Periodico di informazione, cultura, opinioni

Rozzano Anno IV - N. 7 – Settembre 2017

Casella di testo: La palude rozzanese e i furbetti del quartierino

giufo

Ci trasciniamo nei guai: la crisi di AMA, il fallimento di API, la situazione del quartiere Aler,  la Corte dei Conti che fa le pulci ai bilanci pubblici, un processo in corso in cui è coinvolto l’ex Sindaco, Consigli comunali farsa e chi più ne ha, più ne metta. Materiale sul quale la città dovrebbe scuotersi, allarmarsi, almeno domandarsi cosa sta succedendo. Forze politiche di maggioranza (ormai il solo Pd) che fanno finta di nulla e forze politiche di opposizione che sembrano indecise sul da farsi. Che altro ci vuole? Quando mai nel passato Rozzano si è trovata in una simile situazione? Stanno “rubando” la città e la sua storia sotto al naso di tutti eppure i “social” locali sono inondati di urla contro i “negri”, mica di rimostranze per come è gestita la città. Dal Sindaco alla Giunta al Consiglio comunale, c’è forse un “negro” tra loro? Tutti bianchi, profumati, italiani d.o.c.

Qualcuno ha organizzato una protesta o, quanto meno, ha formalizzato una richiesta di dibattito pubblico sui guai nostrani? Siamo ormai diventati rispettosissimi tra noi uomini bianchi. I nostri ladri, i nostri delinquentelli, quelli che guidano l’auto senza cinture, parlando al cellulare e fumano con a bordo il figlioletto ben dritto in piedi vicino al posto di guida hanno mica grandi colpe rispetto alle nefandezze che combinano i “politicanti”. Ma è tutta una enunciazione, un vomitare rabbia a fondo perduto, niente di serio, niente per cui vale la pena imbracciare un randello ed agitarlo (non usarlo, per carità!) al cospetto dei governanti. E così chi governa la città sopravvive, tira a campare. In Comune c’è un Assessore fascista dichiarato che sostiene la Sindaca del Pd? E che vuoi che sia? Siamo tutti italiani o no? In Giunta comunale c’è un Assessore che teoricamente ha ripudiato il Pd ma continua a sostenerlo con ridicole manfrine perché sennò ci sarebbe un salto nel buio? Ma più buio del buio che tutti insieme, quelli lì, hanno creato a Rozzano come potremmo immaginarlo? In Consiglio comunale ci sono quattro o cinque consiglieri di maggioranza che potrebbero staccare la spina ad una amministrazione e ad una Sindaca giudicata da loro stessi incapace e, invece di farsi interpreti della necessità di una rottura e di un cambiamento, stanno lì ad aspettare ordini dal loro Capo regionale. Il quale, con capacità tipiche dell’alchimista di lungo corso e di provata esperienza, deciderà a seconda della sua prossima collocazione e della equa suddivisione delle gravi responsabilità gestionali in capo alla vecchia e nuova gestione della cosa pubblica. Ma siccome quelli della nuova gestione son gli stessi che avevano responsabilità anche nella vecchia, lo stallo durerà a lungo. Il tema purtroppo è grave e drammatico: o la magistratura se li porta via tutti o non ci saranno né vincitori, né vinti. O meglio, i vinti saranno i rozzanesi. C’è rimedio a tutto questo andazzo paludoso e nauseabondo? Oggi, sul piano locale, non c’è forza politica in grado di rappresentare o prefigurare un’alternativa. Né da destra, né da sinistra. Forse qualche idea c’è ma manca chi è disposto a prendere la cosa sul serio, a mettersi in gioco, a spendere un pezzo della propria vita per l’interesse collettivo. Manca anche la “memoria”, manca chi è disposto a lavorare su un progetto, chi può avere una visione larga dell’idea di ricostruire una coscienza civile, inclusiva di pareri e opinioni diversi da orientare verso una sintesi utile e condivisa dai più.

Chi ha gestito il proprio potere negli ultimi lustri ha probabilmente badato alla costruzione di rapporti “personali”, al passa parola tra gli amici, raccogliendo consensi con la promessa della soluzione del problema “personale” o dei pochi costituiti in gruppo di sostegno trasformatosi spesso in gruppo di “ricatto” politico. Chi ricorda assemblee pubbliche per la presentazione di un qualsiasi progetto per la città? Chi ricorda un vecchio, sano comizio in Piazza per denunciare le responsabilità di Aler, o della Regione, o del Governo? Chi ricorda una riunione organizzata, frazione per frazione, per raccogliere le idee e le proposte dei cittadini quando si deve preparare il bilancio comunale, cioè come meglio spendere i soldi dei cittadini? Nulla! Sono anni che nulla di questo succede, né organizzato direttamente dal Comune, né organizzato dal partito che tutto controlla e tutto decide nel nostro Comune. Ma forse non decide più niente nemmeno quel partito. Ci sono Consiglieri comunali che ignorano bellamente quello che votano. Ci sono Assessori che affermano di non ricordare se quel tal provvedimento è passato dalla Giunta oppure che quando gliel’hanno spiegato gli sembrava una cosa tanto carina…

Il Comune pare essere un’istituzione fuori controllo, chi governa veramente non sta in quel Palazzo, non sono i rappresentanti dei cittadini che decidono per i cittadini.

Poi, in previsione delle prossime elezioni si stanno costruendo nuovi Comitati che, preferibilmente, fanno riferimento ai quartieri di Rozzano. Se leggi quello che scrivono pare che non stiano né di qua, né di là. Certo, sottolineano l’insofferenza verso l’incapacità degli amministratori nel governo della città, ma tengono la porta aperta a ogni possibile soluzione: “D’Avolio su questo versante è stato meglio della Agogliati ma su quest’altro meglio l’Agogliati di D’Avolio”! E il mulino macina sempre la stessa farina. Consulenti, esperti in materia, maitre à penser di questi nuovi Comitati sono alle volte elettori del Pd che non hanno ricevuto risposte alle loro attese, personalità “semplici” ma molto ambiziose in cerca di momenti di celebrità, rappresentanti del nulla che si spacciano per capipopolo senza alcun popolo dietro. Ci sono però anche quelli giustamente arrabbiati, che hanno visto tradite le loro speranze, vanificati anni di personale impegno per la costruzione di una comunità fatta di gente onesta e operosa, protagonisti della vita associativa marginalizzati perché non rispondenti ai canoni delle nuove modalità di potere.

Ecco, forse da qui si dovrebbe ripartire, lasciando ai margini “i furbetti del quartierino” che ambiscono solo a piccoli spazi di potere. Ricominciare a ricostruire relazioni con quelle persone che non hanno più un partito di riferimento, ma che hanno sempre Rozzano nelle vene e sono sconcertati dal qualunquismo e dal menefreghismo di molti, ma, soprattutto, da chi su quel menefreghismo e mancanza del senso di comunità ha costruito solo personali fortune e non l’idea di una città partecipata da tutti i suoi cittadini.

Anno IV- n.7 – Settembre 2017

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

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