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Rozzano Anno VI - N. 5 – Maggio 2019

Anno VI- n.5 – Maggio 2019

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Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

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Casella di testo: Rozzano verso le elezioni: candidati e liste alle prese col PGT

Franco Spiccia

Ci siamo. Mancano pochi giorni al voto per eleggere il prossimo sindaco di Rozzano. Nonostante il numero delle liste e dei candidati sia leggermente sceso (da 17 a 15 le une e da 7 a 5 gli altri) rispetto a cinque anni fa, anche quest’anno la mobilitazione è stata ampia e il clima si è surriscaldato molto anche se non dal punto di vista meteorologico. Sarà interessante vedere quale sarà la partecipazione al voto; partiamo dall’ultimo dato che fu del 67.6 % al primo turno e 40.5% al secondo. In genere questo è un dato che interessa solo a chi perde ma che invece dovrebbe realmente preoccupare tutti. Avevamo un Partito Democratico che riscosse il 35.6% di consensi mentre la Lega (ex Lega Nord) era al 4.7%. Sembra passata un’era geologica. Erano i tempi in cui la candidata del PD Agogliati si dichiarava l’erede di D’Avolio mentre ora se ne dicono di tutti i colori. C’erano tre liste di sinistra, ovviamente in competizione tra loro, e ora la “più a sinistra” è Italia in Comune di Macaluso, ex segretario cittadino del PD. Nel centrodestra ci sono ancora Ferretti e Perazzolo a provare l’assalto all’ultima roccaforte del centrosinistra nel milanese e forse anche oltre.

Per chiudere con i dati statistici, l’Agogliati vinse con 7.653 voti che rappresentavano circa il 24% di tutto l’elettorato rozzanese (e il 61.7% di quelli che votarono al ballottaggio); rispetto al primo turno perse più di 2.000 voti, forse perché l’ampio margine di vantaggio riportato al primo turno non portò alla mobilitazione di tutti i suoi sostenitori.

 

I problemi che il prossimo Consiglio Comunale si troverà in agenda sono di grande rilievo.

Anzitutto andrà rivisto il PGT, il documento e l’atto più importante di governo del territorio, quello che deciderà le sorti della nostra città per tutti gli aspetti urbanistici. Area D3 (l’area a sud della Tangenziale e oltre la strada pavese) e centro cittadino sono i due nodi fondamentali. Cosa dicono a riguardo i cinque candidati?

 

Per quanto riguarda il primo punto, leggendo il programma della coalizione della sindaca uscente, appare evidente che non vi è nessuna volontà di intervenire in maniera sostanziale su quanto già deciso. Celato da rassicuranti parole che parlano di nuovi spazi verdi fruibili, di parco agricolo e tante altre belle cose, si dà il via libera ad un pesantissimo intervento edificatorio, probabilmente più di terziario che di residenziale, che andrà a erodere ampiamente suolo agricolo ad un’area in cui attualmente, ad opera della cascina Sant’Alberto, si coltivano cereali usati per la panificazione. Affermare di voler creare nuovi spazi verdi laddove si coltiva la terra è perlomeno bizzarro: quel verde, utile ed economicamente produttivo, non si crea, c’è già e affermare di “valorizzare” un’area dimezzandone la consistenza ha il sapore di una presa in giro.

 

Il programma del candidato Macaluso non dice nulla di specifico sul tema limitandosi ad un semplice impegno a fermare il consumo del suolo.

 

Qualcosa in più dice Ferretti proprio sull’area D3: volontà di ampliare l’esperienza della Cascina Sant’Alberto e verifica con la proprietà dell’area della possibilità di rivedere la precedente destinazione d’uso. Non è molto ma almeno se ne fa cenno.

 

Il Movimento 5 Stelle dichiara di voler fermare il consumo ulteriore del suolo, proteggendo “in tutte le sedi” le aree verdi sopravvissute. Quindi anche in sede giudiziaria come già fatto dal comune di Pieve Emanuele?

 

D’Avolio dichiara che Rozzano non ha bisogno di consumare altro terreno agricolo (e meno male!), ma basta quanto già previsto nel suo sciagurato PGT (quindi l’area D3 per lui è da considerarsi già cementificata).

 

Per quanto riguarda il centro cittadino, l’ex sindaco ritiene si debba investire sulla riqualificazione di alcuni lotti, prevedendo come extrema ratio anche l’abbattimento di alcuni palazzi con la ricostruzione in altre aree.

Il M5S chiede maggiore collaborazione con ALER, con il superamento degli steccati ideologici e il riconoscimento del Comitato delle autogestioni “Tutti Insieme” come interlocutore primario e parte attiva in tutte le problematiche del quartiere popolare.

Marco Macaluso propone un nuovo centro commerciale al centro della città che diventi punto di aggregazione socio-economico.

L’Agogliati pensa ad inserire nuovi indici nel PGT che consentano di attrarre risorse private per il recupero di aree urbane. La revisione del PGT sarà per la sua amministrazione l’occasione per rivedere le criticità emerse nell’attuazione di alcuni punti dei precedenti PII, soprattutto a Valleambrosia.

 Infine, Ferretti considera necessaria una rivisitazione del progetto “centro cittadino”, concordata con ALER, per una valutazione costi-benefici di quello già approvato dall’amministrazione uscente.

 

Ci fermiamo qui con questa estremamente sintetica analisi comparata tra i vari programmi, limitandola a quello che ci sembra l’aspetto più importante della prossima attività amministrativa. Avremmo gradito maggiore coraggio, determinazione e chiarezza da parte di tutti almeno nell’abbozzare una visione della Rozzano futura. Il timore di un trascinamento di politiche fatte di cemento che produce i mitici oneri di urbanizzazione è fondato. Una scorciatoia per chiunque andrà a governare la città e, in definitiva, la riproposizione di vecchi e deleteri modi di concepire la politica amministrativa, incapaci di quella svolta coraggiosa che i nostri tempi richiedono.

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