Periodico di informazione, cultura, opinioni

Rozzano Anno IV - N. 7 – Settembre 2017

Anno IV- n.7 – Settembre 2017

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

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Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

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Casella di testo: Vaccini e prevenzione: non scherziamo con la salute!

Niccolò De Rosa

Nella nuova Italia delle dietrologie e delle opinioni che si tramutano in fatti, il complotto è ormai il vero fulcro di ogni argomentazione. Tutto è sporco, tutto è marcio, nessuno ci dice come stanno davvero le cose e pertanto ognuno può fabbricarsi la propria verità. Pazienza poi se tale verità viene smentita dall'evidenza, perché il “complotto” è sempre lì, fisso e imperante, pronto a rendere plausibile anche l'impensabile.

In un contesto del genere, perfino il vaccino, un'autentica conquista scientifica che ha permesso all'umanità intera di prosperare, riesce a trasformarsi nel grande male dal quale tenersi ben lontani per non ingrassare l'oscura lobby senza volto di Big-Pharma.

Come si è arrivati a questo punto? Ripercorriamo con ordine la vicenda.

Tutto cominciò nel 1998, quando il medico inglese Andrew Wakelfield, insieme a 12 eminenti colleghi, pubblicò uno studio che, tra le altre cose, suggeriva un legame diretto tra il vaccino trivalente (quello per morbillo, rosolia e parotite) e disturbi dello spettro autistico. Lo stesso Wakelfield però ammise di non aver trovato il nesso causale del fenomeno (cioè perché quel vaccino portasse all'autismo), ma tanto bastò perché la notizia innescasse la polemica da una certa parte di opinione pubblica sempre incline al sospetto generalizzato.

In seguito si è venuto a sapere che la cricca di dottori aveva contraffatto alcuni dei risultati più probanti e i molti studi successivi dimostrarono a più riprese l'inconsistenza di ogni teoria avanzata contro la pratica di vaccinazione . Come se non bastasse, anche la Corte di Cassazione italiana si è recentemente pronunciata in merito (sentenza n° 18358), ritenendo inammissibile il ricorso di un papà di un bimbo autistico che incolpava la vaccinazione antipolio per il disturbo contratto dal piccolo.

Naturalmente tutto questo non è bastato a fermare l'onda no-vax, che anzi ha acquistato sempre più consistenza proprio grazie ad un clima che vede ovunque “poteri occulti” che da qualche tempo sta investendo il nostro Paese e se fino a qualche mese fa il dibattito si risolveva perlopiù in duelli rusticani da tastiera nei vari Social (dove i no-vax sono attivissimi), nelle ultime settimane non sono mancate escalation, come nel caso dell'aggressione verso un deputato PD che aveva osato votare a favore dell'ultimo decreto per rendere obbligatorie alcune vaccinazioni.

 “Libertà di scelta” è il grido di battaglia di questi paladini della medicina (e della democrazia) fai-da-te che la vogliono fare a Big-Pharma, ma ora il rischio è di confondere il sacrosanto diritto d'opinione con l'evidenza dimostrata da anni di progresso scientifico: vaccinare infatti, non è un vezzo accessorio, ma un dovere civico che tutela il vaccinato e mantiene la cosiddetta “immunità di gregge”, necessaria per proteggere anche chi, pur volendo, non può vaccinarsi (come i soggetti affetti da gravi immunodeficienze).

In questo dibattito in cui si mescolano con eccessiva disinvoltura evidenze scientifiche, opinioni legittime, miti e leggende, resta sullo sfondo il tema centrale delle condizioni in cui opera e dell’adeguatezza con cui interviene per la nostra salvaguardia sanitaria e sociale, il sistema sanitario pubblico, soprattutto in materia di prevenzione, in cui rientra il tema dei vaccini.

Quindi che fare, cari anti-vaccinisti? Torniamo indietro di cinquant'anni per seguire un'isteria collettiva, o facciamo riferimento alla scienza e al servizio sanitario pubblico, che ha innalzato di vent'anni la nostra aspettativa di vita e ha impedito che flagelli come vaiolo e poliomielite venissero debellati per sempre? Attendiamo informazioni dalla rete…

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