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Rozzano Anno VI - N. 8 – Agosto 2019

Roberto Oggionni

Dici Sgt. Pepper’s e hai detto tutto.
La rivista Rolling Stones lo ha dichiarato il miglior album di sempre nella storia della musica cosiddetta “leggera”. Sgt.Pepper’s è una di quelle cose che mettono d’accordo tutti. E’ il Nessun Dorma del rock, la Mona Lisa dei Long Playing.
Difficile aggiungere qualcosa di nuovo ai metri cubi di carta che sono stati scritti su questo capolavoro.
C’è di tutto: documentari, retrospettive, cortometraggi, interviste, film, trasmissioni televisive ….
Aggiungere qualcosa non solo è difficile, è anche inutile.Nel web c’è tutto e di più, quindi mi limiterò ad alcune note personali.
1967 - C’era una grande attesa in tutte le scuole, in tutti gli uffici, in tutte le fabbriche….
Da tempo tutta la stampa, e dico tutta, non solo quella specializzata, parlava di un nuovo disco in lavorazione negli studi di Abbey Road, un disco che avrebbe segnato un nuovo modo di intendere lo stesso concetto di disco. Si vociferava di registratori particolari a “ben” 4 piste. Si sussurrava di composizioni sotto gli effetti dell’LSD. Si immaginavano testi dalla poesia avveniristica. Si fantasticava di una copertina a libro.
Ma tutto quello che si poteva immaginare venne poi superato dall’oggetto che tutti corremmo ad
accaparrarci dal negozio di fiducia.
Era il mese di giugno, e quando mi trovai in mano il disco rimasi subito affascinato.
Potevi aprire la busta di quattro facciate, dentro ci trovavi gadget vari, sul retro c’erano i testi dei brani, sulla facciata frontale potevi riconoscere un universo variopinto di personaggi. Gli stessi Beatles apparivano vestiti in un modo strano ma accattivante. Poi mettevi il vinile sul piatto e ti rendevi conto che stavi vivendo un momento che avrebbe ribaltato il tuo modo stesso di intendere la musica.
“Picture yourself in a boat on a river, with tangerine dreams and marmaladeskies”
Basterebbe
questo passaggio per inquadrare tutto quanto.
Ma c’è anche quel “ what would you think if I sang out of tune?” cantata da Ringo nei panni di Billy Shears, un cantante da luna park, e pure “I’m fixing a hole where the rain gets in, and stops my mind from wandering where it twill go” e tanti altri testidecisamente originali, tutti perfettamente integrati con gli arrangiamenti.
Prima di Sgt.Pepper’ssi poteva dire di un disco che era l’evoluzione di qualcosa di precedente, questo album invece non è l’evoluzione di alcunché. Pepper’s è del tutto nuovo, è un big
bang, una totale discontinuità con il passato. L’unico paragone possibile può essere on le registrazioni di Elvis alla Sun Records nel ’54 e ’55.
Una nota tecnica ma importante: In questo album Paul McCartney suona un basso Rickenbacker al posto del suo tradizionale Hofner, quasi a volere sottolineare il passaggio ad un nuovo modo di intendere l’uso stesso del basso. E infatti in Sgt.Pepper’s il basso non è più semplicemente uni strumento ritmico “di servizio” accoppiato alla batteria ma acquista una sua nuova epiù alta dimensione. Si può dire che il basso moderno nella musica rock nasce tra i
solchi di questo album, come molte altre cose.

Casella di testo: The Beatles, 1967, Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band

Anno VI- n.8 – Agosto 2019

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

Mail: posta@piazzafoglia.it

www.piazzafoglia.it

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