Avolio” nelle memorie e nell’analisi politica di un oppositore
Intervista a Igino Gabriele ex Consigliere Comunale di SEL nella scorsa consiliatura.

N. 1 Marzo 2015

A.P.

Abbiamo fatto qualche domanda a Igino Gabriele, consigliere comunale all’opposizione, da sinistra, della giunta presieduta dall’ex sindaco ora indagato,  sulla vicenda politico-giudiziaria che vede coinvolto Massimo D’Avolio. Ne è uscita una lucida analisi politica che va oltre la contingenza giudiziaria e chiama in causa indirizzi politici, pratiche di potere, ruolo della politica, dei partiti e dei cittadini.

 

1. Da quello che si sa, le questioni  al centro dell’indagine che vede coinvolto l'ex sindaco D'Avolio la videro nella scorsa consiliatura fermo oppositore in Consiglio Comunale. Lei denunciò politicamente quelle scelte e quegli atti amministrativi. Che effetto le fa constatare oggi che non solo erano politicamente sbagliati, ma anche sospetti dal punto di vista legale?

Non c'è alcuna mia narcisistica soddisfazione nel constatare che il degrado morale, etico, culturale e politico -da noi denunciato per decenni- non era il frutto di aprioristiche considerazioni di parte.
Non ci soddisfa un atto consolatorio che ci metta al riparo da ogni accusa perché SEL (e prima ancora Sinistra Democratica) ha compiuto fino in fondo il proprio ruolo di controllo, di denuncia e di proposta nella legislatura 2009-2014. A questo proposito, è utile ricordare che siamo stati presenti in "tutti" i Consigli Comunali ed abbiamo partecipato a "tutte" le Commissioni Consigliari.
Di più. Per "ogni" punto all'OdG,
nelle sedi istituzionali e nella Città, non ci siamo limitati a effettuare una sterile riproposizione del "no" ma, contestualmente, abbiamo sottoposto al giudizio del Consiglio e della Giunta argomentate soluzioni alternative.
Le nostre "Osservazioni" al PGT non hanno trovato ospitalità in alcun luogo, per un dialettico e pubblico confronto propedeutico alla soluzione finale. E, ancor più grave, da questo sempre auspicabile iter democratico, é stata esclusa la Città. Così come le reiterate richieste di considerare il Consiglio Comunale l'unico socio delle partecipate, non hanno mai trovato udienza da parte del Sindaco, della Giunta e dei Consiglieri di maggioranza. Io
non so se possono configurarsi reati penali in queste o altre scelte effettuate ma, e non é riduttivo, voglio esplicitamente affermare che sul piano politico noi abbiamo già condannato –senza possibilità di appello- quanti hanno (s)governato la Città nell'ultimo decennio.
La nostra azione di depotenziamento di una forma di "meridionalizzazione di gestione della cosa pubblica" che, purtroppo, é stata perseguita in tutti questi anni e che ha sostituito i diritti con i favori, arriva da molto lontano. Stiamo assistendo, da qualche mese a questa parte, a una affannosa e patetica rincorsa a un supposto diritto di primogenitura
per le denunce anche da parte di molti che, per decenni, sono rimasti "indifferenti" (Gramsci, quanta ragione!) e che hanno inconsapevolmente contribuito all'inviluppo della società rozzanese. Anche se, per amor di verità, va riconosciuta ad alcuni singoli cittadini (Adriana Andó e, seppur con colpevole ritardo e con una forma non sempre da me condivisa, Marco Masini) una meritoria attività di informazione tendente al tentativo di crescita culturale dei cittadini rozzanesi.
Io credo che il "reato" commesso dal Sindaco, dalla Giunta, dai Consiglieri Comunali che hanno avallato (con i propri voti favorevoli) ogni proposta, stia tutto nella mortificazione della
prerogativa che rappresenta il miglior antidoto alla possibile corruzione e che consiste nella "esasperazione" della partecipazione da parte di tutte le componenti della società ai luoghi in cui si formano le decisioni. Chi può aver timore della trasmissione in diretta delle sedute del Consiglio Comunale, dell'istituzione della Commissione Consigliare Antimafia, di aprire porte e finestre del Palazzo, di far diventare il cittadino-persona protagonista del proprio futuro, di sostituire l' "io" con il " noi", di privilegiare il "bene pubblico" e di avversare gli interessi egoistici di parte, di scegliere -in una sola definizione- di essere nei fatti una Amministrazione di Sinistra?
La coerente posizione di SEL nella legislatura 2009-2014 ha avuto un'anticipazione in quella precedente con il Consigliere Comunale Nicola Calembo e ha una continuazione in quella attuale con Guido De Vecchi.
Non è superfluo ricordare che Calembo uscì dalla maggioranza di allora per insanabili contrasti proprio in relazione alle questioni urbanistiche, che in quella centrale ci presentammo con una coalizione che avversò, a ragione, il secondo mandato D'Avolio e che De Vecchi, oggi, sta proseguendo sulla scia di quella visione armonica di una città più giusta.

2.  Come ormai di prassi in Italia la magistratura supplisce all'incapacità della politica di trovare soluzioni per districare l'intreccio perverso tra amministrazione pubblica, affari privati e politica. Come valuta il ruolo dei partiti, in particolare del PD, partito di D'Avolio e anche ora al governo di Rozzano, di fronte alle ripetute denunce pubbliche sui "lati oscuri" delle politiche portate avanti in città?

Vorrei tentare di ampliare l'analisi del caso rozzanese, partendo da qualche interrogativo che travalica il nostro territorio.
Partiti o comitati elettorali? Progetti politici o programmi elettorali? Voti oppure iscritti?
Scelte opportunistiche oppure adesioni ideali? Riconoscimento del merito o premi al servilismo?
Selezione dei gruppi dirigenti attraverso criteri oggettivi o a seconda delle appartenenze?
Ogni qual volta i partiti non sono in grado di autogovernarsi ed é la magistratura a far pulizia, come lei giustamente afferma, ci troviamo di fronte a una sconfitta della democrazia.
Ma è un reato di lesa maestà se si comincia a denunciare l'amara realtà
che ci mette a contatto diretto con il libero arbitrio dei singoli cittadini che, motu proprio, decidono di affidare ad alcuni, attraverso il voto ed attraverso il tipo di partecipazione alla vita interna dei partiti, la possibilità di indirizzare la qualità dell'agire? Nelle risposte a queste domande, possiamo trovare le spiegazioni al degrado morale di quelle forme di organizzazioni previste anche dalla Costituzione quali sono i Partiti. Se le sezioni non sono più un luogo di dibattito e sono perennemente chiuse, dove e da chi vengono determinati gli indirizzi politici? Se i Consiglieri Comunali limitano le loro funzioni alla mera ed acritica "pigiatura" di un tasto, spesso non conoscendo approfonditamente i temi in discussione, quali possono essere i risultati della loro fideistica azione amministrativa?
Tutti questi e altri elementi hanno sempre più allargato le maglie della rete e dentro di essa sono entrati anche pesci di grandi dimensioni. Ricordo che per tutta la legislatura, seppur da me ripetutamente sollecitati, molti Consiglieri del PD non hanno fatto un solo intervento e, con mio stupore, li ho trovati a ricoprire ruoli fondamentali per la guida del Gruppo Consigliare e per la Giunta. SEL ha ripetutamente cercato di aprire un dialogo
con il PD ma, sistematicamente, ha ricevuto arroganti rifiuti.
3. La nuova Giunta della sindaca Agogliati si é presentata in perfetta continuità politico-amministrativa con la precedente. Ora però gli amministratori, direi comprensibilmente, tendono a distinguere responsabilità e ruoli. A prescindere dalle effettive continuità di incarico e dalle responsabilità penali che restano assolutamente personali, vi é un evidente problema politico di indirizzo e di scelta che sta dietro i presunti illeciti che non può essere rimosso. Qual é la sua opinione in merito.

A rivendicare la continuità con le politiche delle precedenti amministrazioni D'Avolio, come lei giustamente riporta, é lo stesso sindaco Agogliati che, inoltre, ne ha fatto motivo di vanto in tutta la sua lunga e non certo sobria campagna elettorale.
Le corresponsabilità politiche, seppur a diverso livello, sono innegabilmente anche di coloro che hanno tenuto bordone a quanti hanno gestito la cosa pubblica a Rozzano e molti degli attuali amministratori non ricoprivano incarichi marginali.
L'unica risposta alle mie richieste di un dialettico confronto delle idee é stata la prova dei muscoli, flaccidi tra l'altro. Non si é mai
aperta una crepa in un muro di gomma creato con una miscela di arroganza e ignoranza, nemmeno quando si sono verificati incresciosi (definirli tali é un eufemismo) episodi che hanno portato alle dimissioni del vice-sindaco e di un consigliere comunale del PD. Come dimenticare che il PD non ha ritenuto opportuno nemmeno salutare, con un ringraziamento per il valente lavoro svolto, il volontario abbandono dell’ incarico da parte di un proprio assessore? A  un deficit di democrazia, si é spesso aggiunta una penosa mancanza di rispetto del galateo istituzionale.
Anche in questi frangenti, non vi è mai stato uno
scatto di dignità da parte di chi, oggi, proclama estraneità alle pratiche politiche utilizzate. Continuando a separare gli aspetti penali  da quelli risalenti alla politica, io credo che a Rozzano si sia giunti a un punto di non ritorno e che non sia più procrastinabile un coinvolgimento diretto di tutte le energie sane della Città nella gestione della cosa pubblica.
É il momento delle scelte: se si vuole, senza infingimenti, mettersi indefessamente al servizio del bene comune, si dia la stura ad un "rinascimento rozzanese" che ripudi metodi consociativi e investa risorse economiche e umane in uno sforzo culturale
esteso anche nel tempo.
Se ne ha il coraggio e la volontà, se ne faccia promotrice la stessa Agogliati.
Una "alta" ipotesi di lavoro è l'unico gesto concreto per dare credibilità alle parole.

4. Nonostante le ripetute e pubbliche denunce e le rotture politiche nello schieramento di centrosinistra, le ultime elezioni regionali hanno premiato il candidato D'Avolio con circa 7.000 mila preferenze e hanno sostanzialmente riconfermato il consenso della città a quella linea politico-amministrativa, dando una chiara maggioranza alla sindaca Agogliati. Che giudizio si puó dare di tutto ciò?

Non accomunerei, in questo caso (e non solo per un fatto temporale), i due risultati e i reciproci "destini". In questa città, fino a pochi mesi fa, l'ossequiosa cronaca sui fatti locali é stata monopolio di un foglietto (e non é qui il caso di soffermarsi su questa altra controversa vicenda) i cui "giornalisti" erano adusi, per scrivere, a intingere la lingua nel calamaio contenente l'inchiostro dei "potenti". La distorsione della veridicità dei fatti riportati, ha contribuito alla nascita di un ossimoro: realtà irreale. E anche questo ha contribuito all'ottenimento del consenso in tutti questi anni.
Nessuno
poteva permettersi, e voi lo sapete bene, un tale strumento propagandistico.
Senza voler inficiare, ovviamente, il risultato che è uscito dalle urne, non definirei -quello ottenuto dalla signora Agogliati- soddisfacente. Basterebbe interrogarsi sul dato dei partecipanti al voto al ballottaggio. Così come credo sarebbe interessante riflettere sulle primarie di partito e sulle successive fasi che hanno visto una spaccatura all'interno del PD locale.
Anche su questi importanti passaggi non vi è stata nessuna presa di posizione chiarificatrice -da parte del gruppo dirigente locale- e tutto è caduto nel dimenticatoio.
Quando si decide di continuare a insabbiare, si
favoriscono, anche involontariamente,  manovre ambigue e distanti anni luce dai veri valori propri della Sinistra, alla quale appartengono, anche per biografie personali, molti aderenti e simpatizzanti del PD. Non nascondo che mi piacerebbe, su questi e su altri temi, nell'interesse esclusivo di Rozzano, affrontare un dibattito "senza rete" (non nel chiuso delle segrete stanze) con il Sindaco e con il responsabile locale del PD.
É così riprovevole pensarlo e così arduo realizzarlo?
Per quel che riguarda il "caso D'Avolio", e non per eludere la sua domanda, non c'è molto altro da aggiungere a quanto fin qui detto
e credo che "la pratica" sia di competenza della magistratura e degli organismi provinciali e regionali del PD. Attendo gli eventi e spero che si faccia chiarezza anche sui possibili coinvolgimenti di altre figure politiche e gestionali. Se tutto dovesse risultare -da un punto di vista giudiziario- non perseguibile, ne sarei felice per le persone inquisite e non modificherei il mio giudizio politico di inappellabile condanna sulla gestione amministrativa della città. La questione etico-morale in Politica e la lotta alla corruzione rappresentano per SEL la pre-condizione irrinunciabile per ogni tipo di rapporto.

Casella di testo: La Corte dei Conti tira le orecchie al Comune di Rozzano
Critiche e richieste di chiarimenti della Corte al bilancio comunale e al rapporto con le società partecipate

N. 2 Aprile 2015

F.S.

Il 20 marzo 2014 la Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti si è riunita per una valutazione sul bilancio del Comune di Rozzano del 2012. Per esso aveva precedentemente ravvisato, così come per quello del 2011, la necessità di ottenere dagli amministratore del nostro Comune e dai revisori dei conti, chiarimenti su numerosi punti. Su alcuni di essi le precisazioni ottenute sono parse esaustive mentre su tre punti di notevolissima rilevanza che citeremo più avanti, l'organo amministrativo regionale ha evidenziato persistenti criticità che sono appunto state analizzate nell'adunanza in questione.

Le risultanze di essa sono state depositate in Segreteria il 14 agosto (ma non dicevano che i magistrati fanno tre mesi di ferie?) e comunicate al nostro Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e ai revisori dei conti. Come spesso avviene, l'amministrazione  si è astenuta dall'informare il Consiglio Comunale delle sollecitazioni che le erano giunte dalla Corte dei Conti e le opposizioni hanno scoperto questo documento quasi casualmente. Esso è pubblicato, qualora qualche lettore volesse dilettarsi, sul sito del nostro comune, sotto la sezione Amministrazione trasparente.

Cerchiamo qui di sintetizzarne il contenuto.

Le criticità rilevate dalla CdC sono tre: I) il mancato rispetto dell'obiettivo della riduzione della spesa per personale assunto a tempo determinato o con forme di contratto flessibile, II) la situazione patrimoniale di API che registra nel 2012 una perdita d'esercizio di quasi 2,5 milioni di euro e un indebitamento di circa 47 milioni (3 di questi verso il Comune), III) chiarimenti su un  trasferimento ricevuto da API dal Comune di 1,29 milioni.

Per quanto riguarda il primo punto una legge del 2012 prevedeva che le spese sostenute per la tipologia dei contratti in oggetto dovessero essere ridotte del 50% rispetto a quanto speso nel 2009. Il mancato raggiungimento dell'obiettivo è stato spiegato dal collegio dei revisori con il fatto di essere dovuti intervenire su contratti già in essere alla data di entrata in vigore della legge. In pratica tutto ciò che si è potuto fare è stato l'eliminazione dell'indennità al direttore generale e la cessazione di un posto di lavoro.

Il secondo punto è senza dubbio il più rilevante. Come detto i debiti di API ammontano a circa 47 milioni di euro di cui oltre 37 milioni verso banche, principalmente per mutui accesi per la costruzione della seconda centrale di teleriscaldamento ma anche (4,5 milioni) per esposizione negativa in conto corrente. I costi sono in notevole incremento per ciò che riguarda la componente degli oneri finanziari che incide addirittura per il 33% sui costi operativi. Ad oltre  1 milione di euro ammontano gli interessi sui mutui, oltre 350 mila euro se ne vanno tra interessi bancari, commissioni e penalità varie, e - cosa più preoccupante di tutte - quasi 1,2 milioni (solo per il 2012) sono oneri per "derivati" sul contratto di finanziamento. Sarebbe interessante sapere che tipo di derivato è stato acquistato e se chi lo ha sottoscritto aveva piena cognizione di quello che stava facendo.

Fatto sta che il bilancio del 2012 di API si è chiuso con una rilevante perdita di esercizio e, prevedendo che anche il risultato del 2013 sarebbe stato ugualmente negativo, il Comune ha autorizzato la vendita di patrimonio disponibile per ricavarne, forse, circa 2,7 milioni.

Nella nota del collegio dei revisori si fa anche notare che benché API avesse chiesto ad inizio 2012 l'erogazione della seconda tranche del finanziamento per la seconda centrale del teleriscaldamento, ad aprile del 2013 le banche non avevano ancora provveduto. Sulle motivazioni di questa omissione il documento non dice alcunché inducendoci ad un certo pessimismo anche perché, si rileva, l'attività di API risulta conseguentemente molto limitata. La situazione è talmente critica che il collegio sindacale ritiene di dover affermare che il bilancio non è conforme alle norme che regolano i criteri di redazione. In particolare si rileva che non è stato costituito un adeguato fondo svalutazione crediti (temiamo che molti dei quali siano difficilmente esigibili); che  sono stati contabilizzati oltre 60 mila euro per sanzioni relative al ritardato versamento dei contributi previdenziali; che non sono puntualmente definiti i rapporti contrattuali con il Comune; che si è arrestato il progetto del teleriscaldamento per il mancato finanziamento da parte delle banche; che gli oneri finanziari sono eccessivi e, infine, che non sono rispettati ile scadenze previste per il versamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali.

La CdC si dilunga  poi in alcune considerazioni circa le funzioni degli enti locali e delle attività che esse svolgono anche attraverso le società partecipate, per concludere che " la strutturale incapacità della gestione caratteristica di coprire i costi della produzione e di generare seppur minimi utili si traduce, se protratta nel tempo, in una surrettizia copertura di passività attraverso il patrimonio netto ", aggiungendo subito dopo tra parentesi: " cosa che, nel caso di specie, si è verificata". Accidenti.

Relativamente alla terza richiesta di chiarimenti circa il trasferimento di 1,29 milioni dal Comune ad API, senza specificazione dei motivi, il Vicesindaco ha chiarito che questo rappresentava il corrispettivo per interventi di manutenzione straordinaria su patrimonio comunale.

Per quanto riguarda invece la restituzione di 3 milioni erogati nel 2010 a favore della partecipata, a quattro anni di distanza si era in attesa che il liquidatore di API determinasse le modalità di restituzione (che evidentemente non erano state definite all'origine...un classico prestito da rendere a babbo morto).

Accertate quindi tutte le manchevolezze di cui sopra, la CdC invita il Comune di Rozzano a programmare una politica di bilancio rispettosa degli obblighi di contenimento dei costi stabiliti dai legislatori, a mantenere il rapporto con le società partecipate nell'ambito delle regole previste dall'ordinamento e soprattutto dai canoni di sana gestione economico patrimoniale e, infine, a procedere alla riscossione dei crediti vantati verso API. (clicca qui per leggere accertamenti ed inviti della CdC) al nostro Comune)

Questo è quanto. Che dire? Le vicende non sono attualissime ma sappiamo che la situazione  non è migliorata. Si paventano numerosi licenziamenti per riuscire a rispettare le indicazioni della magistratura contabile. La vicenda del teleriscaldamento, l'aver legato a questo progetto ingenti risorse economiche ipotecando il patrimonio comunale, la concezione stessa di società comunale che diventa impresa con finalità di profitto, sono state oggetto di pesanti critiche da parte di forze politiche e di associazioni. L'amministrazione invece si è chiusa a riccio e ha difeso pervicacemente questo progetto. Il Consiglio Comunale, l'organo dove tutti i rozzanesi sono rappresentati, è stato scarsamente informato delle difficoltà che si andavano incontrando, venendo di fatto esautorato dalla sua funzione consultoria. Dobbiamo rallegrarci che almeno alla CdC non si possano nascondere le magagne?  Possiamo sperare che per il futuro tutti i rozzanesi siano informati su cosa sta succedendo al loro patrimonio?

L'unica cosa certa è che di questo pronunciamento essi avrebbero fatto volentieri a meno perché rappresenta un certificato di mala gestione degli interessi della collettività da parte di coloro a cui avevano dato fiducia.