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Rozzano Anno VI - N. 1 – Gennaio 2019

Anno VI- n.1 – Gennaio 2019

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Casella di testo: Il Decreto Sicurezza e la protesta dei sindaci: due tipi di propaganda

Francesco Bertelli  Movimento Agende Rosse – Gruppo Peppino Impastato Grosseto

E' stato il tormentone di inizio 2019 e continuerà a farsi sentire anche prossimamente. Il dl Salvini (conosciuto come dl Sicurezza) ha innescato una serie di proteste da parte di molti sindaci italiani. Addirittura si è arrivati ad una vera a e propria “disobbedienza civile” da parte di molti pubblici ufficiali (quali sono i sindaci, dettaglio che non va mai perso di vista).

Procediamo con ordine.

Il decreto legge sulla sicurezza (al momento l'unico vessillo che può essere attribuito in sette mesi di governo all'odierno Ministro dell'Interno) ha ristretto notevolmente le maglie della protezione, prima ancora che dell’accoglienza. Uno degli aspetti più controversi , sia sul piano sociale che su quello costituzionale è sicuramente l'abolizione della protezione umanitaria, la quale prima dell'entrata in vigore di questo decreto, veniva concessa a quasi alla metà di chi entrava nel nostro Paese come immigrato. Di fatto, togliendola, aumenteranno le persone che avranno un diniego, raddoppiando l’incremento del numero di migranti irregolari, da settantamila a centoquaranta mila, che si sommano ai cinquecentomila già presenti in Italia .

L'accoglienza è l'altro tasto dolente di questo decreto, il grimaldello su cui si fonda la protesta dei sindaci. La protesta dei sindaci si basa infatti  sul fatto che non essendoci più la possibilità delle persone, e dei richiedenti asilo, di accedere ai servizi come lo Sprar , adesso la possibilità di essere integrati attraverso un percorso di integrazione sociale si ridurrà ancora di più a causa proprio di una serie di depotenziamenti e paletti imposti agli Sprar stessi. Risultato: aumenteranno gli irregolari.

 Dal punto di vista del Governo e del ministro Salvini tale decreto viene annacquato dalla costante propaganda mediatica “del prima gli italiani”, “dell'accoglienza più ordinata” e dei “porti chiusi”. Tutti spot e messaggi che servono a nascondere il nocciolo della questione: se l'intenzione del Governo era quella di creare più ordine provando a risolvere il problema dell'immigrazione, diciamo che l'obiettivo è ben lontano dal suo raggiungimento se l'impianto normativo del dl Sicurezza resta tale.

 Dal punto di vista dei sindaci però vi è un altro tipo di propaganda. In quanto pubblici ufficiali, essi non possono disobbedire ad una legge dello Stato, qualunque essa sia. Siamo alle fondamenta della giurisprudenza. Invocare l'alibi dell'incostituzionalità è stato un errore di principio: non spetta ai sindaci stabilire se una legge sia incostituzionale o meno (che sia il sindaco Orlando, Nardella, De Magistris o il Presidente della Regione Toscana Rossi, ecc). Per due motivi: in primis vi era già stata la firma del Presidente della Repubblica; in secundis è un giudizio , quello dell'incostituzionalità, che spetta esclusivamente alla Corte Costituzionale.

Ogni sindaco che ha partecipato a questa protesta sa che si tratta solo di propaganda. Il problema è che mediaticamente tale scontro si verifica nei confronti di un altro tipo di propaganda, quella leghista di Matteo Salvini, il quale fino ad ora ha stravinto il confronto. Per un semplice motivo: mediaticamente è più bravo.

 Si finisce per tornare nell'epoca di Babele, in cui ognuno fa quello che vuole e sottovalutando la capacità di politico navigato di Salvini e il suo momento d'oro mediatico, ecco che la protesta dei sindaci si è rivelata solo un autogoal a beneficio del loro avversario politico.

 L'unica soluzione, che potrebbe porre fine a questa farsa, è un confronto politico tra le parti. C'è già stato un incontro tra i sindaci che hanno aderito alla protesta e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Altri ne serviranno e saranno doverosi. Al di là dello scontro tra le due propagande (quella si Salvini da un lato e quella dei sindaci dall'altro) è la dialettica politica l'unico argine che può risolvere lo stallo. Il dialogo e il confronto può portare ad una correzione del dl Sicurezza, in meglio. E' interesse anche del governo attuale porre ordine ad una tematica (quella dell'immigrazione) che è molto sentita tra la pancia della gente. Continuando su questo argomento a suon di propaganda infiocchettata a dovere, sottovalutando il disordine che si andrà a creare mantenendo così la norma del dl , non può pagare per sempre. Prima o poi si va a sbattere.

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