Lettere e contributi

Periodico di informazione, cultura, opinioni

Casella di testo: Il degrado del trasporto pubblico nella nostra città

N. 1 Marzo 2015

Lorenzo Anile

Mi capita spesso di soffermarmi a osservare ciò che nella nostra città potrebbe essere migliorato, facendo degli spontanei confronti con altre realtà.

Da viaggiatore che frequenta spesso la Mitteleuropa,  invidio l’arredo urbano e la cura nella gestione dell’ambiente degli altri Paesi:  ciò che in quei luoghi è considerato essenziale,  in Italia è ancora visto come un surplus, un elemento secondario su cui si investe poco.

Ho iniziato a utilizzare il trasporto pubblico da quando ero uno studente delle scuole medie e da allora sono avvenuti parecchi cambiamenti.

Si sono ad esempio susseguite varie generazioni di mezzi  fino all’adozione dei moderni “ecobus” euro5 a piano ribassato, che permettono un facile accesso a disabili e persone a mobilità ridotta; varie linee sono state modificate per garantire nuovi collegamenti verso alcuni “poli” strategici, come  l’ospedale Humanitas o la nuova stazione Metrò presso il Forum di Assago, ma c’è ancora tanto da fare!

Prendiamo le pensiline realizzate dal Comune rozzanese per le fermate dei bus in città e poi estese anche alle fermate tranviari. Se girate per le vie ne vedrete parecchie.

Come cittadino rozzanese sono sconcertato dalle loro condizioni:  senza vetri,  graffitate, sporche, a volte persino pericolose, con mappe del trasporto pubblico non aggiornate.

Ho già inoltrato mesi fa segnalazioni specifiche all'azienda che si occupa della pubblicità, al Comune, ai relativi assessorati e uffici tecnici, nonché al nuovo sindaco Barbara Agogliati, senza ricevere – a oggi -  risposta alcuna.

Un altro tema delicato riguarda la grande quantità di piante invasive, erbacce e immondizia che abbondano lungo la sede tranviaria, soprattutto presso le fermate più affollate.

La questione si complica se andiamo a rintracciare le cause di questo disservizio:  tutto sembra derivare da un continuo rimpallo di responsabilità tra Amministrazione Comunale - che dovrebbe mantenere il verde limitrofo ai binari -  e ATM, che è l’ente proprietario (e curante) dell’infrastruttura.

Dopo numerose richieste, segnalazioni  ed e-mail , promosse dal sottoscritto nei confronti di ATM (profilo twitter atm_informa ) e verso le autorità politiche locali, utilizzando anche i profili facebook dell’ex sindaco D’Avolio e dell’attuale sindaco Agogliati,  l’Amministrazione Comunale ha reso noto (tramite giornale e sito del Comune) d’ aver fatto eseguire ad ATM i lavori di ORDINARIA MANUTENZIONE per la potatura di piante ed erbacce lungo la sede tranviaria da via Curiel a viale Romagna, dimenticando però di risolvere il problema della rimozione di rifiuti e di altri oggetti di scarto presenti in loco.

Credo che il desiderio del Cittadino (e non solo il mio)  sia che le situazioni critiche vengano identificate e risolte velocemente, perché a perderci non è soltanto il pendolare o l’utente occasionale del trasporto pubblico, ma l’immagine che la città mostra a chiunque venga a Rozzano (magari solo per recarsi all’Humanitas o al Fiordaliso) sia con il tram, che con la propria autovettura.

L’arredo urbano e la cura del verde pubblico sono elementi strutturanti e fondamentali, che indicano il livello della civiltà di un territorio, di una regione e di un paese.

Essi vanno curati e gestiti con responsabilità e attenzione.

Le moderne discipline suggeriscono inoltre di porre attenzione a un aspetto di natura sociale importantissimo, che dovrebbe costituire elemento di meditazione da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici: vivere in una città pulita e ordinata aiuta a identificarsi col territorio.

Il rispetto è quindi legato anche al livello di degrado “percepito”,  perché l’uomo medio è più portato a gettare a terra rifiuti dove ne sono già presenti altri, non dove trova un ambiente pulito.

Anche l’effetto del vandalismo, che come noto è uno dei problemi “storici” delle aree di periferia, può essere meglio isolato e ricondotto a livelli fisiologici,  più che coi  sistemi di videosorveglianza  (che possono essere aggirati e non costituiscono sufficiente elemento deterrente), con il mantenimento dello  stesso  decoro.    

E’ stato inoltre dimostrato chei costi dei ripristini, sono – in un bilancio pluriennale serio – di gran lunga superiori a quelli che comporta una manutenzione ordinaria efficiente.

Sono personalmente convinto che la migliore “campagna di educazione civica” sia proprio quella di gestire l’habitat con attenzione, buonsenso  e serietà.

Casella di testo: Contro EXPO

N. 2 Aprile 2015

Sergio Cappellini

Con l’approssimarsi dell’EXPO si moltiplicano gli inviti ad acquistare biglietti d’ingresso e a organizzare visite collettive agli spazi espositivi. Vorrei allora far presente quanto segue.

Quarantasei imprese che lavorano per EXPO sono risultate infiltrate da cosche mafiose; decine di chilometri di tangenziali, autostrade e svincoli, quasi del tutto inutili, hanno distrutto 1600 ettari di terreno agricolo e di parchi protetti in Lombardia; la spaventosa colata di cemento sul territorio di Rho-Pero ha cancellato 110 ettari di suolo agricolo (il tutto in nome di una nobilissima causa: “nutrire il pianeta”!); il fantastico progetto delle “vie d’acqua” è diventato l’ennesimo oggetto d’indagine della Guardia di Finanza per atti di corruzione. E, come se non bastasse, il ras dei Lavori pubblici Ercole Incalza, legato al ministro Lupi e appena finito in manette, allungava i tentacoli del suo colossale sistema di mazzette e appalti – ma tu guarda! - anche sui lavori collegati all’EXPO.

Insomma, un fiume di denaro pubblico ingrassa i meccanismi di una gigantesca macchina che macina cemento e tangenti, finte metropolitane e inutili corsi d’acqua, autostrade deserte e affollati (quelli sì) comitati d’affari. Il grandioso evento che da anni viene annunciato come epocale e irrinunciabile, fattore di rinascita economica e portatore di benessere per Milano e l’Italia, vetrina scintillante che ci collocherà per sei mesi al centro del mondo, sarà l’ennesima “grande opera” costosa, inutile e dannosa, sponsorizzata da banche, imprese multinazionali dell’alimentazione che desertificano il pianeta, costruttori e, ovviamente, gruppi politici intrecciati con interessi affaristici di ogni genere. E naturalmente non mancherà la grancassa della stampa di regime e delle televisioni unificate che intoneranno il quotidiano inno alla gioia per l’Evento, col Presidente del Consiglio a dirigere la fanfara.

Meno male che almeno il Papa ricorda che è necessario “rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della iniquità”. Questo concetto l’ho imparato tanti anni fa leggendo Marx, ma mi fa piacere sentirlo esporre dal Pontefice. In un paese in cui la sinistra come forza organizzata non esiste più e dove troppi cattolici sono soggiogati dalla logica dell’economia di mercato e dal fascino del potere, una voce autorevole fuori dal coro aiuta a non perdere la speranza.

Ma bisognerebbe che anche la scuola si svegliasse dal suo torpore conformista e ritrovasse le ragioni profonde della sua esistenza: insegnare a pensare. Criticamente.

Casella di testo: Alberi e territorio
Esperienze e competenze per la cura del verde urbano

N. 2 Aprile 2015

Tiziano Morosini-Arboricoltore

Entrando in un centro abitato, una delle prime cose che coglie il nostro occhio è la presenza del verde:  parchi, aiuole, alberi in quantità più o meno grandi, luoghi dove poter sostare e passeggiare all'ombra, nei quali è possibile ritornare per un certo tempo in contatto con la natura sempre più estromessa dai centri abitati.

Uno degli elementi che maggiormente caratterizzano i viali e i parchi cittadini è la presenza degli alberi, che con le loro chiome ombreggiano e rendono esteticamente più accogliente un centro abitato. Ognuno di noi è più invogliato ad abitare in un posto con molti alberi e giardini piuttosto che in uno dove la presenza di questi è minore o addirittura scarsa. Gli alberi, oltre alla funzione estetica, assumono un ruolo importante dal punto di vista della qualità dell'ambiente in cui viviamo; le loro chiome infatti intercettano le polveri sospese nell'aria, limitandone la circolazione, le quali in seguito verranno dilavate dalla pioggia e finiranno nei tombini; essi attutiscono il rumore del traffico e il riverbero contro le costruzioni; rallentano la forza del vento lungo i viali e nei parchi; danno maggior valore alle abitazioni. Un altro aspetto interessante, rivelato da uno studio condotto negli Stati Uniti, è quello della riduzione di atti criminosi come scippi e furti nelle case di quartieri con presenza di alberi di dimensioni medio grande. Ciò è dovuto al fatto che questi ambienti favoriscono una maggior affluenza  nelle strade e quindi l’ utilizzo degli spazi pubblici da parte degli abitanti: più gente c'è in strada, meno ladri si avventurano nel quartiere.

Naturalmente, per poter godere di questi benefici che gli alberi sono in grado di offrirci, è necessario che la loro gestione venga affidata a personale specializzato. Da parte dei Comuni non è sufficiente avere un regolamento di tutela, se poi le prescrizioni in esso contenute non vengono rispettate, come da anni succede a Rozzano

Proprio la municipalizzata API compie interventi di potature molto pesanti che non solo pregiudicano il portamento naturale di ogni specie, ma  indeboliscono l'albero e lo rendono suscettibile di attacco da parte di funghi che degradano il legno e ne compromettono la stabilità con potenziali gravi rischi per l'incolumità delle persone. Questa situazione è molto diffusa anche a causa del fatto che i Comuni molte volte incaricano a ricoprire il ruolo “di tecnico del verde”  figure professionali che non hanno nessuna conoscenza in materia di cura delle alberature in ambiente urbano e di tutte le problematiche relative. Manca, da parte degli enti pubblici, un'indicazione precisa sul tipo di intervento da eseguire correttamente, a seconda delle specie  di albero, a seconda dello scopo che si vuole raggiungere, a seconda del luogo in cui cresce un albero. Manca un coordinamento tra Comune e imprese che compiono lavori edili e stradal: così spesso succede che gli scavi per i sottoservizi danneggino gravemente le radici degli alberi compromettendone la stabilità. Per gestire correttamente il patrimonio arboreo di una città è necessario che le cure vengano eseguite secondo i principi della moderna arboricoltura, scienza che studia tutto ciò che riguarda gli alberi in ambiente urbano e non, partendo dalla coltivazione e valutazione della qualità in vivaio, stabilendo la giusta tecnica di piantagione, allevamento e cura nelle avversità, nonché la corretta gestione di alberi veterani sia lungo le vie cittadine che nei parchi.

Casella di testo: Il riscatto del terreno nell’edilizia convenzionata

N. 3 Marzo 2015

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera che affronta una questione che molti cittadini di Rozzano. L’edilizia cosiddetta “convenzionata” è assai diffusa nella nostra città: cooperative edilizie, ma anche imprese, hanno utilizzato la formula della convenzione per realizzare abitazioni in proprietà a costi contenuti. Il contenimento dei costi è stato possibile proprio attraverso la costruzione su suoli che non sono stati acquistati dagli edificatori e poi passati ai proprietari dell’abitazione, ma in  “diritto di superficie”, ovvero senza dover acquistare il terreno, che rimane di proprietà pubblica e viene ceduto, appunto, in diritto per un periodo standard di 99 anni fissato tramite una convenzione, da cui la definizione di” edilizia convenzionata”.  A partire dalla famosa legge 167 del 1962,  questa modalità edificatoria, nata per interventi di riqualificazione residenziale, ha permesso la diffusione della proprietà  della casa a una vasta platea sociale. Ovviamente le convenzioni fissano vincoli di tempo e costi per la vendita dell’alloggio, insieme a limiti di reddito per l’acquisto, al fine di prevenire speculazioni facilmente intuibili. Il terreno su cui è stato costruito l’edificio può comunque essere riscattato, dopo un certo numero di anni dalla sua edificazione, permettendo così il superamento di alcuni limiti nella successiva possibilità di rivendere l’alloggio. Su questo argomento, al fine di agevolare l’acquisto del terreno, è stata presentata in Consiglio Comunale una proposta dal Movimento 5Stelle che prevede rateizzazioni e agevolazioni per chi intende procedere al riscatto.

Di questo parla la lettera, piuttosto tecnica, che qui pubblichiamo insieme ad alcune opinioni sul tema che abbiamo raccolto tra i alcuni cittadini proprietari di alloggi in edilizia convenzionata. Chi è interessato alla faccenda troverà qui interessanti informazioni.

 

Spett. redazione di Piazza Foglie,

durante un incontro avuto tempo fa con l’Arch. Panzarino del Comune di Rozzano, era stato da me evidenziato che i conteggi redatti dallo stesso a proposito del riscatto del terreno nel mio condominio, non erano corretti.

Infatti veniva da me fatto rilevare che nei conteggi finali mancava la riduzione  del 25% a nostro favore, stabilito dalla Legge  e confermato dalla Delibera della Corte dei Conti a Sezioni Unite di Roma n. 22/CONTR/11 del 14/aprile/2011.

In conseguenza di queste nuove informazioni, i conteggi relativi alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà piena, andavano rifatti.

L’arch. Panzarino promise che entro la fine del  mese di Giugno 2013, avrebbe fatto pervenire ai Condomini i nuovi conteggi aggiornati e per i quali però   – ha dichiarato ai presenti alla riunione – avrebbe dovuto “modificare” i parametri dei calcoli.

Tali modifiche – ha dichiarato - avrebbero potuto comportare un ricalcolo che, forse,  avrebbe portato a un aumento a nostro carico e, quindi, avremmo dovuto pagare di più di quello che attualmente ci viene richiesto.

Come illustrerò tale aumento è ingiustificato.

Lascio a voi ogni considerazione in merito.

Comunque mi sono preso la briga di sottoporre alla vostra attenzione alcune mie personali considerazioni:

il prezzo base di €. 2.350,00 al mq. è stato convenuto (?) con l’Agenzia delle Entrate;

i conteggi relativi e consequenziali indicati e riportati sulla “scheda tecnica” sono conteggiati su parametri stabiliti dalla Legge 448/1998, art. 31 – comma 48 e  ss.;

il Consiglio Comunale nella seduta dell’ 11/febbraio/2013, ha dichiarato conformi alla legge i parametri di calcolo presentati dall’arch. Panzarino ;

l’arch. Panzarino ha sviluppato le schede tecniche sulla base di quanto deciso ed approvato dal Consiglio Comunale.

La “minacciata” modifica dei parametri di calcolo, per “forse” farci pagare di più, vuol dire: che i parametri presentati al Consiglio Comunale dall’arch. Panzarino nella sua RELAZIONE TECNICO-ESTIMATIVA TIPO,  non sono conformi al dettato legislativo; che il Consiglio Comunale ha approvato un documento presentato dal predetto arch. Panzarino non conforme a quanto stabilisce la Legge in merito.

Bisogna, inoltre, riconsiderare due valori molto importanti al fine di una corretta esposizione degli importi richiesti per il riscatto: il primo valore riguarda l’anticipo a suo tempo versato dalla Cooperativa per il diritto di superficie; nel 2012 (vedi lettera di richiesta del Comune) l’importo iniziale versato dalla Cooperativa viene rivalutato;

nel 2013 (vedi lettera di richiesta del Comune) lo stesso importo iniziale versato dalla Cooperativa viene rivalutato con un incremento di valore pari al +33%, nel periodo di tempo di un solo anno (dal 2012 al 2013 (???)).

Ovviamente, l’importo non corrisponde all’importo iniziale incrementato secondo gli indici Istat, come prescrive la Legge.

Tanto premesso e considerando conformi al dettato legislativo i parametri per il calcolo della trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, la Scheda Tecnica va modificata come segue:

Vta = Valore Venale Attuale dell’area = x

Vta = x – 25% (omesso sconto nei calcoli, come da Legge) = y

ulteriore successiva riduzione 40% = y – 40% = (importo lordo del riscatto)

importo lordo – acconto iniziale = importo netto finale da ripartire in millesimi e far pagare dal condomino.

Come si può rilevare le omissioni perpetrate sono tutte a danno dell’incolpevole cittadino che, ormai giunto alla pensione, ci vede falcidiare e privare dei suoi diritti per poter riscattare ed entrare in possesso di un diritto inviolabile: quello della proprietà.

Rozzano, 22/03/2015

Michele Merlino

Che ne pensano i cittadini

Gigliola Zizioli

Diamo inizio al nostro ventaglio di interviste con alcuni residenti di via Guido Rossa, i quali hanno già avuto l’opportunità di riscattare il terreno del proprio alloggio qualche anno fa.

I signori Antonio, Pietro, Mario, Luisa , Carmelo e altri ancora.

Tutti si dichiarano soddisfatti dell’acquisto e sostengono sia stata un’ottima decisione.

Le motivazioni sono:

il costo per il riscatto del terreno era congruo. Per esempio per un alloggio di 80mq la spesa si aggirava intorno ai 7000 euro

l’opportunità del riscatto ha reso più sereno il residente, soprattutto se già avanti con l’età, in quanto ora possiede la speranza di non creare problemi agli eredi

il riscatto ha reso possibile la vendita dell’alloggio senza restrizioni, sia per l’attuale intestatario, sia, e ancora di più, per gli eredi

molto rimarcata è stata la constatazione di essere ora in grado di effettuare una vendita “pulita”. Spesso gli alloggi in edilizia convenzionata vengono venduti al prezzo imposto dalla normativa, con un surplus integrativo corrisposto “in nero”. Perciò, ritengono gli interpellati, si evitano azioni poco legali.

altro punto importante è quello di poter contribuire a rimpinguare le casse comunali, con reciproca soddisfazione, evitando se mai l’edificazione di nuove costruzioni, o almeno tale è la speranza

unica nota stonata è stata la richiesta di uno sconto sull’importo voluto dalla normativa, sconto che risulta fosse contemplabile, ma è stato disatteso

Non ci risulta che residenti di altre zone in edilizia convenzionata abbiano ricevuto l’offerta di riscatto.

Abbiamo comunque voluto testare la disponibilità.

I residenti del complesso RZ6, sito in via della Cooperazione, da noi contattati, Rosanna, Massimiliano, Giovanna, si dichiarano intenzionati all’acquisto. L’unica remora potrebbe essere l’importo e auspicherebbero una rateizzazione.

Passiamo ora agli edifici fra via della Cooperazione e via XXV aprile, “quelli del Simply”, come vengono appellati bonariamente  gli edifici. Oppure  “i loculi” meno bonariamente chiamati.

L’opportunità di riscatto avverrà solo fra molti anni, in quanto tali edifici sono stati occupati a partire l’anno 2011.

I residenti interpellati, Giovanni, Alessio, Maria, Valentina, e pure la sottoscritta, si dichiarano interessati.