Periodico di informazione, cultura, opinioni

Rozzano Anno V - N. 10 – Dicembre 2018

Milano, tanti clochard dormono sotto i porticati del centro. In inverno è dura per loro. L’altra notte, davanti al negozio della Nike tanti ragazzi hanno passato anche loro una notte all'addiaccio. Solidarietà? Macchè! Erano in fila per accaparrarsi le nuove scarpe! Massimo sconforto!

Giustizia

Giustizia: quattro problemi da risolvere

Frecciarossa

Anno V- n.10 – Dicembre 2018

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Locale

Elezioni amministrative, Rozzano 2019: il punto

Archivio tematico dei numeri precedenti

Globale

Elogio della democrazia rappresentativa

Appunti per una breve e desolante storia

La pacchia è finita, così diceva l’orribile Javert

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

Mail: posta@piazzafoglia.it

www.piazzafoglia.it

Globale

Globale

TAV, grandi opere, infrastrutture e cura dell’ambiente. Per un nuovo modello di organizzazione del territorio e della società.

Un appello da Torino

Nel mese di Dicembre 2018 abbiamo pubblicato

Piazza Foglia augura a tutti Buone Feste!

The Blue Moon Boys

The big bang band

Cultura

Una città di onesti e uguali

Dunque è iniziata la campagna elettorale a Rozzano.

Qualche candidato è già noto, presto arriveranno gli altri.

Spetterà a loro certamente di indicare programmi e persone con cui vogliono governare la città.

A noi cittadini di conoscere e scegliere con il voto il giorno delle elezioni.

Io credo che in questo momento si possa utilmente indicare qualche orizzonte prepolitico di valori a cui ci piacerebbe molto i candidati potessero attingere.

Mi è tornato in mente un bellissimo discorso alla città di Milano del card. Martini, l’ultimo da lui pronunciato nel 2002.

Nell’ultimo paragrafo indicava un orizzonte di straordinaria forza con il titolo: una città di uguali e onesti.

«Sia permesso infine di indicare più in generale quella strada politica efficace che è quella di dare forza e amabilità a una esistenza vissuta nel rispetto delle regole, mostrando che una vita umile e paziente, rispettosa delle leggi ed estranea alle prepotenze, non è atteggiamento imbelle, ma è umana e forte. Ma finché la nostra società stimerà di più i «furbi», che hanno successo, un’acqua limacciosa continuerà ad alimentare il mulino della illegalità e anche, sì, della microcriminalità diffusa. C’è anche un altro effetto, e forse più grave: quello che, togliendo stima sociale all’onestà, si indebolisca il senso civico, in specie dei giovani e dei più esposti alle strumentalizzazioni; e che si coltivi, anche nell’industre Milano, una classe di manovalanza criminosa, attratta dal facile guadagno. Compito culturale urgente allora — che accomuna la città con le sue decisioni politiche e la Chiesa con la sua funzione formativa — è quello di innescare un movimento di restituzione di stima sociale e di prestigio al comportamento onesto e altruistico, anche se austero e povero: «quanto è fortunata quella cittadinanza che ha moltissimi giusti» (De Cain, II, 12). Rivedendo magari, se del caso, i criteri con i quali la società — e magari anche la Chiesa — concedono favore e attenzione, criteri che troppo spesso premiano i potenti di questo mondo».

Non basta l’onestà e la stima per il rispetto delle leggi, è indispensabile l’altruismo.

All’onestà va accompagnato l’amore per la giustizia, il superamento di tutte le disuguaglianze.

Rozzano, nessuno può girare la faccia dall’altra parte, ha conosciuto l’onta di indagini e processi che hanno minato la stima per il comportamento onesto dei suoi amministratori.

Debiti e malgoverno rendono difficile il futuro.

L’austerità dei comportamenti spesso è proprio mancata.

I cittadini di Rozzano, io credo, questa volta più che mai, non vorranno premiare potenti ma giusti. Non vorranno sperare in favori ma credere nel bene comune.

Gabriele Arosio