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Rozzano Anno VI - N. 7 – Luglio 2019

Casella di testo: Diamo ancora i numeri
Dati e pensieri sul voto a Rozzano

Anno VI- n.7 – Luglio 2019

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

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Franco Spiccia

Torniamo ancora sulle elezioni amministrative di Rozzano per fare alcune considerazioni, dati alla mano, su quanto emerge da un’analisi attenta del voto di ballottaggio. Non saremo certo originali perché molti commenti, anche centrati, su cause e conseguenze del terremoto elettorale, sono state fatte nei giorni immediatamente successivi al fatidico 9 giugno. Contiamo quantomeno di essere abbastanza precisi nei numeri al fine di cristallizzarli nella memoria, prima che spariscano dal dibattito e siano surrogati da opinioni soggettive, e di riuscire ad estrarre da loro qualche indicazione sui flussi elettorali del secondo turno.

Il primo dato significativo è, come sempre, l’affluenza alle urne. Al primo turno era stata di 20.316 elettori (il 63,92% con ben 767 schede bianche e nulle). Al secondo turno hanno votato in 14.499 (il 45,62%) esprimendo 14.219 voti validi (quindi 280 schede bianche o nulle). Per il vincitore Ferretti hanno votato in 7.211 (50.71%), per la sconfitta Agogliati in 7.008 (49,29%). In pratica per Ferretti ha votato il 22,69% degli aventi diritto. Un utile esercizio di umiltà potrebbe essere per lui quello di considerare, camminando per le strade di Rozzano, che di quattro persone che incontra, solo il 90,76% di una di loro lo ha votato. Le altre tre virgola qualcosa, no.

Tutti poi dovremmo considerare il brusco calo di afflusso al voto. Tra i due voti si è ridotto del 18%, cioè 5.817 elettori in meno laddove i candidati esclusi dal ballottaggio ne avevano raccolti complessivamente al primo turno 4.639. Barbara Agogliati ha perso per strada ben 607 voti e Gianni Ferretti 74. Gli altri assenti dovrebbero arrivare dal bacino dei voti nulli e schede bianche.

Individuare dove l’ex sindaca abbia perso i voti è abbastanza semplice; perché li abbia persi risulta un po’ più difficile da capire. Sicuramente il numero di elettori che l’hanno “abbandonata” tra i due turni è più alto di 607 perché comunque un discreto numero di elettori di Macaluso e della cosiddetta sinistra radicale non le ha fatto mancare il proprio supporto al ballottaggio: magari in silenzio ma alla fine non se la sono sentita di lasciare la strada spianata alla destra. Scartate altre ipotesi di dubbia fondatezza, la ragione più plausibile per un tale crollo è che il consenso riferito alle liste civiche che la sostenevano non si sia trasferito automaticamente alla candidata ma che anzi, una volta venuta meno la possibilità per molti candidati di essere eletti in consiglio comunale, sia venuto meno il loro impegno diretto e il sostegno di familiari, amici e sostenitori vari. È possibile allora che qualcuno abbia fiutato l’aria e si sia riposizionato in maniera più aderente alle proprie idee o ai propri interessi.

L’Agogliati ha perso nel quartiere ALER ma si è giocata anche parte del grande vantaggio che aveva a Rozzano Vecchio e Cassino. Tra i due turni Ferretti recupera 240 voti in via Orchidee, 159 in via Garofani, 186 a Rozzano Vecchio e 64 a Cassino, l’Agogliati invece ne guadagna rispetto al suo concorrente 7 a Valleambrosia, 30 a Pontesesto e 79 a Quinto Stampi. In tutti i plessi scolastici sedi di voto la sindaca uscente perde voti in valore assoluto tra i due turni (da un -29 a Cassino a un -129 a Quinto Stampi), mentre il suo avversario ne perde ben 208 a Quinto Stampi (la frazione che ha visto il maggior calo di affluenza al secondo turno) ma ne guadagna 143 in Orchidee e 119 in Garofani.

È stato quindi, significativamente, il quartiere popolare che ha voltato le spalle alla candidata di centrosinistra. Sempre parlando di voti assoluti Ferretti vince in Orchidee con 371 voti di vantaggio, in Garofani +166 e a Cassino + 72, perde invece a Valleambrosia di un solo voto, a Quinto di 74, a Pontesesto di 147 e a Rozzano Vecchio di 184. Questi dati rendono ancora più evidente la spaccatura tra voto delle frazioni e voto nel quartiere popolare.

Abbiamo anche cercato di vedere, su campioni particolarmente significativi e macroscopici, se vi fosse una correlazione tra un risultato particolarmente positivo per un candidato al ballottaggio e un risultato sopra la media per uno dei candidati esclusi dallo stesso, in modo da poterne derivare un nesso. Ad esempio, al seggio 21 di via dei Garofani, Ferretti ha avuto il maggior incremento al secondo turno (+49 voti); ebbene in quel seggio al primo turno la candidatura D’Avolio aveva ottenuto un risultato molto superiore (6,26%) alla sua media su tutto il comune (2,47%). Stiamo parlando di poche decine, se non unità, di voti ma, almeno per quanto riguarda D’Avolio, che al primo turno aveva riportato complessivamente 482 preferenze, possiamo ritenere che il travaso di voti a favore di Ferretti ci sia stato. In parte ciò si è verificato anche per il M5S, mentre per quanto riguarda i sostenitori di Macaluso il dato è più controverso ma con una prevalenza probabilmente di spostamento di consenso verso l’Agogliati. Ad esempio, il seggio dove la candidata del PD ha riportato il maggior incremento al secondo turno (+22), cioè il numero 4 di Rozzano Vecchio, aveva visto al primo turno Macaluso ottenere il 19,33% dei consensi, un dato di molto sopra la sua media a livello comunale (10,43%). Questo svuota di significato anche alcune polemiche politiche che si sono registrate in quell’area politica subito dopo il risultato del 9 giugno.

 

Dopo tanti dati, ci consentiamo anche un paio di considerazioni sulle dichiarazioni del dopo voto.

L’ex sindaca non sembra volersi rendere conto che causa della sua sconfitta, seppure di misura e seppure con l’onore delle armi, sono state esclusivamente le sue scelte e, in particolare, da ultima, quella di rifiutare l’apparentamento a Macaluso. Il cercare capri espiatori alla sua sinistra è un esercizio sterile; si analizzino piuttosto gli eventuali errori fatti nella gestione delle varie problematiche del quartiere ALER, si assuma la consapevolezza che il gioco si fa ancora più duro ora che alcune rendite di posizione sono perse e che il consenso va riguadagnato da posizioni nuove e sconosciute.

Il nuovo sindaco Ferretti abbia la saggezza di non farsi trascinare in polemiche inutili innescate da “esuberanze” suoi alleati e sostenitori: Rozzano ha un’anima popolare, democratica ed aperta e non accetterà mai scelte amministrative che ne rinneghino la storia e la cultura.

Macaluso è stato, a nostro avviso, improvvido nel proporsi come colui che ricostruirà il centrosinistra a Rozzano. Inutile mettere il carro davanti ai buoi e il suo nome, temiamo, non susciterà gli entusiasmi di tutti in quel campo. Ha disputato una buona partita con un buon consenso elettorale. Non condividiamo tutte le sue scelte ma ci ha messo coraggio e ha mobilitato molti giovani. Giovani non giovanissimi, quelli che potrebbero essere parte del ceto dirigente della città se il centrosinistra riuscirà a riconquistarla. Per ora si accontenti di questo e di far crescere la sua squadra. Si parli sempre più di programmi, di scelte importanti, di soluzioni, e si lascino da parte le questioni personali. 

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