Periodico di informazione, cultura, opinioni

Rozzano Anno V - N. 5 – Giugno 2018

Stamattina in macchina ho sentito Salvini. Mi sono commosso a tal punto, che giunto al semaforo ho tirato giù il finestrino e ho dato dieci euro al tipo che mi si era affiancato col suo Porsche Cayenne!

Giustizia

Radicali “chic”

Frecciarossa

Anno V- n.5 – Giugno 2018

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

Locale

Droga, cemento, biossido: notizie dal Sud Milano

 

Cosa succede in città

Archivio tematico dei numeri precedenti

Cultura

Tanti auguri vecchio Marx!

Breve saggio sul capitale, la crisi e il compleanno di Karl Marx

Globale

Aiuto! Ci stanno togliendo il politicamente scorretto!

In questo numero

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Daniela Giannoccaro, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

Mail: posta@piazzafoglia.it

www.piazzafoglia.it

Società

Brave new world

Il lavoro, le macchine, gli algoritmi e nonno Marx

Come eravamo

Casella di testo: Le case operaie della Filatura De Shappe al Bissoncello, dei primi del ‘900. 
Foto degli Anni ‘70

Cultura

Nando Dalla Chiesa, Per fortuna faccio il prof

L’editoriale

Il governo dopo il terremoto

 

Bene, abbiamo il “governo del cambiamento”!

Un governo in cui un professore, che un paio di giorni prima il Presidente della Repubblica aveva rifiutato di nominare all’economia perché inviso all’Europa, viene nominato, dallo stesso presidente, ministro per i rapporti con l’Europa. Un corto circuito logico, forse prima che politico.

Un governo in cui il ministro dell’Interno si propone di passare casa per casa a rastrellare migranti, usando anche “le maniere forti”, e sbraita che per costoro “la pacchia è finita” – forse si riferisce alle crociere nel Mediterraneo su splendidi gommoni bucati -, ma tutto ciò pare non turbare affatto né l’Europa, né il Presidente della Repubblica così attento ai risparmiatori italiani e agli investitori – in finanza, mica attività produttive! - internazionali.

Un governo in cui il Ministro per la Famiglia che sembra uscito dal medioevo, vorrebbe abrogare la legge 194, blatera di “sostituzione etnica”, “annacquamento dell’identità” e “minaccia gender”.

Un governo “anticasta e antiestablishment” che ha come Ministro degli Esteri un signore che abbiamo già visto all’opera con Monti, appassionato sostenitore del pareggio di bilancio in Costituzione: immaginiamo tutti quanto egli sia pronto a rovesciare come un calzino questo sistema!

Un governo che ha all’Economia un Ministro che si è fatto le ossa con Berlusconi e Brunetta, che irride al reddito di cittadinanza ed è un convinto sostenitore della flat tax. Ma così convinto che è disposto ad aumentare l’IVA per finanziare questa tassa folle e iniqua. Uno cioè che vorrebbe rubare due volte ai poveri per offrire ai ricchi gli agi che meritano. Il tutto in nome della lotta ai privilegi e al grido di “onestà, onestà”!

Un governo col programma già definito da un “contratto” tra i partiti che lo sostengono, che ha come Presidente del Consiglio, cioè come responsabile dell’indirizzo politico e dell’attuazione di quel programma,  un “tecnico”, pacato e di bell’aspetto, non iscritto a questi partiti, che quel programma se l’è trovato già scritto, e su tutto ciò, inconsueto e costituzionalmente irrituale bisogna pur ammetterlo, il buon Mattarella sorvola amabilmente.

Un governo Giallo/Verde (molto scuro, cupo, tendente al bruno) in cui i gialli valgono elettoralmente il doppio dei verdi ma sembrano sparire sommersi dall’impeto, dalla furbizia, dalla prepotenza dei verdi e del loro capo: auguri per tutti coloro per cui il reddito di cittadinanza è misura buona e giusta!

 

Come si vede il diavolo è brutto, ma c’è chi lo dipinge come una  minaccia per questo mondo, che secondo un ormai esangue PD, pare essere “il migliore dei mondi possibili”!   Opporsi in nome della continuità, senza neanche riflettere sui profondi cambiamenti sociali e culturali che le politiche praticate in precedenza hanno provocato, è un regalo a chi sventola la bandiera del cambiamento.

Questo governo non nasce da una marcia di barbari sulla capitale, ma dal terremoto del 4 marzo e, che piaccia o meno – e a noi non piace affatto! – ha alle spalle il consenso della maggioranza degli elettori! È su questo terremoto che bisogna riflettere, ma pare che quei capitani, che con i loro comportamenti hanno provocato l’ammutinamento, ora pretendano di additare la giusta rotta alla nave che hanno ridotto in pezzi. Volevano rifare mezza Costituzione e ora si appellano alla sua sacralità! In nome del progresso e del centrosinistra hanno svalorizzato il lavoro, precarizzato una generazione, liberalizzato finanza e mercati, privatizzato beni comuni, lavorato con lena all’aumento delle disuguaglianze… in tutto ciò senza distinguersi granché dai loro avversari del centrodestra. Ora, attoniti di fronte alla reazione, certamente scomposta e semplificatrice, di chi ha votato per “cambiare”, chiamano all’unità senza mettere in discussione le politiche, i comportamenti, le pratiche che li hanno visti protagonisti.

Questo terremoto – ma avvisaglie consistenti di mutamenti profondi nel senso comune erano già chiaramente percepibili – ha bisogno di nuove categorie di interpretazione del mondo e della realtà, nuove parole e nuove sensibilità, senza arretrare sul piano dei diritti e delle libertà.

Opporsi alle premesse di una politica in cui il manganello brandito da Salvini diventa un simbolo inquietante, è necessario e doveroso, ma bisogna farlo partendo dalla comprensione delle ragioni e delle sofferenze di chi ha pensato di cambiare scegliendo, ahinoi!, questo pericoloso mix di protezione e reazione, di liberismo  - sì, sempre lui! - e di rancore.

Poche settimane fa ci ha lasciati Renzo Minelle, un amico e un compagno di Piazza Foglia, un uomo semplice e una figura storica della sinistra nella nostra città. Renzo era conosciuto e stimato da tutti coloro che seguono e si interessano della vita pubblica locale e globale. Un uomo dalle convinzioni forti e radicate, ma sempre disponibile al confronto e alla discussione con tutti. Un uomo allegro che amava la vita, la musica, il buon vivere. Ci mancherai Renzo! 

Ciao Renzo!

In bici da Valleambrosia a Gratosoglio… e oltre!

Domenica 3 giugno si è svolta una biciclettata/passeggiata lungo la via Rozzano, lungo il Fiume Lambro Meridionale per vedere i luoghi e per comprendere il progetto "Gratosoglio area verde" vincitore dell'ultima edizione del Bilancio Partecipativo del Comune di Milano. Nel progetto è compresa la sistemazione e la segnalazione di un percorso ciclabile che collegherà Valleambrosia con Gratosoglio, sino all’anello di allenamento sulla via Dei Missaglia. Sarebbe bello e utile poter arrivare per via protetta e in mezzo al verde, sino a Piazza Abbiategrasso e alla agognata metro!

Scuola

Fermiamo la trasformazione della scuola in impresa Un appello contro la scuola – azienda delle competenze europee, per una scuola che sia comunità educativa