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A un anno dall’insediamento della nuova Giunta di Rozzano ci siamo chiesti come la Sindaca si stia organizzando per dare attuazione al suo programma e alle sue promesse. Così abbiamo scoperto che fin dai primi momenti del suo insediamento, la nuova Amministrazione ha proclamato la necessità di mettere mano all’organizzazione interna dell’Ente, indispensabile per dare attuazione a quanto sopra detto.

Dopo 9 mesi di analisi e approfondita  riflessione, però,  ancora non  è stata presentata alcuna proposta ufficiale, o meglio,  forse giovedì 19 marzo potrebbe essere la data giusta per vagliare e licenziare l’attesa nuova organizzazione operativa dell’ente (chissà se è un caso la scelta della Festa del Papà!).

L’aspettativa è notevole. In particolare fra i lavoratori dell’Ente il momento è topico e  le voci di corridoio impazzano anche perché, come potete immaginare, con questa scelta si definiscono ruoli, funzioni, incarichi: per dirla in altre parole, la vita professionale dei dipendenti del comune di Rozzano.

A quanto pare la metodologia adottata pare assolutamente in linea con quella nota e  sperimentata a livello governativo, dal giovane Presidente del Consiglio Renzi: politica degli annunci: faremo presto, faremo subito, faremo bene….

esclusione delle organizzazioni sindacali dal processo;

ricerca di rapporto diretto con singoli  lavoratori;  in un primo tempo si proclamava la volontà di ascolto di tutti i lavoratori singolarmente, ora solo con alcuni, individuati quali soggetti ‘sostenitori’ della nuova amministrazione;

estromissione della Dirigenza ridotta a un ruolo meramente notarile delle decisioni assunte;

Del resto vale la pena ricordare che un piccolo saggio sugli strumenti innovativi e sulle modalità di intervento per rendere maggiormente efficiente la macchina comunale, l’Amministrazione lo aveva  già reso operativo lo scorso mese di gennaio: con un colpo di spugna ha di botto azzerato le figure apicali, funzionari con  posizione organizzativa,  cinghia di trasmissione organizzativa tra la Dirigenza  e i diversi uffici che molto spesso  spaziano in materie e settori estremamente diversificati (a esempio dal Finanziario alla Polizia locale).

Ci pare si possa dire che questa Amministrazione Comunale ha attuato una vera e propria rivoluzione del sistema premiante:  bastonare i diretti collaboratori della Dirigenza, coloro che nell’attuale lacunoso assetto organizzativo con un numero di Dirigenti sempre più ridotto,    tenevano faticosamente  insieme organizzativamente la struttura.

Quindi è con questa illuminata scelta che la nuova Sindaca e la sua Giunta hanno inteso attrezzarsi per dare attuazione ai programmi della campagna elettorale, mortificando e punendo i lavoratori dell’ente?

Nonostante tale illuminata scelta, che qualsiasi imprenditore nella gestione di un’azienda privata avrebbe considerato suicida, l’Ente ancora resiste, si coglie qualche affanno e qualche crepa , ma resiste.

Si attende quindi con trepidazione la risoluzione finale.

Ambienti accreditati valutano che se venisse confermata la validità della  natura innovativa della proposta il modello potrebbe  anche essere esportato e assunto a ‘modello pilota’.

Casella di testo: Rozzano, esperienza pilota di riforma della Pubblica Amministrazione?
Note sulla riorganizzazione dell’ente

N. 2 Aprile 2015

Casella di testo: Con API si vola! 
…ma i lavoratori della “partecipata” comunale restano a terra, senza stipendio e senza lavoro

N. 3 Maggio 2015

F.S.

Come era già stato ampiamente preannunciato, la vicenda API, la società partecipata del nostro comune in liquidazione, si appresta a concludersi con il licenziamento di ventidue dipendenti. Una soluzione amara figlia di anni di  mala gestione e nipote di mega progetti che avrebbero dovuto fare di Rozzano il paese di Bengodi e dell'azienda stessa l'albero degli zecchini d'oro. L'impantanamento del progetto del teleriscaldamento è stato il colpo di grazia ad un'azienda che, come spiegato dall'amministrazione, ha un solo committente (il Comune stesso) per un importo totale di lavori inferiore di circa 250.000 euro al solo costo del lavoro dei dipendenti. Tutto il resto (manutenzione dei mezzi, locali, assicurazioni , ecc.) è ulteriore perdita. Nel 2014 il bilancio si è chiuso in rosso per quasi 2,2 milioni di euro.
A fine marzo scorso Forza Italia ha denunciato alla magistratura contabile API per il mancato pagamento dei tributi comunali.
Le trattative con le rappresentanze sindacali non hanno portato a nulla visti i pesantissimi sacrifici richiesti alle maestranze (che tra l'altro già percepiscono gli stipendi a spizzichi e bocconi).
Come ciliegina sulla torta, aggiungiamo che il progetto del teleriscaldamento non ha portato benefici alla città. Gli abitanti del quartiere
ALER pagano tariffe altissime certamente non giustificate dalla qualità del servizio ma molto probabilmente da una convenzione che tende a scaricare sugli inquilini i costi di manutenzione della rete ed altro mentre le lamentele di chi ha l'appartamento freddo e di chi l'ha troppo caldo si susseguono puntuali ogni inverno.
Nell'ultimo consiglio comunale l'amministrazione ha respinto l'emendamento del M5S tendente a salvare alcuni lavoratori in esubero ricollocandoli in AREA SUD MILANO, altra azienda di cui il nostro Comune è azionista, a fronte di un documentato ricorso di quest'ultima al lavoro straordinario. Ad onor
del vero, in quella occasione abbiamo assistito ad una scena tragicomica: i consiglieri pentastellati hanno esibito un documento prodotto da AREA SUD nel quale venivano riportate le ore di lavoro straordinario effettuate da ciascun dipendente nell'ultimo anno. Vi era uno stakanovista che ne contava 1500 ( circa 29 ore a settimana, 3 giornate e mezzo di lavoro ordinario ). La Sindaca, spaesata, ha obiettato che la tabella riportava in realtà gli euro percepiti per straordinari anche se la lettera accompagnatoria parlava specificamente di ore di lavoro. Rimane quindi da chiarire questo fatto non di poco conto. D'altra parte la trasparenza non è mai stato un pregio di questa amministrazione, soprattutto per quanto riguarda l'accesso ai dati e agli atti delle società partecipate.
Le opposizioni hanno bocciato unanimemente il progetto di ristrutturazione votato invece dalla maggioranza.
Va aggiunto tra l'altro che anche AREA SUD non è che versi in ottime acque: i comuni di Corsico e Cesano Boscone le hanno revocato gli appalti e, in questa prospettiva, rimane difficile immaginare un incremento della forza lavoro.
La presentazione al Consiglio Comunale del piano industriale delle partecipate non ha visto alcuna assunzione di responsabilità da parte dell'attuale primo cittadino che anche nella
scorsa legislatura ha avuto le deleghe alla partita. Né vi è stata assunzione di responsabilità da parte del capogruppo del partito di maggioranza, il PD,  che per anni ha guidato il Comune e quindi indicato, indirettamente, gli amministratori di queste società. Piazza Foglia aveva già commentato le ultime nomine effettuate dopo la tornata elettorale della scorsa primavera: un misto di trombati, politici di lungo corso, amici saltati sul carro del vincitore o nei confronti dei quali c'era un debito politico relativo alla precedente legislatura. Pochi potevano vantare specifiche competenze manageriali o giuridiche. Insomma il peggio della vecchia politica. Nessun possibile controllo dall'interno di soggetti autonomi o, Dio ne scampi, dell'opposizione. Intanto dirigenti che per anni hanno dettato la linea della politica industriale di AMA e delle partecipate rimangono al loro posto a percepire stipendi che giudicando dai risultati sono del tutto immeritati, quando probabilmente in un'azienda privata sarebbero stati accompagnati alla porta già da tempo.
Invece, con triste coincidenza di date, il giorno prima della festa del lavoro, API ha comunicato al Comune di Rozzano di voler attivare le procedure previste dalla legge 223/91 sui licenziamenti collettivi. La nostra speranza è che si riesca ancora
a salvare qualche posto di lavoro. Nella ben augurata ipotesi ciò accada, il nostro timore è di vedere qualcuno tra gli amministratori attribuirsene il merito e cantare vittoria come se le responsabilità di questa vicenda ricadessero altrove e i costi sopportati dalla città non fossero comunque altissimi.

Casella di testo: Apri l’occhio!
Intervista ad Adriana Andò fondatrice e animatrice del comitato Occhi Aperti di Rozzano.

N. 3 Maggio 2015

A.P.

1. Molti cittadini di Rozzano, che frequentano i social media, conoscono l’attività del Comitato Occhi Aperti. Vogliamo ricordare perché,  come, con che obiettivi  e quando è nato?

Il Comitato OCCHI APERTI è nato da una mia idea nel 2009, subito dopo le elezioni che hanno visto l’ex Sindaco rieletto per il governo della città di Rozzano.

I comitati nascono solitamente per  rispondere a un obiettivo specifico. OCCHI APERTI ha un obiettivo ambizioso: quello di far crescere cittadini responsabili e con gli OCCHI APERTI. Pensiamo sia indispensabile creare una rete che ci faccia sentire titolari di diritti con i quali l’Amministrazione deve confrontarsi.

 

2. La vigilanza e l’osservazione sono i primi e necessari momenti per sviluppare una vera cura del proprio territorio. I cittadini organizzati, e non, sono le “sentinelle” che attuano questa vigilanza, ma senza una vera interlocuzione con le amministrazioni locali e,  soprattutto, con gli uffici preposti, questo aver cura non può tradursi in un’opera efficace di manutenzione. Quali sono i rapporti che riuscite a intrattenere con gli uffici comunali e con la parte politica?

Nel nostro gruppo abbiamo la sentinella più in gamba di Rozzano ed è TONY BRUSON che da decenni controlla il territorio, denuncia situazioni di inquinamento del territorio e collabora con le Amministrazioni per le soluzioni dei problemi.

Le sentinelle di Rozzano sono tante e il Web ci aiuta a comunicare.

L’Amministrazione ha un servizio che risponde ad ASCOLTO CITTADINI, al quale inviamo le segnalazioni più varie, quasi sempre con materiale fotografico, dal tombino rotto, ai rifiuti abbandonati per strada, ai più disparati problemi pratici. Gli impiegati rispondono sempre gentilmente e spesso risolvono i problemi pratici.

Il rapporto con gli Amministratori non è buono perché, a nostro avviso, non rispettano il Territorio e i Cittadini. Con le nostre battaglie siamo riusciti a ottenere qualche successo: i campi sportivi di viale Campania per il momento sono salvi, il cinema Fellini per il momento non verrà demolito, non verrà costruito un mostro in via Arno, che sarebbe sorto con il Piano Integrato N. 10, che noi abbiamo smontato pezzo per pezzo. Sono successi importanti che non tutti conoscono, ma che ci danno l’idea di essere sulla giusta strada.

 

3. Ci vuole ricordare qualcuno dei più recenti fatti che il Comitato ha portato alla luce o ha contribuito a far conoscere?

Siamo riusciti a far bloccare il progetto del “raddoppio” della Chiesa di S. Ambrogio direttamente dal Ministro Franceschini, insieme ad altre Associazioni: Italia Nostra e Associazione per il parco Sud Milano. Stiamo portando avanti una battaglia decisa e determinata per aiutare i cittadini di Quinto che da decenni vengono afflitti da ODORI insopportabili per immissioni nell’aria, sicuramente mefitiche se non anche pericolose, da parte di qualche azienda di Quinto. Per il ponte di 38 metri che sta nascendo nel parco, che l’amministrazione chiama “Ponticello”, stiamo cercando di capire come procedere. Abbiamo sollevato il problema delle case ALER, già prima che il problema fosse di dominio pubblic, e abbiamo aiutato i Presidenti delle Autogestioni a creare il comitato TUTTI INSIEME.

 

4.  Il Comitato, oltre a esercitare la vigilanza su aggressioni e degrado di ambiente e territorio, ha portato all’attenzione della Città interventi edilizi e procedimenti urbanistici che, a vostro avviso, fanno dubitare della presenza di irregolarità e “anomalie” procedurali. Vuole ricordarci qui qualche fatto e gli eventuali sviluppi seguiti alle vostre denunce?

Le nostre denunce partono fin dal 2010. La prima si riferiva al Piano Integrato Valleambrosia SUD con il quale è stata venduto (fra le altre cose)  l’imbocco della Via Aspromonte : 650 mq circa di strada al prezzo di 38.000 euro con la motivazione che, essendo la strada in ottimo stato di usura, la demolizione sarebbe costata molto.

Un’altra denuncia fa riferimento al Parco delle Rogge, nel quale abbiamo assistito alla vendita di un terreno di proprietà comunale al prezzo di 821.000 euro e questo terreno è stato rivenduto un’ora e cinque minuti dopo al prezzo di 14.250.000 euro.

Un’altra denuncia riguarda l’acquisizione dell’area ex Poclain da parte del Comune  al prezzo di 9.500.000 euro, quando il suo valore era di 1.800.000 euro.

Sono del parere che la Magistratura deve fare il suo corso. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i Cittadini a un maggiore controllo preventivo sui fatti amministrativi,  per evitare che ci sia abuso di potere o reati anche più gravi. Solo se cambiano i Cittadini, possono cambiare i politici.

 

3. Piazza Foglia è un mensile e non può competere con la tempestività informativa di Facebook o di un blog, ma può rappresentare un momento di riflessione e approfondimento sui temi sollevati dai social media. E in tal senso ci siamo sin qui mossi. Come pensa che possa ulteriormente svilupparsi una dialettica  e una efficace “divisione” dei compiti tra un giornale come il nostro e il quotidiano lavoro informativo che il Comitato Occhi Aperti svolge sui social media?

Il Web è veloce nel dare informazioni e anche nel sotterrarle. Un mensile come Piazza Foglia che si rivolge alla città di Rozzano può fare approfondimenti delle notizie del mese. A mio avviso dovrebbe occuparsi solo della città di Rozzano, perché è un periodico locale. Le notizie del mondo sono trattate ampiamente da quotidiani, riviste, Web, TV. Nella nostra pagina Facebook noi trattiamo quasi esclusivamente questioni che riguardano Rozzano e però ci allarghiamo sui problemi del territorio che possono incidere su Rozzano quali, per esempio, la questione della trivellazione di un pozzo esplorativo a Zibido S. Giacomo che inciderà sicuramente su Rozzano perché considerata zona a rischio.

Casella di testo: Un anno passato a frugare nel portafoglio

N. 4 Giugno 2015

F.S.

La ricorrenza di un anno dalle scorse elezioni amministrative, che hanno portato all'insediamento della nuova giunta guidata da Barbara Agogliati, è un'ottima occasione per  fermarsi un attimo a dare un primo sintetico giudizio su questa Amministrazione o per ricordare fatti significativi che hanno interessato la nostra città. Tra questi ultimi spicca nettamente l'indagine che ha coinvolto l'ex Sindaco D'avolio e alcune altre figure della macchina comunale. La scena delle Fiamme Gialle nelle stanze del nostro palazzo municipale non è stata certo edificante. Per alcuni non ha rappresentato una sorpresa ma, piuttosto, un intervento che attendevano da tempo affinché fosse accertata la liceità di alcuni atti delle Amministrazioni precedenti. Come sappiamo i tempi della giustizia sono lunghi ma più d'uno ha già emesso sentenze politiche su situazioni che, al di là dell'aspetto giudiziario, presentano molte criticità dal punto di vista dell'etica politica e della trasparenza nella gestione della cosa pubblica.

La nuova Amministrazione, presentatasi con la novità dei consigli comunali anticipati al pomeriggio (novità che ad un anno di distanza solleva ancora perplessità), ha mostrato, a nostro avviso, una scarsa - a esser buoni - capacità progettuale e la mancanza di una prospettiva ben definita di sviluppo (che non vuol dire sviluppo in metri cubi) della città. Ciò, evidentemente, è dovuto alla gravissima situazione economica in cui versano le casse delle Aziende partecipate e di conseguenza quelle comunali: tutte le energie sono andate a concentrarsi su questo aspetto amministrativo che, giustamente, è considerato fondamentale. Le risposte della giunta Agogliati sono indirizzate ad un taglio radicale di alcune spese correnti, al massimo contenimento di altre, alla ricerca disperata di quattrini per far tornare i conti. Un po' come in una famiglia in cui si è scialacquato, all'improvviso si decide di risparmiare anche sull’essenziale. Di fatto non si procede più al taglio dell'erba in molte aiuole, il decoro urbano lascia molto a desiderare, si cerca di racimolare soldi vendendo il diritto di superficie di tutti gli edifici costruiti in edilizia convenzionata, si chiede il pagamento anticipato della retta della mensa scolastica, si applicano (attraverso AMA) tariffe del teleriscaldamento assai esose, ecc. ecc. I grandi progetti, o meglio, le manie di grandezza del passato sono sepolte. Ci si accontenta di vedere faticosamente portare a termine opere iniziate più di un lustro fa come il prolungamento della linea del 15 o lo spacchettamento dei palazzi di via Mimose e via Mandorli, i cui costi, tra l'altro non gravano sul bilancio comunale. Nessuno osa parlare di rifacimento del centro cittadino, le storiche promesse di piste ciclabili sembrano quanto mai inattuali visto lo stato in cui versano molte strade, il progetto del teleriscaldamento ha, diciamo, dei problemi. Ora c'è da occuparsi dei lavoratori API che rischiano il licenziamento. Poi forse di altre società nelle quali AMA ha quote di partecipazione.https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif

Insomma Rozzano ha visto tempi migliori. Perché torni a vederli c'è bisogno del contributo di tutta la comunità. Occorre che l'Amministrazione si apra ad un confronto vero con tutti, coinvolgendo di più i cittadini, non per acquisirne i consensi, ma per sentirne le proposte e ascoltarne le esigenze, confrontandosi  con le associazioni e i partiti che vorranno dare il proprio contributo (speriamo tutti), e affidandosi meno a quei tecnici e dirigenti che in questi anni hanno indicato o avallato scelte  che si sono rivelate esiziali. Insomma, al contrario di quanto  sostenuto della Sindaca Agogliati nella scorsa campagna elettorale, pensiamo che ci voglia meno continuità con le precedenti politiche amministrative. Per causa di forza maggiore ciò, in parte, sta avvenendo.

Casella di testo: A maggio Occhi Aperti su...
A cura del Comitato Occhi Aperti di Rozzano

N. 4 Giugno 2015

Iniziamo con questo numero la pubblicazione di un report mensile di quanto osservato, segnalato, denunciato dal Comitato Occhi Aperti di Rozzano in merito ad ambiente e territorio. Il report è a cura del Comitato che ci invia un breve sunto della sua attività che viene comunque sempre aggiornata sulla sua pagina Facebook

 

ODORI A QUINTO DE’ STAMPI

presentato esposto al Comune - ARPA – ASL etc.

il Comune risponde molto vagamente  e non ritiene di dover guardare alle industrie che operano proprio dove si sentono gli odori ovvero nella Via Volturno

CHI SPARGE VELENI PER UCCIDERE LE NUTRIE?

Qualche contadino, stanco di vedersi rovinare i terreni dalle nutrie, sparge veleni nei campi provocando la morte di volpi, uccelli e pesci ed avvelenando le acque. Tony Bruson sta indagando su questo.

VIADOTTO NEL PARCO LUNGO 38 METRI

Presentato esposto alla Procura della Repubblica per denunciare l’autorizzazione di accesso ad un luogo pubblico a favore di un privato senza regolare delibera del Consiglio Comunale.

PARCO DELLE ROGGE

Hanno montato una baracca di Ufficio Vendite e delimitato l’area di cantiere: sembra che abbiano voglia di distruggere altro territorio verde per costruire altri palazzi inutili.

TRIVELLAZIONE ESPLORATIVA A ZIBIDO S. GIACOMO

L’associazione dei cittadini di Zibido ha presentato riscorso al TAR. Il comitato OCCHI APERTI ha aderito alla raccolta fondi.

INQUINAMENTO DELLE ROGGE DI ROZZANO

L’amministrazione di Assago risponde che è vero. Hanno dovuto scaricare la fognatura nelle rogge perché sono stati rubati i cavi di rame. OCCHI APERTI chiede di ripopolare le rogge con la fauna ittica scomparsa.

OCCUPAZIONE ABUSIVA DI UN’AREA PUBBLICA A QUINTO DE’ STAMPI

Perché l’amministrazione ha lasciato costruire baracche, crescere alberi, creare recinzioni senza obbligare l’abusivo a smantellare e richiedere i danni? Lo scopriremo.

QUINTO DE’ STAMPI

Vicino agli orti un’area di discarica abusiva lasciata all’abbandono.

CHIESA DI S. FERMO A QUINTO DE’ STAMPI

E’ lì dal 1.400, ma molti l’hanno scoperta ora. Un altro piccolo gioiello d’arte a Rozzano.