Periodico di informazione, cultura, opinioni

Rozzano Anno VI - N. 1 – Gennaio 2019

Roberto Oggionni

706 Union Avenue, Memphis TN – USA

Non solo un indirizzo, ma il luogo da cui partì la grande storia del rock, il linguaggio universale.

Se non fosse irriverente si potrebbe paragonare alla grotta di Betlemme.

Qui il bianco Sam Phillips già dalla fine degli anni ’40 fece registrare ai neri di Memphis i loro blues e quei loro boogie dal sapore di una nuova musica, che un illuminato deejay chiamò Rock and Roll.

Per assaporare quello che fu un momento magico basta aprire il web e ascoltare brani come Rocket 88 dei Kings Of Rhythm del giovane Ike Turner, registrato nel 1951 e battezzato da molti come il primo r’n’r della storia.

Lo stesso dicasi per brani come Hound Dog di Big Mama Thortnon, o come Mistery Train di Junior Parker….

Per nostra fortuna Sam Phillips non si uniformò alla cultura dominante del sud, dove era perfino pericoloso per un bianco frequentare i coloured. Figuriamoci incoraggiarli e lavorarci insieme.

Ma poi, nella torrida estate del 1954, finalmente vide realizzarsi il suo grande sogno discografico: trovare un bianco che cantasse come un nero. Sam aveva capito che i tempi erano maturi, perlomeno in ambito musicale, per mischiare le carte e scavalcare il muro.

Il sogno realizzato portava un nome da scioglilingua: Elvis Presley, un 19enne dalla voce particolare e dotato di un raro talento.

Grazie al DJ Rufus Thomas, altro artista in forza alla Sun, i dischi del ragazzo furono i primi della storia ad essere trasmessi da una radio “nera”.

Sull’onda lunga di Elvis altri bianchi entrarono in ditta: Jerry Lee Lewis, Carl Perkins, Johnny Cash, Roy Orbison… come dire Pelè, Maradona, Van Basten ….

Un locale grande quanto un box, con annesso ufficio, qualche microfono, un registratore e una segretaria entrata nella storia del rock e non solo: Mrs. Marion Keisker, che convinse il boss Sam a dare una chance al giovane Elvis. Poche semplici cose ma grandi capacità e una grande passione.

La prova provata della magìa di quel luogo in quel periodo è una registrazione catturata dal provvido Sam in cui Jerry Lee, Carl, Elvis e Johnny improvvisano per diletto alcuni brani, guarda caso in gran parte gospel e spiritual. Fu un attimo battezzare quei quattro The Million Dollar Quartet.

Oggi la Sun Records è un museo visitato da migliaia di “pellegrini”.

La strada d’angolo oggi si chiama Sam Phillips street.

Alla Sun e al magico quartetto si inspira una serie televisiva americana di grande successo.

Dei tanti artisti che vi hanno registrato è ancora tra di noi il solo Jerry Lee Lewis, unico testimone di una storia che assomiglia a una favola, la favola dei “Dischi del Sole”.

Casella di testo: Sun Records
La culla del rock

Anno VI- n.1 – Gennaio 2019

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

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Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

Mail: posta@piazzafoglia.it

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