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Rozzano Anno V - N. 6 – Luglio 2018

Anno V- n.6 – Luglio 2018

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

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Casella di testo: La riforma della legittima difesa proposta da Salvini: nessuna urgenza, solo demagogia

Franco Spiccia

Tra il peggio che possiamo aspettarci dal governo guidato, di fatto, da Salvini, c’è la modifica in senso meno restrittivo della legge sulla legittima difesa. Come Piazza Foglia ci eravamo già occupati di questo problema nel numero di aprile 2017, con un articolo critico molto tecnico dell’avvocato Roberto Mangogna, che rimane attualissimo e che potete rileggere cliccando qui. Oggi abbiamo qualche dettaglio in più sulla proposta di legge che la Lega intende avanzare in Parlamento. Il punto 1 della proposta di legge recita: ”Si considera che abbia agito per legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’ingresso o l’intrusione mediante effrazione o contro la volontà del proprietario o di chi ha la legittima disponibilità dell’immobile, con violenza o minaccia di uso di armi di una o più persone , con violazione di domicilio”. Norma scritta coi piedi da un punto di vista formale. In pratica verrebbe eliminato il principio della proporzionalità tra la minaccia e la reazione: se entri in casa mia contro la mia volontà, con violenza e minacciandomi io ti posso sparare. Non importa perché, non importa se te ne stai andando, non importano gli altri elementi fattuali. La difesa del proprio domicilio diventa più importante della vita di una persona in ogni caso, senza neppur poter valutare se le circostanze dovessero determinare un diverso comportamento della vittima dell’intrusione. Non si capisce se il Magistrato possa almeno valutare se la vittima fosse, per esempio, entrato in casa invitato/a dal partner di chi ha sparato per mostrargli/le la collezione di farfalle. E se il Magistrato deve valutare, deve ipotizzare un reato e tutelare le persone sulle quali indaga attraverso un avviso di garanzia?  E contro questo avviso di garanzia, la Lega scenderà in piazza?

Ancora una volta la propaganda fatta soprattutto da certi media ha sortito l’effetto desiderato di preparare il terreno per un intervento legislativo, atteso da una parte dell’opinione pubblica (che, ahimè, i sondaggi collocano nella popolazione meno istruita) minoritaria ma in forte crescita, quasi si trattasse del toccasana per fermare i furti nelle proprietà private. È molto più probabile invece che possa diventare un incentivo anche per i ladri ad utilizzare con minori cautele le armi da fuoco per prevenire eventuali reazioni delle loro vittime. L’insistenza con cui Salvini perora l’urgenza di questa modifica di legge fa a pugni con le statistiche sui crimini registrati nel nostro paese, in considerevole calo nell’ultimo anno, e soprattutto con i casi concreti di persone condannate per eccesso colposo di legittima difesa. Persino il fondo che la Regione Lombardia aveva messo a disposizione delle persone indagate per questo reato, è rimasto completamente inutilizzato (neanche il ristoratore del lodigiano protagonista di un famoso caso di cronaca vi ha fatto ricorso). Tutto ciò senza volersi soffermarsi sull’assurdità di una Regione che dà soldi a chi deve difendersi dall’accusa mossa da un giudice dello Stato: lasciamo alla fantasia dei lettori ipotizzare altri casi limite in cui una Regione decidesse di sostenere gli imputati di altri tipi di reati.

Va ribadito che già con l’attuale legge, chi esercita in maniera sensata e proporzionata il proprio diritto alla difesa, non corre alcun rischio di conseguenze giudiziarie. Ma così come in altri ambiti della politica si cerca di far arrivare agli elettori risposte semplici per problemi complicati (in questo caso neanche tanto), anche in questo campo si propone un’idea molto semplice, ma pericolosa, di giustizia fai da te, una via di mezzo tra legge del taglione e legge del far-west, semplice semplice, fatta apposta per chi non ha voglia di ragionare, di farsi domande complicate tipo “la mia reazione è proporzionata?”.

Laddove forse veramente converrebbe alzare muri affinché non entrino nel nostro paese autentici cancri come la proliferazione delle armi tra i privati, Salvini invece ci propone l’americanizzazione trumpiana della società italiana: muri contro i diseredati, armi ai cittadini, minori tasse ai ricchi (flat-tax). Dobbiamo forse prepararci al peggio anche in campo ambientale?

Pochi giorni fa la stampa ha diffuso una lettera del figlio del calciatore di Roma e Milan Agostino Di Bartolomei morto suicida con un colpo di pistola. In essa vi era un appello contro la diffusione delle armi: anche mio padre -diceva- ha comprato la pistola per difendere la sua famiglia ma in un attimo di debolezza ha rivolto l’arma contro sé stesso. In certi momenti, che durano magari pochi secondi, avere o non avere un’arma in mano fa la differenza. Quanti episodi di suicidio, di femminicidio,  di omicidio per cosiddetti “ futili motivi” si sarebbero potuti evitare se chi li ha commessi non si fosse trovato in mano, in quel preciso momento, una pistola?  

Meno armi girano, meglio è per tutti. È lo Stato che deve difenderci, è lo Stato che deve punire i colpevoli: questo è un ragionamento semplice ma ragionato, frutto dell’evoluzione politica e sociale di secoli nel nostro paese e continente.

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