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Rozzano Anno V - N. 6 – Luglio 2018

Anno V- n.6 – Luglio 2018

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Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

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Casella di testo: L’esperimento di Milgram

Gabriele Arosio,  Luca Pochain

Sono passati quasi 30 anni. Eppure ricordo quella lezione di scuola del mio liceo come se fosse oggi.

Quello che disse il professore e tutti gli interventi dei miei compagni.

Il punto di partenza fu una lettura. Un ricordo di infanzia del grande scrittore Ignazio Silone dal suo libro “Uscita di sicurezza”.

«Un piccolo uomo cencioso e scalzo, ammanettato tra due carabinieri, procedeva a balzelloni, nella strada deserta e polverosa, come in un penoso ritmo di danza, forse perché zoppo o ferito a un piede. Tra i due personaggi in uniforme nera, che nella crudezza della luce estiva sembravano maschere funebri, il piccolo uomo aveva un aspetto terroso, come di animale catturato in un fosso. Egli portava sulla schiena un fagottino dal quale usciva, in accompagnamento al suo saltare, uno stridio simile a quello della cicala.

L’immagine pietosa e buffa m’apparve e venne incontro mentre mi trovavo seduto sulla soglia di casa, col sillabario sulle ginocchia, alle prime difficoltà con le vocali e le consonanti; e fu una distrazione inaspettata che mi mosse al riso. Mi girai intorno per trovare qualcuno che condividesse la mia allegria e in quello stesso momento, dall’interno di casa, udii sopraggiungere il passo pesante di mio padre.

“Guarda com’è buffo” gli dissi ridendo.

Ma mio padre mi fissò severamente, mi sollevò di peso tirandomi per un orecchio e mi condusse nella sua camera. Non l’avevo mai visto così malcontento di me.

“Cos’ho fatto di male?” gli chiesi stropicciandomi l’orecchio indolenzito.

“Non si deride un detenuto, mai”.

“Perché no?”.

“Perché non può difendersi, E poi perché forse è innocente. In ogni caso è un infelice”».

In quell’ora di scuola mi si rese chiaro in maniera lucida e convincente il concetto di dignità umana.

Ho recuperato memoria di quest’episodio del mio passato scolastico in questi giorni difficili, dominati da una campagna elettorale feroce e dalle prime settimane di un governo dominato dalla propaganda del suo ministro degli interni.

Per comprendere la posta in gioco di quanto sta accadendo è utile la conoscenza del cosiddetto ’“esperimento di Milgram” (se ne trova un resoconto anche in Wikipedia).

Si ordinava a un singoloindividuo di eseguire azioni in contrasto con i suoi valori etici e morali.

In pratica ad un individuo sorteggiato come “insegnante” si chiedeva di punirel’allievo (visibile oltre un vetro), con delle scosse elettriche. L’insegnante, acui veniva fatto credere che le scosse erano somministrate realmente, veniva“incalzato” da uno sperimentatore con lo scopo di indurre obbedienza.

L’esperimento dimostra la fragilità umana che viene indotta in uno statoeteronomico da una figura autoritaria (lo sperimentatore) consideratalegittima.

Quello che sta coscientemente perpetrando l’autorità politica in questo momento in Italia èproprio il disegno di accreditarsi come “legittima autorità” per indurre i cittadiniall’obbedienza su parole d’ordine assurde, che non considerano la sofferenzadi chi subisce le sue decisioni.

Le spallate verso le istituzioni (Ministro dell’Interno che si comporta da Presidente del Consiglio, contratto privato per la formazione di un governo pubblico, ecc..) e le azioni che mettono in crisi il senso di umanità (caso nave Aquarius, ecc..) hanno lo scopo precipuo di accreditarsi come figuraautorevole, ridimensionare il ruolo della legge e delle istituzioni, accreditarsicome figura autorevole dotata di legittimità.

Il disegno è indirizzare la rabbia e la frustrazione delle masse, soprattutto deiceti deboli colpiti da 10 anni di crisi economica, verso “capri espiatori”identificati come causa di tutti i mali. La creazione di una sensazione dipericolo, di “guerra e di “invasione” serve a indurre da una parte obbedienzaverso argomenti semplici ma ripetuti (“a casa loro” ecc..), dall’altra come nell’esperimento di Milgram a intaccare l’empatia naturale di fronte allesofferenze umane grazie all’intervento “autorevole” che giustifica e sdogana larabbia feroce e la frustrazione (“basta con il buonismo”).

Questo disegno pericoloso e criminale va compreso, smontato e sventato perdifendere la democrazia, la libertà e l’umanità. Per restare umani.

Questo disegno va combattuto per non perdere ciò che fa da fondamento al nostro vivere civile: il riconoscimento di tutti e di ognuno nella propria dignità umana. Oltre i propri errori, oltre qualsiasi etichetta o giudizio.

Silone racconta che, con suo padre, la sera del giorno di quell’incontro con l’arrestato si recò in piazza.

Il padre conosceva bene il pretore.

Gli si avvicinò ad un tavolo del caffè della piazzae gli chiese di cosa fosse accusato l’arrestato.

«“Ha rubato” rispose il pretore.

“Di dov’è il ladro? E’ un vagabondo? E’ un disoccupato?” chiese ancora mio padre.

“E’ un manovale della fabbrica di mattoni, e pare che abbia rubato qualcosa al padrone” rispose il pretore. “Ha forse rubato qualcosa anche a te?”.

“Strano” disse mio padre. “Scalzo e vestito di stracci come l’ho visto, egli aveva piuttosto l’aria di un derubato”».

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