Lettere e contributi 2

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: Politica, partecipazione, opposizione
Prosegue il dibattito sull’opposizione politica a Rozzano

N. 7 Ottobre 2015

Franco Spiccia

L'intervento di Mauro Valenti sul numero di settembre di Piazza Foglia mi induce a intervenire, non solo per il fatto di essere tirato in causa personalmente ma perché affronta un argomento importantissimo quale quello della partecipazione alla vita politica, riguardo al quale vorrei esporre alcune considerazioni e precisare alcuni fatti.
Cominciamo da questi ultimi: nella nostra organizzazione politica, intendo SEL, nessuno è mai stato escluso o messo da parte e non ci sono lotte né personalismi, tantomeno dettati dall'orgoglio. Chi si è defilato lo ha fatto per sua scelta.
Passate le scorse elezioni, SEL e 6Rozzano hanno deciso
di proseguire il percorso comune, invitando tutti i candidati, i simpatizzanti e tutti gli appartenenti alle forze di opposizione di sinistra e democratiche a dare il proprio contributo mettendo da parte, per quanto possibile, le proprie bandiere e spendendosi per un lavoro che sia, a livello locale, di opposizione costruttiva nell'interesse della città e, a livello superiore, in iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica su particolari problematiche.
Le convocazioni sono state fatte con tutti i mezzi possibili. In base alle forze disponibili abbiamo messo in cantiere alcune iniziative che io, personalmente, non ritengo poche né di scarso interesse.
Accanto ad esse c'è stato tutto il lavoro fatto dal nostro consigliere comunale: incontri con comitati, associazioni, interpellanze e mozioni. Ovviamente accettiamo critiche e le prendiamo come sprone a fare meglio e di più.
Nei primi incontri fatti da quel gruppo di persone che hanno accolto il nostro invito, ho espresso la mia opinione che l'impegno politico e sociale debba essere compatibile con i doveri familiari e lavorativi, le forze fisiche e le risorse economiche (eh già, ci sono anche quelle) a disposizione. I tempi in cui si sacrificava tutto (carriera, famiglia, interessi personali, ecc. ) per l'Ideale
, con la i maiuscola, sono passati. Forse sono stato preso troppo in parola e ora vedo persone che potrebbero dare molto di più all'impegno politico che non lo fanno, anteponendogli qualsiasi altro interesse. Cercare di capire i motivi di questo mancata disponibilità è nostro dovere ma non necessariamente ne attribuirei la colpa a chi invece continua, nel proprio piccolo, a essere presente e attivo.
Io non trovo offensiva l'accusa che faccio politica "da dilettante", nei ritagli di tempo, se con questo si intende che lo faccio quando, dopo una giornata di lavoro, anziché sedermi meritatamente sul divano,
metto ancora le mie residue forze fisiche a disposizione della mia città e delle mie idee. Sarebbe bello lo facessimo in tanti, tutti dilettanti.
Ma Il fatto  che la politica attragga sempre meno l'interesse della gente è evidente.  La sempre più scarsa partecipazione al voto, il calo dei tesserati a tutti i partiti, la modesta partecipazione a tante iniziative politiche, il successo di idee demagogiche e populiste anti-politica, sono manifestazioni chiare di un trend; valutare il numero di iniziative dell'opposizione rozzanese, senza tenere conto di questo contesto mi sembra sbagliato. Rilevo che forze come il Partito
Democratico, per quanto riguarda tematiche nazionali (supponendo che che per quelle locali deleghino tutto al lavoro dell'Amministrazione Comunale), la Lega Nord e Forza Italia, non hanno prodotto in un anno una sola, dicasi una sola, iniziativa pubblica, un momento di confronto di idee con la gente o di approfondimento di problemi sociali.
Si è eretto un muro tra popolo e politica: il primo diffida della seconda, è sfiduciato e, ad ondate, si entusiasma per chi appare "fuori sistema", per chi promette di cambiare tutto, per il decisionista di turno, per chi sa smuoverne l'apatia creando nemici e pericoli
. La seconda, al di là di qualche frase di circostanza, sembra non preoccuparsi poi tanto di questa disaffezione. Emblematica in tal senso la scrollata di spalle con la quale Renzi ha accolto la bassissima partecipazione alle scorse elezioni regionali dell'Emilia Romagna (solo il 37%), la regione che era presa ad esempio di grandissima partecipazione alla vita politica.
La crisi di rappresentanza attraversa tutti gli organismi di mediazione delle istanze sociali ed è il frutto di decenni di cultura individualista che spinge a risolvere i problemi singolarmente, o a piccoli gruppi, anziché collettivamente. Le lotte sociali che avevano portato ad
ottenere grandi conquiste negli anni settanta avevano in sé un germe di egualitarismo "insano" che le forze reazionarie e capitaliste hanno saputo culturalmente sfruttare per spezzare la solidarietà delle classi lavoratrici e della piccola e media borghesia introducendo un falso mito di meritocrazia che perlopiù si è risolto nella perpetrazione, anzi nell'ampliamento, di differenze sociali preesistenti. La tanta auspicata mobilità sociale ha funzionato solo verso il basso. La fase politica attuale che viviamo in Italia è sintomatica in questo senso, con i continui attacchi del governo e del mondo imprenditoriale ai sindacati. Ma non vorrei aprire questo discorso che è molto ampio.
Tornando all'oggetto della riflessione, come si supera questo distacco dall'attività politica e il disinteresse verso di essa? Anzitutto credo si debba individualmente partire da un approccio equilibrato. Ho visto molte persone che si "buttano" in politica con grandissimo entusiasmo che poi esauriscono in brevissimo tempo. L'attività politica non ci darà felicità personali (quelle che ci danno un amore, i figli, una passeggiata in campagna, una cena con gli amici ), né credo sia in grado di suscitare quelle profonde emozioni che la mia generazione ha provato in gioventù. Essa è fatica, costanza, fiducia, voglia
di capire, di confrontarsi, è impegno a migliorare l'esistente, forza di ricominciare da capo, di non avvilirsi per il tradimento di compagni, è capacità di valutare i risultati della propria attività oggettivamente e nel tempo anziché nell'immediato. Qualcosa che non si può fare solo per un anno o due ma che, magari in forme e ruoli diversi, si fa per tutta la vita. Bisogna aggiungere inoltre una grande disponibilità ad accettare il compromesso restando fedeli ad alcuni principi inderogabili.
Vi è poi la necessità, come lasciavo intendere sopra, per chi si riconosce in idee di sinistra, di una
battaglia culturale per riaffermare che solo attraverso battaglie collettive, che spesso partono dal basso, si può ottenere progresso sociale. Altrimenti si hanno solo accomodamenti personali. In questo senso la forma partito è per me fondamentale, sempre che sia organizzato democraticamente, vi sia assoluta trasparenza nei meccanismi decisionali, confronto continuo, ricambio ai vertici. Le altre forme di organizzazione (comitati di quartiere, comitati di altro tipo, associazioni di volontariato) vanno bene ma possono correre il rischio di avanzare istanze particolari che non tengono conto di interessi superiori o di esaurire la propria attività nel breve periodo.
La conseguenza di questo mio
lungo intervento è un invito a tutti a partecipare alla vita politica, a mettersi a disposizione, a dire io ci sono e  voglio dire la mia. Senza pensare di cambiare il mondo ma sapendo che le cose del mondo quasi mai sono guidate dal fato ma dalla volontà e dall'impegno dell'uomo.
Mauro Valenti invita ad aprire la sezione e organizzare un "incontro pubblico trasversale, per costruire (o ricostruire), un tessuto politico sul territorio per poter coinvolgere soggettività che abbiano ancora voglia di impegnarsi concretamente". Già da giugno il nostro consigliere De Vecchi ha proposto a tutti coloro che
sono interessati, e che già non militano in 6Rozzano e in SEL, di incontrarsi una volta al mese per discutere dei problemi della città, per avanzare proposte, per suggerire iniziative. Vi sono stati già due incontri che reputo positivi. Per quanto mi riguarda, metto la sede di SEL-6Rozzano a disposizione, non solo per queste iniziative ed altre simili, ma di chiunque abbia interesse ad utilizzarla anche per fini non strettamente politici ma comunque  compatibili  con la funzione sociale che ha la sede politica di un partito di sinistra democratica.

Casella di testo: Transumanza!
L’avventuroso viaggio da Rozzano Vecchia al “centro città”

N. 8 Novembre 2015

Cara Piazza Foglia, l’abitudine di trasferirsi dalla parte vecchia al centro cittadino è radicata da “illo tempore”  nei cittadini di Rozzano. Ogni giorno e soprattutto nelle ore diurne si possono notare parecchie persone che fanno il tragitto  “pedibus calcantis” o in bicicletta. Giovani, meno giovani, pure anziani, con la spesa, diretti dal medico, in Municipio o per altre commissioni, il popolo di Rozzano Vecchia mantiene la consuetudine della trasferta.

Pure la sottoscritta, da quando abita in quella contrada,  si sottopone volentieri al rito della transumanza pedestre.

Dapprima meccanicamente, anzi valutando quale fosse il tragitto più breve per raggiungere il Centro.

In seguito andando alla ricerca dei passaggi più ameni. Quanto è ombroso il sentiero che costeggia il fosso e che collega viale Liguria con l’inizio di via Cooperazione, tappezzato di foglie multicolori, con la sfilata di tigli odorosi che alla loro fioritura inebriano le narici e solleticano i sensi.

Attualmente mi piace percorrere il cammino alla ventura, così come capita e la meraviglia consiste nel fatto che ho scoperto nella città angoli caratteristici, scorci inimmaginabili, risorse inaspettate.

Mi capita di trovarmi faccia a muso con fauna selvatica, che pascola tranquillamente, anzi spadroneggia, nei giardini condominiali di Guido Rossa.

(foto n.1)

Oppure villeggia al fiume, prendendo freschi bagni.

(foto n. 2)

Mi imbatto in fontanili, che se non fai attenzione, ti ci rompi una gamba.

(foto n. 3)

Pure pozzi artesiani ci sono. Questa volta però non sono le gambe, bensì le ruote dell’auto a essere in pericolo.

(fot n. 4)

Il cammino è costellato da steccati eleganti e decorativi.

(foto n. 5)

Puoi cimentarti su ponti tibetani e passerelle fortunose.

(foto n.6)

Anche sulle montagne russe puoi cimentarti, se ne hai l’ardire.

(foto n. 7)

Esiste pure la possibilità di compiere percorsi labirintici, magari seminando sassolini come nella fiaba di Pollicino.

(foto n. 8)

Tutto ciò esaltato da grandi proclami,nonostante siano piuttosto sbiaditi dalle ingiurie di anni di posa .

(foto n. 9)

Dimenticavo il meglio: pregevoli scorci di natura morta.

(foto n. 10)

Insomma un gran bel diporto!!!

Provare per credere.

ZI

Casella di testo: Bambole senza testa
Letture e interpretazioni della Bibbia e del Corano

N. 9 Dicembre 2015

Gabriele Arosio

Haim Baharier, lettore ebraico della Bibbia, negli anni scorsi ha riempito il teatro Verdi di Milano. Quest’estate ha rilasciato un’intervista, dichiarando: "Negli ultimi anni della sua vita Kafka decise di imparare l'Ebraico e andava spesso in sinagoga. Una volta tirando fuori le pergamene le chiamò le vecchie bambole senza testa. Intendeva dire che la testa - ovvero l'interpretazione - dobbiamo dargliela noi, se non vogliamo essere delle marionette" (Repubblica 9 agosto 2015).

“Perciò il re confida nel SIGNORE e, per la benevolenza dell'Altissimo, non sarà mai smosso. La tua mano raggiungerà tutti i tuoi nemici; la tua destra colpirà quelli che ti odiano. Tu li metterai come in una fornace ardente, quando apparirai; il SIGNORE, nel suo sdegno, li inabisserà, e il fuoco li divorerà.

Tu farai sparire il loro frutto dalla terra e la loro discendenza tra i figli degli uomini; perché hanno macchinato del male contro di te; hanno ideato malvagi progetti, che non potranno attuare; poiché tu farai loro voltare le spalle, con il tuo arco mirerai diritto alla loro faccia. Innàlzati, o SIGNORE, con la tua forza; noi canteremo e celebreremo la tua potenza”.

Queste parole vengono da un libro sacro che pensiamo di conoscere: salmo 21, Bibbia ebraico-cristiana.

E il Corano? E’ un libro di guerra o di pace?

Anzitutto pace è il nome stesso di Dio: “Egli è Dio: non v’ha altro Dio che Lui, il Re, il Santo la Pace, il Fedele, il Custode, il Possente, il Soggiogatore, il Grandissimo” (59,23).

Poi spesso nel Corano risuona l’invito a cercare la pace: “c’è qualcuno che invita a un’elemosina o a una buona azione o a metter pace fra gli uomini; e a chiunque faccia questo per desiderio di piacere a Dio, daremo mercede immensa” (4,114).

L’opera di pacificazione è considerata opera meritoria: “chi poi perdona, e fa pace fra sé e l’avversario, gliene darà mercede Iddio, perché Dio non ama gli iniqui” (6,54).

Nonostante un’opposizione dura contro gli idolatri, si esortano i fedeli ad augurare la pace e trattare con garbo e rispetto chi non vuole accettare il messaggio: “i servi del Misericordioso son coloro che camminano sulla terra modestamente, e quando i pagani rivolgono loro la parola rispondono: Pace!” (25,63).

La pace è invocata non solo sugli inviati di Dio ma anche su tutti i popoli: “Oh Noè! Scendi da questo monte con la Nostra Pace e le Nostre benedizioni, su te e sui popoli che usciranno da quelli che sono con te” (11,48).

Vi è anche una situazione particolare nel Corano che occorre sottolineare: la pace viene spesso invocata come benedizione su tutti i profeti: Noè, Abramo, Mosè, Aronne, Elia…

In un solo caso non è il Corano a invocarla su di lui, ma lui per sé stesso.

“Sia pace su di me, il dì che nacqui e il dì che muoio e il dì quando sarò risuscitato a Vita!” (19,33).

E’ il caso di Gesù, considerato un grande profeta seppure non figlio di Dio, forse anche maggiore di Maometto per le sue qualità di uomo dei miracoli. Un caso che dovrebbe far riflettere molto chi vuole promuovere il dialogo interreligioso.

Nell’immaginario comune si sta insediando in questi giorni la convinzione che il Corano sia un libro incline a incitare alla violenza, all’aggressione, alla guerra.

In realtà accanto a versetti interpretabili in questo senso, ve ne sono molti altri di tutt’altro tono.

Come per altro accade nella stessa Bibbia ebraico-cristiana.

E per altro tutti sanno bene che il tema della violenza incrocia il tema delle religioni, in quanto ritenute opinioni forti e indiscutibili, ma non è estraneo a ideologie che nulla hanno di religioso e che si propongono con altrettanta assolutezza. La storia italiana e il suo ventennio di terrorismo a opera delle Brigate Rosse ne è una prova recente.

I credenti di ogni religione hanno oggi una responsabilità: quella di leggere i propri libri sacri senza lasciare che siano bambole senza testa.

Una via per la pace è a essi indicata ed è rintracciabile nei loro testi. Alla libertà di ognuno di sviluppare e custodire questo valore.

Casella di testo: Cerchi d’Acqua
Un luogo di donne contro la violenza

N. 1 Gennaio 2016

Gentile redazione di Piazza Foglia, vi inviamo una breve presentazione della nostra associazione.

Chi siamo

La Cooperativa Sociale Cerchi d’Acqua è un centro antiviolenza che si è costituito nell’anno 2000. Nasce da un progetto dell’équipe di lavoro del Centro di Accoglienza della Casa delle Donne Maltrattate di Milano.

Il centro si occupa di contrastare la violenza di genere e accoglie circa 600 donne l’anno.

Il presupposto di Cerchi d’Acqua è che ogni donna abbia in sé la forza e le risorse per uscire dalla violenza. Opera con il consenso della donna e garantisce riservatezza, anonimato e non giudizio.

L’équipe di lavoro della cooperativa ha una pluriennale esperienza sulle problematiche della violenza. E’ composta da consulenti di accoglienza, psicologhe-psicoterapeute, avvocate, orientatrici e formatrici.

Cerchi d’Acqua appartiene alla Rete delle Case delle Donne e dei Centri Antiviolenza della Lombardia ed è socia fondatrice di D.i.Re. (Donne in Rete Contro la Violenza), associazione nazionale dei centri antiviolenza.

Fa parte inoltre della rete di strutture che si occupano di violenza, coordinata dal Comune di Mi

A chi ci rivolgiamo

alle donne che hanno subito violenza domestica, stalking e/o abuso sessuale;

alla rete relazionale delle donne, perché la violenza colpisce anche familiari, partner, amici, etc.;

alle strutture del territorio e del privato sociale;

a quanti desiderano riflettere e confrontarsi per acquisire strumenti di educazione e prevenzione (operatori, educatori, insegnanti).

Cosa offriamo

Accoglienza telefonica: per ricevere le prime richieste di aiuto.

Colloqui di accoglienza: per comprendere la situazione e progettare percorsi di uscita dal disagio;

Consulenze ed interventi specialistici:

consulenza informativa legale,

percorsi di orientamento al lavoro

percorsi di sostegno psicologico,

psicoterapia e gruppi di auto-aiuto.

Interventi di formazione e sensibilizzazione: per stimolare la cultura del rispetto e della non violenza con l’obiettivo di produrre cambiamento a livello sociale e culturale.  Questo in particolare con uno sguardo ai giovani in un’ottica di prevenzione.

Tutti gli interventi sono offerti a titolo gratuito

Cerchi d’acqua cooperativa sociale a responsabilità limitata - ONLUS,

Contro la violenza alle donne – Contro la violenza in famiglia

Via Verona, 9 – 20135 Milano – Tel.: 02/58430117 – Fax: 02/58311549 -Email: info@cerchidacqua.org – Sito internet: www.cerchidacqua.org

Partita IVA 13284990150 - Iscrizione CCIAA: REA n. 1635745 - Iscrizione all’Albo delle Società Cooperative n. A117318