Lettere e contributi 4

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: Counseling
Un tempo e uno spazio di ASCOLTO di TE

N. 4 Maggio 2017

Sabrina Meli Counselor in Formazione

Sempre più persone sentono nominare la parola Counseling nella propria vita quotidiana, chiedendosi cosa sia esattamente, intuendo non esseresolo una parola traducibile dall’inglese, bensì qualcos’altro.

 

Cosa non è il Counseling?

Non é la parola traducibile dall’inglese, la cui traduzione “consiglio” non ha alcuna attinenza con quel qualcos’altro che il Counseling, invece, é, cioè un intervento di aiuto.

É un intervento che considera la persona come unico individuo esperto della propria condizione, che liberamente sceglie quale strada percorrere, anche se spesso non la intravede, e a cui il Counselor cerca di fornire strumenti, e non consigli, per intravederla e percorrerla.

 

É una forma di interazione in cui un individuo sano, cioè,non affetto da alcuna patologia, che ha un problema nel presente e crede di non avere strumenti per risolverlo, si rivolge ad un professionista, che col suo bagaglio di competenze lo aiuta a trovare una soluzione.

 

Cos’é, quindi, il Counseling?

É un intervento di aiuto che si basa sulla relazione tra due persone, o più persone nel caso di gruppo di Counseling, per promuovere il cambiamento e migliorare il benessere della persona, che sceglie e chiede di essere aiutata.

 

Nella relazione si incrementano le abilità personali attraverso l‘ascolto e la comprensione, senza giudizio e valutazione, facilitando, sostenendo ed accompagnando la personaverso la consapevolezza, edaiutandola a trovare nuove soluzioni

 

“L’efficacia e la riuscita dell’aiuto vengono determinate da un’importante elemento: la qualità dell’incontro”. (Carl Rogers, 1970).

 

Ponendo la cura alla qualità della relazione, la relazione diventa più importante del problema e la persona più importante della soluzione, che avverrà, di conseguenza, in modo naturale, liberamente.

 

Il Counseling é utile per chi sta attraversando un momento di difficoltà con se stesso, anche in rapporto con l’ambiente che lo circonda.

É utile per prendere decisioni, migliorare la conoscenza di sé e l’autoconsapevolezza, per imparare a gestire e superare stress e difficoltà transitorie, migliorare la fiducia in se stessi e l’autostima, per imparare a gestire emozioni, conflitti, sentimenti, pensieri e per recuperare il proprio equilibrio.

 

Gli ambiti in cui il Counseling può intervenire sono tutti quellidel nostro vivere quotidiano, nel professionale, nel comunicativo, nel sociale, per il benessere personale e relazionale, spirituale, sportivo.

Casella di testo: Toccare gli alberi fa bene alla salute

N. 4 Maggio 2017

Tiziano Morosini Arboricoltore

Da bambino, giocavo spesso con gli amici nel parchetto di fronte a casa mia, un'area con grandi pioppi, robinie, tigli. Era bello poter stare tutto il pomeriggio a divertirsi all'ombra di questi grandi esseri, che, con l'avanzare della primavera, sprigionavano ognuno un profumo particolare, legato dapprima al dischiudersi delle gemme, che diffondono l'aroma delle cere protettive e successivamente, alle fioriture: il fresco e inebriante profumo dei fiori di robinia e più tardi quello più caldo del tiglio. C'erano anni in cui questi alberi venivano “capitozzati” e questo mi faceva arrabbiare non poco. Gli alberi mi apparivano brutti, non c'era più ombra fino all'anno dopo; non c'era il profumo delle fioriture. All'epoca davanti a dove abito tuttora, si vedevano solamente campi coltivati e quindi si andava in esplorazione alla ricerca di posti dove poter costruire una capanna con rami secchi e assi di legno di recupero. Allontanandoci di qualche centinaio di metri dal boschetto capitozzato, avevamo trovato un gruppo di platani che crescevano sullo riva di un fosso, erano alberi abbastanza giovani, ma già grandi per noi ragazzini di 10-12 anni.  Mi piaceva molto il loro aspetto particolare, molto diverso da quello degli altri alberi appena fuori di casa. Avevano il tronco liscio e chiaro anche nella parte bassa del tronco e mi trasmisero da subito una bellissima sensazione al tatto. I primi rami erano a circa due metri dal suolo e per scalarli era necessario l'aiuto di un amico o qualche altro sistema; raggiunti i primi rami era facile poi proseguire. I successivi erano poco distanziati e questo ci dava una certa sicurezza. Arrivati fin dove la struttura era abbastanza robusta, potevamo finalmente ammirare il paesaggio dall'alto: circa 10 metri da terra! Al ritorno, bisognava guardare in basso per vedere dove appoggiare i piedi. E quanto piccolo appariva  piccolo il fosso sottostante! Allora ci si accorgeva di essere davvero in alto! Arrivati a terra era una grande soddisfazione avercela fatta senza danni ed essere riusciti a raccogliere e buttare a terra diversi rametti con attaccati i frutti del platano ancora verdi e solidi che usavamo per costruire le nostre “bolas”, con cui catturarci a vicenda lanciandocele alle gambe. Quelli sono stati momenti della mia infamzia, nei quali ho iniziato ad apprezzare l'importanza della presenza degli alberi nell'ambiente in cui viviamo. Ora faccio l'arboricoltore, mi occupo della cura degli alberi, sono socio della SIA, Società Italiana di Arboricoltura, una ONLUS che riunisce diverse figure professional, agronomi, arboricoltori, ricercatori, che ha come scopo quello di approfondire e diffondere le conoscenze scientifiche e le tecniche di cura dell'albero. Per adempiere a questo impegno, la SIA organizza diversi eventi formativi dedicati a tecnici e operatori del settore ed eventi ludico-informativi dedicati ai bambini delle scuole elementari e ai ragazzi delle medie inferiori. Questi eventi hanno lo scopo di avvicinare e scoprire la bellezza e il ruolo fondamentale che gli alberi hanno nell'ambiente che ci circonda. Pensiamo infatti che avvicinando i bambini dall'età di 5-6 anni agli alberi, con l'esperienza tattile, olfattiva e di gioco, si possa imparare ed apprezzare e rispettare le piante e la natura in generale. Attraverso un percorso di identificazione degli alberi mediante le foglie, i loro semi e fiori e il loro portamento naturale, venendo a conoscenza di come è formato e come funziona l'organismo albero, si impara a conoscerli e riconoscerli e anche ad apprezzarli quando sono ben curati e potati nella giusta maniera, sani e sicuri.

Ogni amministrazione comunale e istituzione scolastica dovrebbe assumere queste iniziative, per sensibilizzare già da piccoli, i propri cittadini all’amore della natura, al suo rispetto e anche ad acquisire un minimo di conoscenze scientifiche di base necessarie per apprezzare appieno l’ambiente naturale. Conoscenze di base, amore e rispetto per gli alberi sono qualità imprescindibili di un buon cittadino.

Casella di testo: Appunti di viaggio: le Fiandre in leggerezza
Parte prima e seconda

N. 5 Giugno 2017 / N.6 Luglio 2017

Stefania Anelli, Elisabetta Martello

Sui campi delle Fiandre spuntano i papaveri
tra le croci, fila dopo fila,
che ci segnano il posto; e nel cielo
le allodole, cantando ancora con coraggio,
volano appena udite tra i cannoni.

John McCrae

Approfittiamo del ponte del primo maggio per fare un mini tour nella regione belga delle Fiandre. Il gruppo alla partenza da Linate è composto da tre donne, due italiane e Jeanne, la francese. Il tour è mini, ma il nostro diario è piuttosto dettagliato, pertanto abbiamo pensato di dividerlo in due parti. Qui vi proponiamo la prima.

 

Voliamo facile, destinazione Bruxelles, con la compagnia aerea belga Bruxelles Airlines, arrivo e partenza da Milano Linate, orari comodi, prezzi low cost.

 

Bruxelles: nel cuore dell’Europa, palazzi a specchio, città vecchia, birra, frites andchocolates – Arriviamo venerdì nel primo pomeriggio a Bruxelles, aeroporto Zavantem (a pochi km dal centro città), particolare la prima sensazione di gran silenzio, non inaspettata la seconda…siamo nel Nord Europa…di grande ordine e pulizia. Prendiamo il treno ed in una ventina di minuti siamo in centro città, a Central Station, dove in poche fermate arriviamo a casa di Philip, il cugino di Jeanne, che ci ospiterà per una notte. La casa si trova nella zone UE, dove immensi palazzi scintillanti di vetro fanno da contorno al Parlamento ed alla Commissione Europea. Giusto il tempo di depositare il trolley e siamo già in strada, attraversiamo a piedi i bellissimi vicoli, tutti a zona pedonale, strade acciottolate, case tipiche, strette che si sviluppano su due o tre piani con il caratteristico tetto a gradoni, rigorosamente in mattone con varie gradazioni di colore rosso-marrone. Tanti locali per consumare uno spuntino veloce -  noi scegliamo le frites accompagnate da svariate salse -  e ristoranti eleganti dove cozze e frutti di mare padroneggiano. Numerosi sono i pub dove si consumano litri e litri di birra, scura, chiara, ad alta gradazione alcolica o leggera. Famosa nel Belgio, che ne detiene il primato di produzione, la birra trappista, rigorosamente prodotta all’interno di un’abbazia di monaci trappisti…non sono un’amante di questa bevanda ma riconosco che questa ha un gusto speciale: leggera, aromatica e molto dissetante!

Eccola la magnifica Grand Place, la piazza è nascosta dagli edifici circostanti e si rivela improvvisamente solo nel momento in cui vi si accede, il municipio ed i numerosi antichi palazzi delle corporazioni, riccamente decorati, con frontoni barocchi e statue dorate illuminate da una viva luce (sono le ore 21.00 e la luce è ancora intensa) sono meravigliosi e danno alla piazza un fascino particolare. Lasciamo la piazza, gironzoliamo lungo i vicoli adiacenti e imbocchiamo les Galeries Saint Hubert dove caratteristici negozietti vendono cioccolato prelibato in tutte le sue sfumature…che bontà le praline al rum!

Ci avviciniamo al nostro alloggio…Bruxelles ha un gran vita notturna ma noi siamo un po’ stanche e preferiamo una tisana calda nel salotto di Philip.

La mattina dopo ci svegliamo, cerchiamo un locale per fare colazione e siamo immediatamente attratte da un gran movimento cittadino. Giornalisti, reporter, microfoni, telecamere, polizia in moto, a cavallo, auto blu che sfrecciano…ma cosa succede? E’ il 29 aprile e scopriamo che in città si tiene un Consiglio Europeo Straordinario sull’adozione degli orientamenti per i negoziati sulla Brexit. Traffico deviato, stazioni chiuse…noi un po’ stordite, per i cittadini di Bruxelles, cuore dell’Europa, pura normalità. Il Palazzo del Parlamento Europeo sembra un’immensa serra destinata alla coltivazione di piante tropicali, gli abitanti la definiscono Caprice des Dieux, a noi sembra semplicemente immensa: una struttura moderna perfettamente inserita nei quartieri della città vecchia.

Baguette, burro, confetture, croissant, pain au chocolat, succo d’arancia…le energie le abbiamo, lasciamo Bruxelles, direzione nord. Philip alla guida della suaauto, una guida tranquilla e molto rispettosa, come quella di tutte le auto che incontriamo. Strade ben collegate e segnalate, autostrada gratuita…partiamo alla scoperta del Mare del Nord.

 

La Costa Belga: Mare del Nord, spiagge lunghissime, dune di sabbia, graziose cittadine– La nostra meta è la costa fiamminga, bagnata dal Mare del Nord. Un mezzo conveniente per visitare la costa è il tram, che con le sue 68 fermate corre a ridosso della costa e ne copre interamente tutti i 68 km. Tuttavia in molti scelgono la bici, propria o a noleggio. Le piste ciclabili coprono tutto il territorio, sono ben tenute e sicure: l’automobilista ha gran rispetto per i ciclisti. Il litorale belga è caratterizzato da spiagge lunghissime e dune di sabbia, le città costiere sono tredici, il periodo migliore per visitarlo è da maggio a settembre; Philip ci racconta che è un posto ideale per una vacanza sportiva o con i bambini, le strutture ricettive sono tantissime, è molto vivace e non particolarmente costoso.

Il primo paese che incontriamo è De Panne, quartiere generale belga durante la Guerra Mondiale, il paese confina con la Francia e ospita le spiagge più grandi del Belgio, le dune sono fitte ed il litorale abbastanza alto sul mare.

Ci fermiamo a fare una rapida colazione, prendiamo a noleggio delle biciclette e percorriamo in assoluta serenità un bel tratto di pista ciclabile (circa 13 km) lungo la costa da De Panne alla cittadina di Nieuwpoort.

La città è stata devastata dai bombardamenti della prima guerra mondiale, visitiamo la parte antica dove è stata ricostruita la piazza medievale, le case sono in mattone con frontone a gradini, molto graziosa. Ci fermiamo a passeggiare sulla spiaggia, il paesaggio marino è ben diverso da quello a cui siamo abituati, la presenza della natura è dominante. Vento, dune e questa massa di acqua che cambia colore e profondità con le maree e crea un posto perfetto per lunghe camminate. Incontriamo tanti passeggiatori solitari, alcuni audaci, scalzi, camminano e si perdono, come noi, in questi spazi infiniti. Compagna costante di questi giorni, la luce. Il luogo sembra incantato. Purtroppo a riportarci alla realtà, alle nostre spalle, sono gli immensi, altissimi palazzoni moderni che rovinano e spersonalizzano il paesaggio della costa e tutto ciò ci dice come la speculazione edilizia ed il denaro abbia spadroneggiato in questi anni.

Riprendiamo la nostra macchina, destinazione il paese di Diskmunde, a pochi km da Nieuwpoort dove ci ospiterà lo zio di Philip e Jeanne: il mitico zio Gustave. Una persona formidabile, in questi giorni passati insieme non ricordo di averlo mai visto senza la sua pipa ed un libro di lettura tra le mani. Trascorriamo una serena serata, the, birra e chiacchiere nel salotto illuminato da  tenue lampade abat jour.

Buonanotte, un’altra intensa giornata ci aspetta.

 

Ostenda: un museostorico all’aperto; Knokke, De Haan, un saluto al Mare del Nord – Inizia un’altra giornata nelle bellissime Fiandre, scegliamo di percorrere l’ultimo tratto di costa belga fino al confine con la cugina Olanda. Prima tappa la grande città di Ostenda: mare, spiagge vaste, tanto vento, nuvole che spesso oscurano il sole. E’ la più grande città costiera, passeggiamo sul lungomare e per le vie del centro cittadino, molto belle e caratteristiche quanto caotiche e affollate: un fiume di gente, mai trovato fino ad ora.

Non lontano dalla città troviamo e visitiamo un luogo di grande importanza storica: fra le dune e la bassa vegetazione, circondate da filo spinato, si stagliano minacciose mitragliatrici, bombe, mine, antiaerei. E’ il Museo del Muro Atlantico (sistema di fortificazione costiera dalla Francia alla Norvegia, costruito dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale a difesa delle proprie posizioni da possibili sbarchi alleati).

 

Per noi appassionate di storia è una grande occasione per essere proiettate a rivivere un po’ il momento storico della seconda guerra mondiale nel visitare una struttura così ben conservata. Percorriamo un tour che si sviluppa seguendo i percorsi delle fortificazioni e apprendiamo la vita dei soldati tedeschi attraverso le numerose sale dei bunker ben allestite a ricostruire il momento storico.

Riprendiamo la nostra costa e proseguiamo fino a Knokke, una delle stazioni balneari più importanti. Bellissima la riserva naturale “Het Zwin” che scegliamo di visitare  in bicicletta: una miriade di piccoli laghetti e corsi d’acqua dove vivono tantissimi volatili (abbiamo visto la cicogna e l’allodola) allo stato semi libero.

Siamo immerse in un paesaggio dove il tempo sembra essersi fermato, la natura regna sovrana e noi abbiamo una grande pace nell’animo.

In serata torniamo da zio Gustave, cena in un ristorantino tipico con moulesfrites (cozze bollite e patatine).

Domani ultima giornata piena in Belgio, ci attende la fantastica città di Bruges…. ma ne parliamo nel prossimo numero!

Ci siamo lasciati lo scorso mese mentre stavano raggiungendo la città di Bruges e da qui riprendiamo il nostro viaggio…

 

Bruges: fiabesca cittadina medievale – Ci svegliamo alla buon’ora e raggiungiamo Bruges, lasciamo la macchina in un posteggio sotterraneo alle porte della città e poi via…a piedi: tutte le vie sono zona pedonale, prima di attraversare la strada devi solo stare attento ai numerosi cavalli che portano a passeggio per le vie i  molteplici turisti che popolano Bruges in ogni momento dell’anno.

La cittadina è incantevole, ha saputo conservare l’aspetto medioevale con le case in mattoni, i campanili, i vecchi ponti,le pittoresche e colorate viuzze acciottolate ed i canali incantevoli che collegano piazze dove si tengono mercati, circondate da alte torri, chiese storiche e vecchi ospizi di carità imbiancati a calce.

Un modo per visitare la città è quello di percorrere in barca i canali che l’attraversano (ovviamente noi decidiamo di farlo), un intrico di strade liquide che rispecchiano nelle loro acque gli edifici, le luci, le atmosfere della città. La chiamano la “Venezia del Nord”.

L’acqua per Bruges ha segnato la storia e determinato la sua fortuna: fu grazie a questa capillare rete di canali che la collegava alle altri maggiori città delle Fiandre che Bruges, tra il Medioevo ed il Rinascimento divenne un importante nodo commerciale. La sua piazza principale il “GroteMarkt” o “Piazza del Mercato” un tempo ospitava bancarelle che esponevano di tutto dal cibo, agli arredi, ai tessuti (ricavati dalla pregiata lana inglese). La città conobbe l’apice del suo splendore nel XIV secolo grazie al ruolo dominante all’interno della Lega Anseatica: divenne infatti sede di diverse compagnie internazionali e approdo di navi mercantili provenienti da tutta Europa.

Poi il declino: la Lega Anseatica si trasferì ad Anversa, venne insabbiato il canale marittimo Zwin che consentiva a Bruges l’accesso diretto al Mare del Norde questo lasciò la città addormentata per circa 400 anni.

Bruges riemerse lentamente dal lungo sonno nel XIX secolo. Un grande contributo lo diede un poeta belga che pubblicò un romanzo con un’accattivante descrizione della città che richiamò l’attenzione dei turisti benestanti, i quali cominciarono a portare il denaro di cui la città aveva bisogno per risollevarsi.

Da allora Bruges ha lavorato senza sosta per rinnovarsi ed abbellirsi, riuscendo a mantenere la reputazione di essere un angolo di Medioevo unico in tutto il mondo.

Iniziamo la visita dalla piazza principale di Bruges: Il Markt, fiancheggiato da caratteristiche case dalle guglie appuntite, un tempo sedi delle corporazioni, oggi occupate da ristoranti e caffè, dalla massiccia torre campanaria, il Belfort, alto 83 metri e da imponenti palazzi gotici, oggi sedi amministrative.

Al centro della piazza le statue di JanBreydel e Pieter de Coninck, due eroi della rivolta fiamminga contro l’occupazione francese.

Raggiungiamo un’altra bellissima piazza: Il Burg, la piazza era il cuore amministrativo e religioso di Bruges e, sebbene nulla rimane delle due costruzioni, i bellissimi edifici storici che la circondano ne sono la testimonianza. E’ la festa del primo maggio, anche in Belgio la si festeggia ed abbiamo il piacere di assistere ad una sfilata di diverse bande musicali cittadine che convergono in questa piazza per intonare sul finale il bellissimo inno dell’Internazionale Socialista…da brividi!!

Bruges è una cittadina da percorrere in lungo ed in largo, facendo sosta ogni tanto in uno dei tanti localini che offrono birre deliziose o nelle patisseries dove puoi gustare cioccolate calde e torte e cioccolatini assortiti di ogni tipo.

Ci rechiamo al Begijnhof, anticipato da un muro di protezione ed un portale settecentesco che ne preservano la tranquillità e la pace, vediamo un gruppo di case bianche raggruppate intorno ad un giardino alberato, un tempo abitate dalle beghine di Bruges, oggi sostituite dalle monache del’Ordinedi San Benedetto.

 

Il Begijnhofdi Bruges è uno dei pochi e meglio conservati complessi sorti intorno al XIII secolo proprio nelle Fiandre, come comunità semimonastica di donne sole e vedove, spesso ricche, dedicate a Dio. La piccola comunità di suore laiche conduceva una vita di preghiera e lavoro. Una delle abitazioni è stata trasformata in un museo per dare al visitatore un’idea dello stile di vita delle beghine. Oggi come un tempo, il Begijnhof resta un’oasi di pace nel cuore della città. Nella bella chiesetta del centro le monache si raccolgono in un momento di preghiera, alternando momenti di adorazione a momenti di canto corale, ci immergiamo in questo silenzio rotto solo dalle note delle loro dolci voci.

Nei pressi del Begijnhof troviamo un altro dei posti più caratteristici della città: il Minnewater (Lago d’Amore), un lago circondato da un bellissimo parco e attraversato da un antico ponte. Un incantevole rifugio di tranquillità, il Minnewater è famoso anche per ospitare una folta colonia di cigni.7