Periodico di informazione, cultura, opinioni

 Locale 4

Casella di testo: A un anno dalle elezioni… o poco più
L’iniziativa di Piazza Foglia su informazione, politica e partecipazione

N. 8 Novembre 2015

Niccolò De Rosa

Ad un anno (o poco più) dall'esito delle elezioni comunali può essere già tempo di primi bilanci; ecco allora che la Redazione di Piazza Foglia ha voluto organizzare un momento di incontro, in cui le forze politiche del territorio potessero confrontarsi e rendere note le rispettive impressioni alla comunità. Nonostante le iniziali difficoltà nel reperire un posto adatto (alla luce soprattutto l'impossibilità di usufruire della Sala consigliare del Comune) e alcuni inviti declinati , l'evento ha avuto luogo giovedì 15 ottobre presso la Casa Civica di Via Mimose con la presenza dei consiglieri Guido De Vecchi (6Rozzano/Sel) e Simone D'Agnelli (M5S), freschi di partecipazione all'accesa assemblea convocata d'urgenza quello stesso pomeriggio per deliberare in proposito del fallimento di API (dopo 85 giorni dall'ultimo Consiglio Comunale!) .

Incassato il rifiuto dei rappresentati del partito di maggioranza a prendere parte all'iniziativa, la serata si è quindi svolta  con  delle iniziali considerazioni generali riguardo le attività del Consiglio Comunale e della politica locale per poi giungere a toccare punti più contingenti all'attività sul territorio, questione partecipate in testa.

Entrambi gli intervistati hanno aperto le danze riscontrando una sconcertate carenza di trasparenza e dialogo perpetrata da una maggioranza sempre più autoreferenziale, la quale va combattuta, secondo De Vecchi, con una opposizione dura che riattivi «i veri strumenti di partecipazione e il ruolo delle Commissioni, vero luogo d'incontro per sintetizzare i pensieri»; per D'Agnelli invece si è giunti a «un punto di rottura che pone in seria crisi l'operato del sindaco Agogliati, incapace di controllare il sistema delle partecipate di Sgambato e con la quale è ormai finito il tempo del dialogo». Dal dibattito emerge dunque un quadro piuttosto allarmante: una spirale di soporifera inazione che ignora imperterrita le mozioni della minoranza (questione buoni pasto per le mense scolastiche, la lotta al clientelismo nelle società partecipate, l'attenzione alla problematiche delle ludopatie, il rafforzamento dei servizi di gestione sociale e ascolto del cittadino...) e ne rende vane le piccole vittorie, come la messa in atto della libera che permette le riprese del Consiglio, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, o il sollevamento della questione legata all'assegnazione dei beni sequestrati alla mafia, tanto caro a 6Rozzano e Sel.

Le opposizioni auspicano perciò un ritorno alla partecipazione collettiva, con il ruolo attivo dei consiglieri nello stimolare la comunità ad interessarsi in prima persona delle vicende municipali, associandosi e informandosi, in modo da spronare l'esecutivo in carica a tornare a dialogare e rendere conto del proprio operato. E proprio il rapporto con il cittadino è uno dei punti salienti del dibattito, con Simone D'Agnelli che rivendica la vocazione pentastellata di «informare e istruire il rozzanese medio per far sorgere iniziative consapevoli dal basso», mentre Guido De Vecchi rimarca con fermezza la necessità di «dividere chiacchiericci da bar da fatti e reati veri, destando il cittadino con una costante attività di testimonianza ed un certo stile costruttivo».

Il discorso ha naturalmente toccato anche l'argomento di giornata, ossia la situazione fallimentare di  API presentata in Consiglio poche ore prima, che ha visto l'intera opposizione, ad eccezione di De Vecchi, abbandonare l'aula al momento della votazione che riporta nelle mani del sindaco e del liquidatore qualsiasi provvedimento o possibile risanamento di API. Guido De Vecchi, ha quindi difeso la sua scelta di rimanere e votare il proprio parere contrario, asserendo che i «bizantinismi e i temporeggiamenti della vecchia politica non sono educativi» e contestando il coinvolgimento dell'ormai famoso liquidatore, una inconcludente figura da 120.000 € l'anno da «sostituire e controllare». Misure più drastiche sono state proposte invece dai Cinque Stelle, poiché «la mancanza di atti informativi e il voluto occultamento di una lettera della Monte dei Paschi di Siena che blocca il conto corrente Ama, rende insostenibile la posizione di Barbara Agogliati, la quale deve dimettersi!». D'Agnelli, che ha rimproverato a De Vecchi la sua partecipazione al voto che ha permesso, secondo un calcolo poi rivelatosi sbagliato, il raggiungimento del numero legale necessario, si augura dal canto suo una risoluzione finale della faccenda Api che non comprenda per forza il fallimento ( «bisogna mettersi nei panni dei lavoratori»), ma che comunque sia segnata da radicali soluzioni. In conclusione si è aperto il dibattito anche a domande e interventi dei presenti che, come era immaginabile, si sono incentrate sulla questione Api e Consiglio Comunale. Nonostante le naturali differenze di approccio alla politica, al ruolo di partiti e movimenti, che stanno dietro ai due consiglieri presenti, è emersa comunque una comune visione dell’estrema gravità della situazione in cui versa la politica cittadina, sia sotto il profilo delle scelte dell’Amministrazione in merito alle aziende partecipate, sia, ed era il tema centrale della serata, da punto di vista della democrazia consiliare e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

Casella di testo: Rozzano e la Rivoluzione Americana
Thomas Jefferson, il parmigiano e le campagne rozzanesi alla fine del settecento

N. 8 Novembre 2015

Niccolò De Rosa

Che cosa lega il territorio di Rozzano al formaggio Parmigiano e a uno storico presidente americano? No, non è l'incipit di una pessima battuta, ma una di quelle occasioni in cui la Storia gioca con sé stessa, creando bizzarri accostamenti. Accadde infatti che nel 1787, Thomas Jefferson, principale autore della Dichiarazione d'Indipendenza Americana, approfittò della sua permanenza in Europa come diplomatico della neonata nazione statunitense per intraprendere un viaggio  che, partendo da Parigi, lo portò a discendere verso le coloratissime campagne della Provenza fino a toccare buona parte dell'odierna Lombardia per poi risalire a Parigi attraverso i caruggi liguri. Lungo il tragitto, Jefferson, che volle viaggiare in incognito e a sue spese (ai tempi non esistevano auto blu o equivoci voli di Stato!), era solito tenere un diario sul quale annotava le curiosità e i differenti usi delle genti che incontrava sul suo cammino, e proprio da questo diario, in data 23 Aprile 1787, si può estrarre un brano piuttosto interessante:

23 April: Leaves Milan. Casino. Rozzano. “It is supposed [Parmesan cheese] was formerly made at Parma, and took it’s name thence, but none is made there now. It is made thro all the country extending from Milan 150 miles.” “The ice-houses at Rozzano are dug about 15.f. deep, and 20.f. diameter and poles are driven down all round.” Binasco. Pavia. “Near Cassino the rice ponds begin and continue to within 5. miles of Pavia, the whole ground being in rice, pasture, and willows…They gave me green peas at Pavia.”

Traduzione: Lasciata Milano. Cassino. Rozzano. “ A quanto pare [il formaggio Parmigiano] veniva originariamente prodotto a Parma, e da lì prende il suo nome, ma ora non viene più realizzato laggiù. Esso viene  prodotto attraverso tutta la zona che si estende nel raggio di 150 miglia da Milano”. “Le ghiacciaie a Rozzano sono scavate a 15 piedi di profondità (circa 4 metri e mezzo, N.d.R) e 20 di diametro ( 6 m circa, N.d.R) e pali sono conficcati tutt'intorno”. Binasco. Pavia. “Nei pressi di Cassino iniziano le risaie e continuano per 5 miglia all'interno del pavese; tutto il terreno disseminato di riso, pascoli e salici...Mi hanno dato piselli verdi a Pavia”.

Jefferson dunque visitò accuratamente le campagne rozzanesi toccate nel profondo dalla rivoluzione agricola iniziata ad inizio secolo, e osservò con attenzione le tecniche agricole diffuse nelle vaste aree intorno ai centri di Milano e del pavese. Qui, come nota il futuro presidente degli Stati Uniti, alla coltivazione del riso si affiancava una rinomata produzione casearia, soprattutto nelle cascine di Ponte Sesto e Gambarone, con metodi di conservazione della materia lavorata  (le ghiacciaie appuntate da Jefferson) davvero ingegnosi e garanti di una certa qualità.

Ecco quindi come un uomo illuminato, padre fondatore della nazione più potente della Terra, riportò con sé in Virgina un ricordo prezioso legato al nostro territorio, e chissà che da oggi,anche a voi, mentre spolverate  di parmigiano il vostro piatto di pasta, il pensiero non corra, almeno per un istante, alle campagne rozzanesi, che tanto incuriosirono quell'uomo venuto dal Nuovo Mondo.

Casella di testo: A novembre Occhi aperti su: API!
A cura del Comitato Occhi Aperti di Rozzano

N. 9 Dicembre 2015

LA SENTINELLA TONY BRUSON

Nel mese di Novembre Tony Bruson ha salvato molti pesci da sicura morte. Facendo il solito giro di perlustrazione delle acque rozzanesi  ha scoperto, vicino all'Humanitas, alcuni pesci moribondi e morti. Ha fatto il percorso a ritroso ed in Via Roma ad Assago ha scoperto che una tubatura fognaria si immetteva nel cavo Corio. Ha subito allertato AMIACQUE ed ha accompagnato i tecnici sul luogo dell'inquinamento. Amiacque ha scoperto, con l’aiuto di Bruson, che tutta una strada di Assago è danneggiata dalle radici degli alberi e dovrà essere rifatta la fognatura. Complimenti alla nostra sentinella.

LA TENDA DEL BUON GIOCO: NO AL GIOCO D'AZZARDO

Abbiamo chiesto alla Sindaca di Rozzano di aderire all’iniziativa contro il gioco d'azzardo denominata la TENDA DEL BUON GIOCO, ma non ci è stato risposto. Ecco il testo della nostra lettera.

“Gentile Signora Sindaco di Rozzano,

siamo venuti a conoscenza dell’iniziativa denominata LA TENDA DEL BUON GIOCO e ci piacerebbe che anche a Rozzano si potesse attivare una iniziativa come quella proposta e della quale allego il LINK per Sua conoscenza.

Sulle nostre pagine facebook ne abbiamo parlato ed una cittadina ha proposto che l’iniziativa parta dall’amministrazione.

Noi ci contiamo e siamo disposti a collaborare.

La preghiamo di fissarci un appuntamento per una proposta da rendere nota alla città

La ringraziamo per l’attenzione e porgiamo distinti saluti.”

PARCO DELLE ROGGE INIZIA LA DEVASTAZIONE: DA PRATI E ALBERI A CEMENTO (IN CLASSE A )

L’impresa che ha acquistato il terreno denominato Parco delle Rogge ha iniziato i lavori demolendo  gli alberi al confine con la strada e salvandone 10 mediante una accurato trasferimento nel vicino terreno di proprietà del Comune di Rozzano.

Abbiamo anche appreso che la capacità edificatoria, già allarmante di 63.000 metri cubi, è stata rivista sulla base delle previsioni del PGT.

Chiederemo di verificare i nuovi progetti

IL COMITATO OCCHI APERTI NON INTENDE DIFFAMARE NESSUNO, MA SOLO INFORMARE

Abbiamo ricevuto una lettera firmata dalla "Fatina Bianca" con la quale ci informa che " qualora dovesse essere speso il mio nome (ovvero pseudonimi) con finalità diffamatorie, offensive o lesive della mia onorabilità ... non esiterò a tutelare i miei interessi nelle opportune sedi giudiziarie"" Ebbene, non ho mai inteso offendere nessuno e lo pseudonimo Fatina Bianca è utilizzato per evitare di scrivere il nome di chi ha acquistato il terreno al prezzo di 821.000 € e l'ha rivenduto alle cooperative, che probabilmente ora costruiranno un complesso di ben 63.000 mc, al prezzo di 14 milioni e rotti. C'è anche da dire che il terreno pagato 821.000 euro conteneva diritti edificatori pagati per 957.000 euro. Su questo aspetto la Signora Fatina non si è espressa. Noi non attribuiamo tutta la responsabilità alla suddetta  in quanto riteniamo che una amministrazione vigile (l'allora giunta D'Avolio) avrebbe dovuto tenere un comportamento più attento in difesa dell’ambiente e degli interessi della città.

IL DEGRADO DEL CASTELLO VISCONTEO DI CASSINO NELLE FOTOGRAFIE DEL “GRAFFIO”

Le immagini del “Graffio” illustrano le drammatiche condizioni in cui versa il più importante monumento della nostra città per il quale si richiede un serio intervento da parte dell’amministrazione perché venga messo almeno in sicurezza.

Casella di testo: Fallimento API e “questione partecipate”
Intervista al segretario cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà Franco Spiccia

N. 9 Dicembre 2015

PF - Sig. Spiccia, l'argomento del giorno nel nostro comune è la vicenda API e le gravissime difficoltà in cui versa. È una situazione non solo locale purtroppo.
Il sistema delle aziende a partecipazione pubblica si è rivelato un fallimento sia sotto l'aspetto dei risultati gestionali,  sia per lo sperpero di denaro pubblico. Questo vale per molte realtà e sopra tutte Rozzano. Ora il legislatore ha giustamente imposto che l'utilizzo di società di questo tipo sia limitato nel numero e nelle funzioni, ponendo fine ad anni in cui si è registrata un'autentica invasione di campo: amministratori di vario livello che si improvvisavano manager e, con i soldi dei contribuenti, compravano azioni, creavano società gestite con logiche non sempre e solo aziendalistiche. Il che per questo tipo di realtà può andare bene, in una certa misura, se  vengono prese in considerazione, come dovrebbe essere, istanze sociali, mentre sicuramente non va bene se le scelte  sono guidate dalla ricerca del consenso elettorale (cosa che inevitabilmente accade), dal clientelismo, da pratiche di arricchimento personale.
PF - E questo è quello che è avvenuto anche a Rozzano ?
Rozzano da questo punto di vista è stata paradigmatica: un proliferare di aziende partecipate, consigli di amministrazione composti da personale politico di dubbia competenza, gestione di attività - quale l'erogazione del riscaldamento - che non fanno parte di quelle storicamente in capo alla pubblica amministrazione. È mancata e continua a mancare una visione "istituzionale" di tutta la vicenda partecipate; ammesso e non concesso che fosse necessario avere un'azienda che gestisse il teleriscaldamento, occorreva anche avere ben chiaro che questa doveva essere un patrimonio di tutta la città, che andava oltre gli schieramenti politici e le eventuali alternanze di governo. Ecco perché era necessaria la massima trasparenza nei confronti dei cittadini e dell'organo che li rappresenta, cioè il consiglio comunale. Invece, come ha candidamente confessato un assessore, neppure la giunta aveva la possibilità di analizzare i bilanci delle partecipate. Figurarsi le opposizioni! Anche in questa legislatura il nostro consigliere De Vecchi ha chiesto che nei consigli di amministrazione sedesse un rappresentante delle opposizioni, non per occupare poltrone, ma appunto nell'ottica di un maggior controllo e contributo da parte di tutte le forze politiche che rappresentano i cittadini. Purtroppo però al PD di Rozzano tutto ciò non importa: l'importante è ricompensare con un cadreghino chi si pone al servizio della causa o l'ultimo saltato sul carro. Una vergogna.
PF - E in questo contesto si colloca la vicenda API, la società partecipata per la quale è stato chiesto il concordato preventivo. Lei che giudizio dà ?
Il fallimento di API è anche un fallimento delle giunte D'Avolio e Agogliati. Quest'ultima cerca di giocare il ruolo dell'incolpevole che si sforza di riaggiustare i danni fatti da altri ma tutti sanno che è pienamente coinvolta nelle scelte fatte dalle amministrazioni precedenti nei confronti delle quali, per altro, lei ha dichiarato di porsi in continuità. Allora ci spieghi come mai il progetto teleriscaldamento ha prodotto ai cittadini solo danni: prima un tentativo di assoggettare il quartiere Alboreto ad un contratto capestro per la manutenzione, poi bollette per il quartiere ALER nettamente più alte - anche più del 60 % - rispetto a chi vive in case private, poi la beffa della richiesta degli arretrati di quattro anni fa.
PF - Perché è successo tutto questo?
Su questo progetto, mi spiace dirlo, presunzione e improvvisazione sembrano la cifra distintiva di questa amministrazione e di quelle precedenti. Presunzione per aver messo in campo un progetto ambizioso pensando di aver trovato l'albero degli zecchini d'oro dal quale attingere facilmente risorse  infinite per alimentare un sistema di potere (quanti dipendenti è arrivata ad avere API ?); improvvisazione per non aver pensato ad un piano B che permettesse di affrontare difficoltà impreviste nella realizzazione di quanto immaginato.  La possibilità che non tutto andasse come sperato non è stata neanche presa in considerazione. Tra l'altro tutto questo è costato tantissimo in termini di progettazione. Non è stato neanche chiarito agli inquilini del quartiere ALER che il costo del rifacimento della rete sarebbe stato pagato da loro, perché di questo in effetti  si tratta, altrimenti non si giustificherebbero bollette così salate. Si è andato avanti di promessa in promessa, sempre verbali e sulla fiducia.
PF - Vede qualche segno di discontinuità tra la giunta Agogliati e quelle di D'Avolio?
Mi dispiace molto dirlo, ma non mi sembra proprio. Il primo segnale che aspettavo, proprio perché la grave situazione delle partecipate era ormai di dominio pubblico, era proprio un ricambio nei consigli di amministrazione delle società comunali. Invece è stato un disastro. Mi può spiegare la Sindaca, in una situazione come quella di API, dove un dirigente decide di sottoscrivere un contratto in derivati con la banca che le eroga un finanziamento, quale analisi, critica, controllo, possono apportare esercitare consiglieri che non hanno alcuna competenza in materia finanziaria e che dovrebbero essere lì a tutelare l'interesse pubblico? Sa quanto ci costa questo derivato?
Anche l'atteggiamento della maggioranza mi sembra ancora estremamente chiuso al confronto costruttivo. Spero che il nuovo capogruppo del PD si dimostri più disponibile di chi lo ha preceduto, il quale, come lei stesso ha potuto sperimentare, si è negato addirittura anche ad una serata di confronto  organizzata dal suo mensile.  Che cuor di leone! Inoltre, e anche questo è fatto stranoto, il consigliere De Vecchi continua a lamentare l'inefficienza delle commissioni dove non si riesce a svolgere alcuna funzione propositiva: tutto viene deciso in giunta e il Consiglio ratifica. Con l'aggravante
che lo spessore politico dei consiglieri di maggioranza in questa legislatura sembra ancora inferiore a quello delle precedenti dove, ricordo, abbiamo avuto casi di "insubordinazione" ai diktat davoliani.  D'altra parte, e questa è un'altra inaccettabile prassi, continuano a sedere sui banchi della maggioranza dipendenti a contratto annuale di AMA. Un caso palese di inopportunità che non sembra scalfire i democratici rozzanesi. Casi di conflitti di interesse che si contano a decine e che vengono vergognosamente accettati, per fortuna non da tutti visto che negli anni molti esponenti storici del fu PCI-PDS-DS hanno lasciato il partito.
PF - Ma una cosa buona, anche piccola, che ha fatto l'amministrazione in questo anno e mezzo, ce la vuole indicare ?
Sicuramente, nel lavoro di tutti i giorni, ce ne sono più di una, altrimenti sarebbe veramente grave. Tra quelle visibili esternamente ho apprezzato il supporto dato ad Agende Rosse per la settimana dedicata alla lotta alla mafia, con la proiezione al Fellini del film di Sabina Guzzanti, la mostra pittorica e altre iniziative collegate. Credo che nella scorsa legislatura questo patrocinio non sarebbe stato concesso. Così come non sarebbe stata concessa la cittadinanza onoraria al giudice Di Matteo.
PF - Infine una domanda su di voi: nell'edizione di Novembre di www.piazzafoglia.it si chiedeva un passo indietro dei responsabili politici della situazione, voi siete spesso accusati di svolgere un'opposizione troppo morbida, quasi accondiscendente. Qual è la vostra posizione sui responsabili politici e come risponde a questa critica?
Non credo che la sindaca darà mai le dimissioni, ma concordo con voi che dovrebbe farlo come atto di assunzione di una responsabilità politica che è evidente sia nella vicenda API sia, più in generale, in tutte le vicende negative che hanno coinvolto le amministrazioni di cui lei ha fatto parte. Credo anche che qualcuno dovrebbe cominciare a pensare seriamente a cosa costruire politicamente per far sì che una volta caduta questa giunta, in qualsiasi momento accada, la guida del nostro comune rimanga nell'ambito dell'area democratica e progressista che ne ha guidato la crescita nel dopoguerra fino alla fine del secolo scorso. Come vede non siamo affatto accondiscendenti. Non ci piace l'opposizione che grida sempre, che sale sempre in cattedra, che per tutto ha una soluzione semplice in tasca, benché  un progetto complessivo di città noi l'abbiamo e ci piacerebbe realizzarlo. In quanto ho detto sopra non mi sembra di essere stato tenero nei confronti della giunta. Le nostre critiche le ribadiamo forti e chiare. D'altra parte la democrazia prevede che chi ha vinto governi anche se, secondo noi, dovrebbe assumersi le responsabilità della situazione in cui versa la nostra città (e non mi riferisco solo al dissesto di API ma anche all'indecente centro cittadino, alla scarsa manutenzione dei beni immobili pubblici e varie altre vicende ) e quanto meno essere più umile e disponibile a confrontarsi con tutti quelli che, come noi, cercano di dare un contributo positivo al miglioramento della città pur restando decisamente forza di opposizione.