Periodico di informazione, cultura, opinioni

Rozzano Anno VI - N. 7 – Luglio 2019

Anno VI- n.7 – Luglio 2019

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

Mail: posta@piazzafoglia.it

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Casella di testo: Quattro chiacchiere con il Sindaco
Intervista, lunghetta, con il neosindaco di Rozzano Gianni Ferretti

Segue dalla prima

Piazzafoglia - A proposito di ALER, del quartiere in cui vive circa la metà della popolazione di Rozzano, avete un quadro aggiornato della sua situazione sociale e abitativa e su quali linee di fondo intendete muovervi?

Ferretti - L’assessore competente sta cominciando a cercare e a raccogliere informazioni e proprio stamattina è stata in ALER per capire quanti sono gli alloggi disponibili, quelli che non vengono affittati perché abbisognano di ristrutturazione, gli appartamenti in vendita e rimasti invenduti. Vorremmo capire anche quante case assegnare per l’emergenza abitativa, quante case per i nuclei monoparentali, quante possono essere affittate con l’impegno, riconosciuto economicamente, dell’inquilino a sistemare l’alloggio. Vorremmo anche capire se ci sono sfratti decisi e con quali criteri, bloccando eventualmente quelli che genererebbero ulteriore emergenza. Con ALER abbiamo discusso di questi problemi e proprio da ALER è venuta la proposta di un’associazione che prendesse in carico una quota di appartamenti concordando un affitto con ALER e si occupasse di renderli disponibili per rispondere all’emergenza abitativa, compresi gli sfratti.

Piazzafoglia - Che ruolo pensate per le autogestioni che hanno svolto per la città una funzione importante.

Ferretti - Ho in programma di incontrare le autogestioni proprio in merito alla questione delle tariffe del riscaldamento, perché sarà con loro e con ALER che dovranno essere stabilite delle tariffe eque per il servizio, tenendo conto del fatto che sono state proprio le autogestioni e  ALER a concordare l’attuale tariffa, che, ancorché elevata, AMA non ha accettato. Se poi il Comune dovrà integrare valuteremo anche questo, perché non si può far pagare i costi dell’equilibrio economico di AMA ai cittadini più deboli.

Piazzafoglia - Come Piazza Foglia, abbiamo sempre pensato che  fossero necessari più livelli di azione politica e di intervento sul quartiere ALER: oltre a quello della cura partecipata, con il coinvolgimento delle autogestioni, del patrimonio edilizio vi è  quello della prospettiva di lungo termine, di una riforma complessiva del quartiere, coinvolgendo attori e risorse importanti, all’altezza della complessità e dell’esemplarità della questione. Qual è il suo pensiero.

Ferretti - Vorremmo riuscire a intavolare con la regione un ragionamento di prospettiva, che ci piacerebbe avviare, magari cercando proprio in Europa le risorse e le esperienze che intorno a questo problema ci sono e non sono state adeguatamente sfruttate dal nostro paese.

Piazzafoglia - A proposito di territorio e urbanistica, il Piano di Governo del Territorio (PGT), che è in vigore dal 2012, ha ormai necessità di essere rivisto.

Ferretti - Bisogna innanzitutto capire a che punto sono le iniziative edilizie previste dal piano e, mantenendo l’obiettivo della riduzione del consumo di suolo, verificare cosa è possibile rivedere con questo obiettivo e cosa invece è in stato avanzato di realizzazione e di progettazione. Pertanto se non possiamo intervenire su questo aspetto – il consumo di suolo – non è perché non vogliamo farlo, ma perché non possiamo. Laddove ci sarà spazio per rivedere certe scelte senz’altro le rivedremo.

Piazzafoglia - Una delle situazioni, su cui siamo più volte intervenuti come Piazza Foglia e come Rozzano Oggi, è quella dell’area D3 – Città nuova. L’ultimo lembo significativo di territorio agricolo del nostro Comune su cui grava il pericolo di una ulteriore consistente edificazione di cui questo territorio non ha proprio bisogno.

Ferretti - Sinceramente: è necessario capire a che punto è l’iter per l’avvio di questo complesso progetto e il costo, la fattibilità e la sostenibilità di un’opposizione all’intervento. Ai tempi della sua approvazione io mi espressi chiaramente contro il diluvio di cemento previsto dal PGT, ma dobbiamo fare i conti con la realtà: se è possibile intraprendere un’altra strada la percorreremo, altrimenti vigileremo sui contenuti del progetto che ci viene sottoposto.

Piazzafoglia - Il Comune di Pieve Emanuele, in una situazione analoga, non ha esitato ad affrontare il TAR, uscendo vincitore… si tratta, a nostro avviso, di una battaglia da intraprendere.

Ferretti - Certamente faremo il possibile per scongiurare colate di cemento. Resta la necessità di capire a che punto è l’iter della proposta.

Piazzafoglia - Per quanto riguarda il controverso progetto di “rigenerazione urbana” del centro cittadino, con la sistemazione di Piazza Foglia e la realizzazione del nuovo Fellini, cosa è possibile fare per intervenire sugli elementi di maggior degrado dell’area, le stecche dei negozi e le aree limitrofe, lasciati fuori dall’intervento in fase di attuazione?

Ferretti - Qui le do una notizia in anteprima: il centro polifunzionale, il nuovo Fellini, non si farà. Abbiamo disposto lo stralcio dell’opera, pertanto verrà completata la piazza con il nuovo parco giochi, ma poi l’intervento di fermerà. I soldi che l’Amministrazione deve mettere in questo intervento verranno destinati alla riqualificazione vera dell’area. L’Amministrazione precedente non ha coinvolto ALER, proprietaria delle aree e dei “negozi”, che non poteva partecipare al “bando periferie”, in un progetto condiviso e complessivo di intervento. Ora invece, accantonata la logica sbagliata di questo progetto, ci siederemo con ALER per ridefinire un progetto comune per il recupero e la riqualificazione delle aree. Questo abbiamo detto in campagna elettorale e questo abbiamo intenzione di portare avanti.

Piazzafoglia - Altro nodo fondamentale per il futuro della città è quello delle Aziende Partecipate. Innanzitutto avete ora un quadro più preciso della situazione?

Ferretti - Ci stiamo lavorando. Per quanto riguarda il fallimento di API abbiamo capito che le conseguenze potrebbero essere veramente devastanti se non si riesce a governare bene il percorso. In campagna elettorale i nostri avversari hanno sostenuto, e sostengono, che “i conti sono a posto e adesso vedremo quel che sapete fare”. Non è così. C’è un fallimento da gestire, con immobili all’asta; ci sono delle cause pendenti, che se ci vedessero soccombere come Comune aprirebbero scenari assai negativi. C’è un’altra partecipata, Area Sud, che ha i libri in tribunale e un concordato che dobbiamo rafforzare cercando di uscire dai contratti in perdita, come quello con Sesto S. Giovanni, all’origine del dissesto. Insomma stiamo lavorando su un terreno impervio. E’ mia intenzione soprattutto per quanto riguarda il fallimento API, cercare di evitare il terreno della lite giudiziaria, che, a mio avviso, non è mai conveniente e mi spaventa, cercando, con il dialogo e coinvolgendo tutti gli interessati, di trovare la strada più conveniente per il Comune.

Piazzafoglia - Vi siete posti il problema della selezione delle competenze e delle figure per la gestione del sistema delle Aziende Partecipate, questione scottante che coinvolge l’aspetto politico, etico e di corretta amministrazione?

Ferretti - Io posso dire, e l’ho detto in campagna elettorale, che il Comune e le Partecipate si devono occupare di offrire servizi ai cittadini. E per questo siamo attrezzati. Per fare impresa, come quella del teleriscaldamento, né l’ente né le partecipate sono adeguatamente attrezzate, con le professionalità necessarie, il management e le competenze per fare “industria”. E’ nostra intenzione avviare il risanamento del sistema dei servizi e liberarsi, senza bagni di sangue, di tutto ciò che non appartiene alla missione pubblica. Senza questi improvvidi tentativi di fare impresa, come il teleriscaldamento, non avremmo avuto il fallimento di API con tutte le conseguenze e vivremmo in una città con problemi certamente, ma con le risorse per affrontarli e senza gli scenari inquietanti che abbiamo invece di fronte. Hanno detto: “è arrivato il centrodestra e sarà la fine di AMA e dei suoi lavoratori”. Io lavorerò per preservare il lavoro e il patrimonio di AMA, anzi vorrei proprio rafforzare la sua missione pubblica, ma l’Ente deve fare l’Ente e non deve fare industria.

Piazzafoglia - Uno dei punti di forza della società civile di Rozzano è l’associazionismo civico, il volontariato e l’iniziativa solidale: dai gruppi dei fotografi e dei pittori, al volontariato di cura, sino a istituzioni come Casa di Betania che si occupa di migranti o il Comitato Molise 5. Come pensate di rapportarvi con queste realtà?

Ferretti - Bene, a questo proposito le devo dire che a Casa di Betania abbiamo confermato lo Sprar per l’accoglienza dei richiedenti asilo, istituzione che ha sempre correttamente operato senza aver mai creato problemi di alcun tipo alla città. Per quanta riguarda tutte le associazioni cercheremo un rapporto schietto e diretto: le associazioni che ricevono contributi, magari importanti, devono sapere che sarà richiesto un rendiconto delle loro attività. Ho già avuto incontri con “Il Balzo”, che si occupa di disabilità e a cui vorremmo dare una sede migliore. Ho parlato con gli Astrofili, che svolgono un’importante attività di divulgazione culturale, e contiamo di andare avanti con il progetto di osservatorio che darà lustro alla città. Per quanto riguarda la concessione degli spazi nella Casa delle Associazioni, ho mantenuto la delibera elaborata dalla giunta precedente, con le stesse associazioni, riducendo la concessione da triennale ad annuale, ma senza cambiare nessun nome. E questo è lo stile che ho adottato anche per il Comune: non sono l’epuratore, ma voglio partire con queste persone e queste competenze per vedere nel percorso che faremo come lavoreremo insieme. Dopo 74 anni di governo di un’area politica, in cui la struttura del Comune si è costruita su quell’area, capisce che dobbiamo procedere con grande cautela.

Piazzafoglia - Un’ultima domanda. Quando possiamo fissare una data, una prima scadenza per fare una verifica, un primo bilancio del vostro operato, con un’altra chiacchierata come questa… magari pubblica?

Ferretti - Direi che sei mesi sono necessari. Possiamo vederci, anche in un confronto pubblico, perché no, alla fine dell’anno.

Grazie e arrivederci

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