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Rozzano Anno V - N. 3 – Aprile 2018

Casella di testo: Dopo il 4 marzo
Dalla delusione alla riflessione; dall’amarezza al ragionamento

Anno V- n.3 – Aprile 2018

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

Mail: posta@piazzafoglia.it

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Fiorella Gebel

Qualche mese fa, senza alcuna presunzione di “competenza” ma come potrebbe fare chiunque,   provavo a condividere con voi alcuni pensieri sulla “sinistra” quella che rappresentava valori, ideali, etica e civiltà.  Mi dicevo molto preoccupata del fatto che i problemi in campo fossero molti e ben definiti (provavo ad elencarne qualcuno) ma invece “la sinistra” si occupava delle cosiddette “beghe di bottega” e di “malsani personalismi”, continuando a non essere parte della quotidianità dei cittadini che pure dovrebbe rappresentare.

Il 4 marzo è passato, i cittadini della Repubblica si sono espressi e sul terreno è rimasto… il cadavere della sinistra!

Lo sapevamo, era tutto già scritto, ma sinceramente non so fino a che punto potevamo immaginare una sconfitta di tale portata, una sconfitta che passerà alla storia, che verrà ricordata per sempre.

Tutti voi sensibili alla politica italiana del voto degli italiani sapete già tutto, è ovvio il nostro è un mensile e non siamo certo noi a darvi “la notizia”;  qui in questo piccolo spazio mi piacerebbe però rileggere alcuni dati ed invitarvi a fare riflessioni dentro di voi, con i vostri colleghi, i vicini di casa, gli amici, magari potrebbe aiutarci a confronti collettivi futuri.

Pertanto: alla Camera (al Senato una manciata di voti in più per il PD)  il Movimento 5 stelle al 32,68%; la Lega, abbandonando la sola Lombardia e Veneto, arriva al 17.37% circa, il PD si ferma al 18,72% e Liberi e Uguali supera se stessa con un disastroso 3%, di poco sopra alla soglia di sbarramento (praticamente gli stessi voti che ha sempre avuto Sel!);  altro, nel pianeta della sinistra,  “non è pervenuto”.

Non interessa qui disquisire su come, con questi numeri,  sarà possibile formare un nuovo governo per questo paese, chi ha vinto ci penserà. Credo però che il disfacimento della sinistra debba essere oggetto di serie speculazioni e valutazioni, non alla ricerca unica del colpevole, ma alla ricerca di una nuova strada da percorrere.

Il voto: l’astensione ha raggiunto quasi il 30%, dato più alto dal 1948. In Sicilia e Calabria l’astensione ha sfiorato il 40%.

Il risultato finale di questo voto ci ha consegnato un’Italia divisa in due, come tutti ben sapete, al centro sud il Movimento 5 stelle, al nord il centro destra. Ma un dato che personalmente mi ha molto colpita, è la significativa percentuale che la Lega ha ottenuto anche in alcune città del sud: 23% a Taormina, 9% a Foggia e, badate bene se per puro caso vi fosse sfuggito, a Macerata, città dove un neo-fascista ha sparato e ferito alcuni stranieri, la Lega è passata dallo 0.6% del 2013 al 21%!!

Secondo un’analisi condotta dall’istituto Cattaneo, “i temi del controllo dell’immigrazione, e più in generale del law & order, tradizionalmente patrimonio della destra, sono evidentemente temi che oggi hanno suscitano attenzione e preoccupazione anche nell’elettorato di sinistra che, in parte, si è fatta attrarre da chi ha posto questi temi al centro dell’agenda politica”.

Tutte cose che sappiamo, direte voi, ed è vero; ma se sapevamo tutto perché non siamo riusciti in alcun modo a porre una barriere a questo pensiero, perché non siamo riusciti in alcun modo a contrastare questo pensiero,  perché non siamo riusciti in alcun modo ad avanzare proposte vere e concrete che contrastassero questo bieco e cieco fiume di “sciocchezze”? perché litigavamo, perché pensavamo ai collegi sicuri, perché pensavamo soltanto a cercare un colpevole, chiunque fosse? Perché in assenza di idee si cercano gli alibi.

E questa la sinistra?

Il Movimento 5 stelle si è rivolto, con successo,  ai settori sociali più emarginati che hanno subito le maggiori difficoltà della crisi economica di questi anni sfidando la sinistra sul suo terreno. E ha vinto. Ha ottenuto i consensi degli elettori della sinistra che, sfiduciati dalle politiche del partito di governo, e dalla assenza di altre proposte,  hanno rivolto lo sguardo verso una forza giovane, nuova, emergente, che non era e non poteva essere Liberi e Uguali che non è stata in alcun modo riconosciuta come forza di sinistra alternativa ad un PD, ormai posizionatosi in politiche centriste.

Quello che è accaduto in Italia ha di fatto posto fuori campo la più forte sinistra d’Europa, è stata la vittoria del populismo di Trump contro la stabilità del sistema, sistema che è stata demolito in questi anni dalla cecità e dalla arroganza del sistema politico. E’ stato il frutto di una campagna elettorale condotta dai cosiddetti “intellettuali” dei salotti della politica e dalle sole “chiacchere” di politici pieni di sé e lontani, molto lontani dai cittadini di questo paese. Il fallimento di una classe politica, tutta, nessuno escluso.

Che ha un lascito, però: un’Italia divisa in due come ai tempi dei Borboni.

Da qui, forse, dovremmo provare a ripartire, a ricostruire delle politiche non elitarie, ma capaci di interpretare e guidare non il consenso bensì il bisogno.

Se saremo capaci di ricominciare ad essere guida e capaci di essere interpreti delle realtà cittadine, se saremo capaci di ricominciare a parlare delle “cose” e non delle “persone” forse, ma dico forse, potremo essere ancora significativi per questo paese, in caso contrario potremo continuare a restare alla finestra e, per chi è capace, dilettarsi in argute dissertazioni nei salotti della politica.

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