Lettere e contributi 7

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: Quattro anni in Consiglio Comunale
Appunti, riflessioni, note, speranze e prospettive di un consigliere comunale

N. 4 Maggio 2018

 

Nel 2012 abbiamo creato con un gruppo di cittadini la lista civica 6Rozzano, aderente al coordinamento regionale di Ambrosoli, e abbiamo iniziato a lavorare per una coalizione elettorale. Abbiamo incontrato allora SEL e realizzato una coalizione che aveva come obiettivo quello di raccogliere persone che si riconoscevano in un programma comune per cambiare le politiche amministrative della città.

Abbiamo ottenuto il 7,3% dei voti e un consigliere, il sottoscritto.

Ora il panorama come sappiamo è cambiato: SEL non esiste più essendo confluita un anno fa in Sinistra Italiana, che ha un proprio circolo Sud - Ovest Milano, con sede a Rozzano e alle elezioni politiche si è presentata nella lista Liberi e Uguali. Inoltre una parte del gruppo originario di SEL a Milano, ha dato vita a Campo Progressita insieme a Giuliano Pisapia.

Liberi e Uguali, di fatto, a Rozzano non esiste, nonostante la campagna elettorale che ha visto anche la presenza di Laura Boldrini ad una iniziativa nel Centro Civico. Articolo 1 - MDP, che ha inizialmente visto anche l’adesione dellAssessore Apuzzo, poi tornato in area PD, è rimasta, con i suoi tre consiglieri comunali saldamente in maggioranza, mentre Sinistra Italiana  ha confermato la sua opposizione a questa amministrazione e alle sue politiche.

 

Il civismo

Sono molto deluso dal movimento civico che ha perso i suoi leader, i quali hanno abbandonato in corsa la propria rete regionale; la debole rete regionale ha dimostrato di non tenere ad un coordinamento locale, se non per fini strumentali, rivelandosi ormai un’esperienza da circoscrivere ai piccoli comuni salvo eccezioni.

Non vi nascondo che se fossi a Milano, valutata tutta la situazione, per la convinzione che ho nel riconoscermi nell’unità del centro sinistra, penserei seriamente ad un rapporto politico con il PD: mi piace stare con i perdenti, ma siamo a Rozzano e la situazione del PD locale è quantomeno ambigua.

 Il dramma dell’assenza di un’informazione seria

Come circolano le notizie a Rozzano? Via Facebook! Per sentito dire! quindi con grande approssimazione. Approssimazione che è spesso nemica della verità e quindi di un serio e competente discernimento.

Per cultura e formazione, io cerco di lavorare solo su dati oggettivi o andando alla fonte.

Per quello che ho potuto fare, da solo, ho lavorato molto sui temi sociali e sulla legalità.

 Ma in generale quali sono i dati su cui riflettere?

Lo “stile” del PD di Rozzano: 2014 – 2016: totale chiusura alle opposizioni e minoranze partendo dall’arrogante presupposto che aveva la maggioranza e quindi governava.

Indicatori politici generali di una politica da ripensare: fallimento di API; processo DAvolio; scarsi dati e informazioni su AMA, Teleriscaldamento, Aler.

Indicatori particolari delle pratiche amministrative: scarsa convocazione delle 6 commissioni, ovvero Risorse, Ambiente e territorio, Sociale, Scuola, Sport e Cultura, Lavoro, Garanzie statutarie.

Di tutte queste sono state convocate di fatto solo le commissioni Risorse e Garanzie, nonché 4 volte la Commissione sociale.

Sulla “capigruppo” non vi è stata nessuna regolarità, sebbene sia sempre stata richiesta la sua convocazione dalle opposizioni. Le date e gli orari del Consiglio Comunale non venivano concordati. I consigli non sono stati mai mensili.

Iniziative di partecipazione, tipo assemblee pubbliche e bilancio partecipativo: 0

Una questione che mi ha visto presente e attivo come il progetto di recupero ad usi pubblici della villa sequestrata alla mafia, ha visto una scarsa partecipazione di consiglieri e politici: io sono stato lunico consigliere.

L Osservatorio sulla legalità è stato deliberato il 6 aprile 2016 e convocato 2 volte: la prima nel luglio 2017 e la seconda in questi giorni.

Devo dire che dallo scorso anno qualcosa in realtà è migliorato. Vi è stato lo spostamento del consiglio comunale alle ore 18, anche se la partecipazione del pubblico è stata comunque tendente a zero, come quando era alle 15. Abbiamo assistito ad una maggior regolarità della riunione dei capigruppo. Si sono svolte più riunioni di commissione, ma solo per la commissione risorse e la commissione statutaria. Dal punto di vista politico devo rilevare una più costante attenzione da parte del giovane segretario del PD, apprezzabile anche se in forma personale, mentre sporadici sono stati gli incontri con il capogruppo PD, rari con la sindaca.

 Cosa sono riuscito a ottenere?

Formalmente: tavolo terzo settore, progetto partecipato per la villa sequestrata alla mafia, regolamento dei beni comuni, Osservatorio sulla legalità, adesione ad Avviso pubblico.

In termini di efficacia devo dire che posso citare solo il progetto per la villa sequestrata alla mafia, ma, come ho già detto, mancano i volontari e la partecipazione pubblica resta scarsa.

 Cosa ha fatto lopposizione?

Loriginaria coalizione 6Rozzano e SEL, da me rappresentata, ha sempre partecipato a tutte le iniziative pubbliche; ho fatto interpellanze, mozioni, interrogazioni in ogni consiglio comunale per un totale di circa 30, e sono stato presente a tutte le commissioni e, ovviamente, ai consigli comunali.

FI e Lega sono di fatto inesistenti nelle attività sul territorio, ma pronti a cogliere varchi formali per azioni amministrative contro la giunta, con presenze parziali ai consigli comunali.

Il M5stelle è presente e attivo sul territorio, ma ha messo in campo poca progettualità e scarse risorse umane. Indubbiamente i temi valoriali, soprattutto il tema dell’accoglienza hanno tracciato un solco, tra la sinistra e le altre opposizioni.

 Una valutazione generale

Le alleanze, e questo vale per tutti, si fanno su valori condivisi e non per convenienza. La mediazione non nasce da convenienza personale o di partito ma da una valutazione del meglio per il bene comune e dai rapporti di forza in campo.

Abbiamo un disperato bisogno di una POLITICA GENTILE, dialogante e che sappia mediare, che rispetti l’avversario in quanto persona, che non disprezzi ma sappia ascoltare, che non fomenti odio ma stimoli passione civile, che costruisca ponti e non muri, che non esprima giudizi sommari e senza appello sulle persone ma tenti di capire prima i perché.

Credo che Rozzano sia, in una logica di città metropolitana, il 10° municipio di Milano. Una periferia  fuori dai circuiti culturali milanesi per cui paga grave pegno.

Abbiamo bisogno di attirare persone che nelle periferie vogliano impegnarsi, consapevoli che solo se migliorano le periferie, migliora complessivamente la qualità del nostro vivere. È certo più appagante lavorare nei quartieri e nelle sedi del centro dove il bello e il buon gusto fanno corona ai nostri pensieri. E’ faticoso convivere con la sofferenza, l’inconsapevolezza, la povertà, spesso il cattivo gusto e il brutto, ma tutto ciò può divenire magicamente uno stimolo alla partecipazione e alla vita pubblica, se si creano le condizioni per avere la consapevolezza di essere parte di un progetto diffuso e generale, fatto da persone che ci tengono e fanno sentire la loro presenza viva e solidale.

Il PD di Rozzano dovrebbe avere il coraggio di buttare a mare il vecchio e dare spazio ai giovani dando un serio segnale di rinnovamento, testimoniando la volontà di far parte di una possibile grande forza progressista che oggi, aimè, non esiste.  Se non farà questo sarà la prova provata che hanno più a cuore gli interessi di bottega che il bene comune.

Pertanto credo che se concordiamo e avremo le risorse umane sufficienti, l’unica via per affrontare le prossime elezioni amministrative, sia la costituzione di una lista civica per sostenere dei buoni candidati, con la proposta di un buon candidato sindaco.

Dobbiamo avviarci a preparare un programma con dei punti irrinunciabili da presentare anche al PD e ai Movimento 5stelle, per capire e valutare se è possibile un linguaggio comune, una strategia e, magari, sviluppare anche delle alleanze per dare un governo di svolta a questa città.

Nel caso non vi fosse spazio per ciò, obiettivo da perseguire con grande onestà intellettuale, dovremo correre ancora da soli per testimoniare una visione e uno stile diverso per la nostra città.

 Quali passaggi abbiamo di fronte?

Dobbiamo necessariamente fare i conti con le nostre forze: senza risorse umane non si va da nessuna parte e questo riguarda 6Rozzano e tutte le realtà politiche sul territorio. Abbiamo bisogno di ridestare l’interesse e la partecipazione che abbiamo visto 4 anni fa. Senza adesioni e voglia di operare non si fa niente, perché, o il carro lo tiriamo insieme non delegando al solito gruppo di illusi la fatica del pensiero, delle riunioni, degli incontri, o è troppo comodo fare proclami senza rimboccarsi le maniche. Considerando sempre quello che ciascuno può dare e fare, ma ognuno può comunque dare qualcosa…

Dobbiamo naturalmente riprendere e rivedere il programma del 2014, programmare incontri con gli altri partiti dellex coalizione, in particolare Sinistra Italiana, e ovviamente chiamare al dialogo e al confronto PD e Movimento 5stelle. Perché non dobbiamo dimenticare che, mentre la sinistra discute, parla, si divide, le destre crescono portando con sé il populismo e la xenofobia.

 

Guido De Vecchi (consigliere comunale e componente della lista civica 6Rozzano)