Periodico di informazione, cultura, opinioni

Rozzano Anno IV - N. 10 – Dicembre 2017

Anche il mondo della sanità è sceso in piazza.
Riepilogando: tagli alla sanità, scarsi finanziamenti per le scuole, per i poveri, niente per i treni, investimenti al lumicino… Quindi, la domanda è: l'aumento del debito pubblico, esattamente, che cazzo ha finanziato?

La giornata di uno scrutatore e di chi a votare non ci va più

 

“Amerigo, lui, aveva imparato che in politica i cambiamenti avvengono per vie lunghe e complicate,e non c’è da aspettarseli da un giorno all’altro, come per un giro di fortuna; anche per lui, come per tanti, farsi un’esperienza aveva voluto dire diventare un poco pessimista. D’Altro canto, c’era sempre la morale che bisogna continuare a fare quanto si può, giorno per giorno; nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire”. La citazione dalla “Giornata di uno scrutatore” di Italo Calvino potrebbe continuare. I pensieri di Amerigo si incontrano spesso con l’idea della politica, con la partecipazione, con la sostanza della democrazia, le disillusioni e le speranze… Insomma ragionando e scrivendo di partecipazione politica e astensionismo potremmo limitarci a rimandare il lettore al romanzo. E senz’altro trarrebbe maggior godimento dalla parole di Calvino, piuttosto che dalla lettura di queste poche righe.

Proviamo comunque a mettere in fila alcuni pensieri.

Era il 1953, Amerigo era tornato al voto da poco tempo e già si trovava di fronte al tentativo – la famosa “legge truffa” -, di cambiare le regole del gioco elettorale. Egli sapeva che il suo voto aveva un peso immediato, non far scattare il premio di maggioranza della legge, ma anche un valore che trascendeva quell’esito e le sue immediate conseguenze. Sapeva anche che in politica le cose accadono “come in tutto il resto della vita”. Il nostro agire ha sempre delle conseguenze e anche gli accadimenti immediati hanno dietro percorsi e tempi più o meno lunghi e un fare quotidiano di parole e gesti. Non si vota tutti i giorni, ma tutti i giorni si fa qualcosa “che può servire”. E ciò è valido ancora oggi.

E’ sbagliato considerare il non voto solo come una rinuncia su cui imbastire trite morali sui diritti e sui doveri del cittadino. Anche perché sono tante le situazioni e i motivi per cui si sceglie l’astensione: si va dalla sfiducia alla scelta consapevole e meditata, dall’indifferenza alla valutazione di una insoddisfacente ”offerta politica”, dalla pigrizia al rifiuto. Ed è un fatto che i processi economici e politici globali, dislochino altrove il dominio sulle cose ed esercitino pesanti condizionamenti sulla dimensione del potere democratico locale e anche statale. Ciò nonostante l’elezione delle rappresentanze amministrative e politiche resta pur sempre un momento importante per la vita delle comunità e dei cittadini. Quando si vota vi è sempre una posta in gioco. Ma le parole della politica si sono consumate e questa posta in gioco non è sempre avvertita in modo adeguato. I programmi restano sullo sfondo, pronti per essere contraddetti dai comportamenti e dalle logiche di potere. Le differenze si stemperano. Soprattutto i riferimenti valoriali tradizionali si sovrappongono e allora, per usare le parole di un noto esperto in metafore, il “popolo fugge nel bosco”.

Ed è un fatto che da qualche tempo questa massa di non votanti condiziona non solo i risultati elettorali, ma i profili delle forze politiche, le parole stesse della politica e la propaganda.

Alle elezioni regionali emiliane di tre anni fa votò il 37% degli aventi diritto; per contro al voto referendario del 4 dicembre 2016 si registrò un’affluenza del 65%.

Non possiamo fare di ogni elezione un referendum in cui ci giochiamo la Costituzione, ma possiamo mettere in campo le parole per costruire un discorso politico che dica le cose con chiarezza e radicalità, esprimendo una visione, un progetto e conseguentemente proponendo un programma. Mentre a sinistra una distorta idea di modernità ha prodotto l’abbandono della lotta per proteggere e dare diritti alle classi subalterne, ai lavoratori, le forze vittoriose del capitale finanziario non si sono certo fatte scrupolo di diffondere una ideologia forte, il neoliberismo, che ha pervaso il senso comune e le regole sociali, le leggi e le pratiche della politica. Se si vuole che il “popolo fuggito nel bosco” torni nella polis, bisogna allora che qualcuno affermi con forza che le cose da fare, i programmi sono tanto più convincenti se hanno dietro una visione, un progetto, un’idea di società.

Anche il nostro Amerigo, nella sua laica e concreta visione della politica, nel realismo di chi non si fa troppe illusioni, ma non ha smesso di “credere che ogni cosa che fai potrà servire”, sarebbe d’accordo: vale la pena di votare, se si può scegliere un progetto, un pensiero grande e al contempo capace di pragmatismo, che non ti lascia a piedi nel deserto e ti offre insieme un’idea, un programma e donne e uomini come te, senza aura, semplicemente credibili.

Cultura

Slessico familiare.

Un glossario aggiornato e critico sui nostri tempi di Guido Viale

Contributi

Pensieri sparsi, come le foglie di via Guido Rossa

Frecciarossa

Cultura

Un appello per superare il Fiscal compact e per un nuovo sviluppo europeo

Anno IV- n.10 – Dicembre 2017

Distribuzione Gratuita

Registrazione al Tribunale di Milano n. 70 del 17.03.2015

Edito dall’Associazione  Rozzano Oggi

 

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Una sanità malata… di privatizzazione e profitto!

In questo numero

Direttore: Adriano Parigi

Direttore Responsabile: Elisa Murgese

Redazione: Stefania Anelli, Gabriele Arosio, Niccolò De Rosa, Giuseppe Foglia, Marco Garritano, Fiorella Gebel, Marco Masini, Elisabetta Martello, Lorenzo Parigi, Franco Spiccia, Gigliola Zizioli  

Mail: posta@piazzafoglia.it

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L’editoriale

Globale

Liberi e Uguali (ma non agli altri!)

La redazione di Piazza Foglia augura a tutti i cittadini di Rozzano (e non solo!) Buone Feste e un magnifico anno nuovo!

Osservatorio sulla legalità. Chi l’ha visto?

In questi giorni la nostra città è assurta agli onori della cronaca per fatti legati al traffico e allo spaccio di droga. Sui social sono subito divampate le polemiche tra chi, con le buone intenzioni e l’orgoglio della cittadinanza, difendeva il buon nome della città e chi invece metteva in risalto la presenza di manovalanza malavitosa e la scarsa attenzione delle istituzioni. Insomma niente di nuovo, se non fosse che con gran scampanio e dopo anni di richieste di attivare una seria commissione di informazione e contrasto alla mafia, l’Amministrazione ha varato l’Osservatorio sulla Legalità. Bene ci piacerebbe sapere cosa questo Osservatorio ha osservato, magari proprio sul fenomeno dello spaccio di stupefacenti, che alcuni, anche in Consiglio Comunale, hanno indicato in preoccupante crescita nella nostra città. Così, anche solo per sapere.

Auguri da

Come eravamo

Casella di testo: Copertina del catalogo della mostra Rozzano 1936/1984 Diventare Città (Aprile 1985)